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Via Settimia
Quarnas 26.10.2013 12-37-14.JPG
Veduta del Lago d'Orta (lat. Cusius lacus) dalla moderna Quarna Sopra (lat. Quarna Superior)
Localizzazione
StatoVexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano
Stato attualeItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
Piemonte Piemonte
Informazioni generali
Tipostrada romana
Condizione attualeNon più esistente
Lunghezzacirca 95 miglia romane
Informazioni militari
UtilizzatoreShe-wolf suckles Romulus and Remus.jpg Repubblica romana
Vexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano
Vexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano d'Occidente
Funzione strategicaMettere in comunicazione Milano e Novara con il lago Maggiore e il passo del Sempione
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La via Settimia è il nome attribuito ad una strada romana che avrebbe messo in comunicazione Milano (Mediolanum) e Novara (Novarium) con il Verbano, l'Ossola e il passo del Sempione.

Il suo percorso viene spesso fatto corrispondere a quella fatta costruire da Napoleone per varcare il passo del Sempione e ora seguito dalle strade statali 34 e 33[1].

StoriaModifica

L'Epigrafe di Vogogna

Le prime notizie dell'epigrafe risalgono al 1666 quando viene citata dallo scrittore Giovanni Antonio Berra, che a causa di un errore di trascrizione interpretò erroneamente l'iscrizione ed attribuisce la realizzazione della strada a Gaio Giulio Cesare.[2] Per un paio di secoli l'iscrizione viene ignorata per essere ritrovata nel 1835 e portata all'attenzione dell'archeologo Giovanni Labus, che ipotizzò che la strada venne fatta costruire dall'imperatore Settimio Severo[3], ipotesi ripresa anche da altri accademici del XIX secolo, come Vincenzo De Vit[4].

L'epigrafe è molto danneggiata, manca del tutto della parte centrale[5] e l'inquinamento causato dalla vicinanza alla strada statale ha causato un ulteriore deterioramento, per cui è ormai quasi illeggibile.

Il testo è interpretabile come: «Via fatta per (decreto di?)…con sesterzi 22600 sotto il secondo consolato di Caio Domizio Destro e Publio Fusco con curatori dell'opera Marco Valerio e Salvio; fornitore dei marmi… è stato ? per (ordine) di Venusto conduttore pubblico di …»[6].

Le fonti antiche sulle strade romane nella zona del Lago Maggiore sono in gran parte inesistenti e i dati archeologici molto scarsi, per cui i dettagli della viabilità e i percorsi delle strade in epoca romana dell'epoca sono in gran parte ignoti[7] e sono stati ipotizzati solo in generale[8]. Nella zona del Verbano sono stati rinvenuti solo brevi tratti di strada in località Pedemonte nel comune di Gravellona Toce, a Candoglia di Mergozzo, Feriolo di Baveno, Vogogna e Beura-Cardezza[9].

In particolare un'epigrafe ritrovata a Vogogna commemora la costruzione o rifacimento (via facta) di una strada (probabilmente un breve tratto, dato l'importo di 22 600 sesterzi citato sulla lapide, e che venne effettuato nel 196 d.C. durante il regno dell'imperatore Settimio Severo[10]. Una traduzione erudita novarese, tra cui Vincenzo De Vit nel XIX secolo[11]) ha ipotizzato, sulla base di questa epigrafe, l'esistenza di una via che chiamarono appunto "Settimia", e che seguendo l'Agogna conducesse da Novara a Gravellona Toce[12] Più probabile è un percorso che si dirigesse verso Milano, seguendo un percorso simile a quella della strada napoleonica[12]. È stato inoltre ipotizzato che i lavori siano stati realizzati per l'interesse al presidio dei valichi di frontiera di Settimio nell'ambito della guerra civile del 193-197[10]

Per la sua posizione geografica una strada transitante da Vogogna portava probabilmente a Domodossola (e quindi al passo del Sempione)[11], ma avrebbe potuto anche dirigersi anche ad altri valichi, come il passo del Monte Moro o il passo di Antrona[13], inoltre in base alle scarse testimonianze storiche note, il passo del Sempione era attraversato in epoca romana da un semplice sentiero o poco più e il traffico mercantile sporadico[14] Resti di un sentiero di epoca romana sono stati ritrovati in alcuni punti, ma si perdono alla fine nei pressi di Chlusmatte, senza che se ne conosca il proseguimento[15].

PercorsoModifica

Tradizionalmente si attribuisce alla via il percorso seguito da Napoleone durante la discesa in Italia, corrispondente alla moderna strada statale 33 dal Sempione fino a Mediolanum (Milano), costeggiando la costa occidentale del Lago Maggiore e si congiungesse nei pressi di Sesto Calende con la strada che uscendo da Porta Vercellina a Milano si dirigeva verso i laghi seguendo il corso dell'Olona e di cui pur non conoscendone il nome reale sono stati ritrovati diversi resti[12] (vedi Via Mediolanum-Verbannus). Comunque si ritiene che da Gravellona Toce si diramassero anche percorsi che si dirigessero verso Novara costeggiano una o entrambe le vie del lago d'Orta[16].

NoteModifica

  1. ^ Mandolesi 2007, p.
  2. ^ Associazione culturale 1997, p. 32.
  3. ^ Associazione culturale 1997, p. 34.
  4. ^ Vincenzo De Vit, Memorie storiche di Borgomanero e del suo mandamento compilate dal sac. Vincenzo De Vit, Milano, Tipografia e Libreria Arcivescovile, 1859, p. 33. Ospitato su archive.org.
  5. ^ Il danneggiamento, un buco della profondità di 20 cm dell'epigrafe, è stato intenzionale. Secondo una versione è stato fatto per impedire che venisse usata come prova in una lite per un diritto di transito, secondo un'altra il proprietario del terreno l'ha danneggiata per impedire che i curiosi attraversassero il suo campo per andare a vederla. Vedi Associazione culturale 1997, p. 34.
  6. ^ Angela Crosta, Vogogna (VB): Iscrizione e strada romana, su Archeocarta. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  7. ^ Miedico 2014, p. 14.
  8. ^ Miedico 2014, Mappa a p. 15.
  9. ^ Poletti 2014, p. 102.
  10. ^ a b Panero 2003, p. 249.
  11. ^ a b Giuseppina Spagnolo Garzoli, Tra Leponti e Romani aspetti del popolamento nelle valli ossolane, in Inter Alpes - Insediamenti in area alpina tra preistoria ed età romana, Convegno in occasione dei quarant’anni del Gruppo Archeologico Mergozzo, 23 ottobre 2010, pp. 105-106.
  12. ^ a b c Gambari e Garzoli 2001, p. 14.
  13. ^ Nething 1977, p. 13.
  14. ^ Nething 1977, pp. 13-14.
  15. ^ Nething 1977, p. 14.
  16. ^ Panero 2003, p. 250.

BibliografiaModifica

  • Associazione culturale Ossola Inferiore Vogogna (a cura di), Una strada lunga 1800 anni, 1997.
  • Alessandro Mandolesi, Paesaggi archeologici del Piemonte e della Valle d'Aosta, Torino, Associazione antichità e arti subalpine e Fondazione della Cassa di risparmio di Torino, 2007, ISBN 978-88-902381-0-9.
  • Cristina Miedico, Sulla strada per Angera - Viabilità terrestre ed acquatica tra Milano e la Svizzera in età romana, in Grazia Facchinetti e Cristina Miedico (a cura di), Di città in città – Insediamenti, strade e vie d'acqua da Milano alla Svizzera lungo la Mediolanum-Verbannus (Soprintendenza Archeologia della Lombardia), 2014, pp. 13-28. URL consultato il 16 gennaio 2017 (archiviato il 16 febbraio 2017).
  • Filippo M. Gambari e Giuseppina Grazioli, Summo Plano: I Leponti e il Sempione, una via primaria per le relazione europee (Catalogo della Mostra), a cura di Filippo M. Gambari, Omegna, Città di Verbania, 2001.
  • Hans Peter Nething, Il Sempione, Porza, Edizioni Trelingue, 1977, ISBN 3-7225-6310-0.
  • Elena Poletti Ecclesia, Alla foce del Toce - Il popolamento in età romana sul golfo mediano del lago Maggiore, porta commerciale verso i passi alpini ossolani, in Grazia Facchinetti e Cristina Miedico (a cura di), Di città in città – Insediamenti, strade e vie d'acqua da Milano alla Svizzera lungo la Mediolanum-Verbannus (Soprintendenza Archeologia della Lombardia), 2014, pp. 13-28. URL consultato il 16 gennaio 2017 (archiviato il 16 febbraio 2017).
  • Elisa Panero, Insediamenti celtici e romani in una terra di confine, Edizioni dell'Ossola, 2003.

Voci correlateModifica