Domodossola

comune italiano
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Domodossola
comune
Domodossola – Stemma Domodossola – Bandiera
Domodossola – Veduta
Panorama del comune dal Sacro Monte Calvario
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbano-Cusio-Ossola
Amministrazione
SindacoLucio Pizzi (Centrodestra - Lega Nord) dal 20-6-2016
Territorio
Coordinate46°06′N 8°18′E / 46.1°N 8.3°E46.1; 8.3 (Domodossola)Coordinate: 46°06′N 8°18′E / 46.1°N 8.3°E46.1; 8.3 (Domodossola)
Altitudine272 m s.l.m.
Superficie36,89 km²
Abitanti18 219[2] (31-8-2017)
Densità493,87 ab./km²
Frazioninessuna[1]; vedi elenco borgate
Comuni confinantiBeura-Cardezza, Bognanco, Crevoladossola, Masera, Montescheno, Trontano, Villadossola
Altre informazioni
Cod. postaleI-28845
CH-3907 (ufficio postale svizzero)
Prefisso0324
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT103028
Cod. catastaleD332
TargaVB
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitantidomesi
Patronosanti Gervasio e Protasio
Giorno festivo19 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Domodossola
Domodossola
Sito istituzionale

Domodossola (Dòm in dialetto ossolano, Duhm o Domo in tedesco antico, Döm in walser, Ël Dòm in piemontese) è un comune italiano di 18 219 abitanti[2] della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

La città è il centro principale della val d'Ossola e si trova nella piana del fiume Toce, alla confluenza di val Bognanco, val Divedro, valle Antigorio-Formazza, valle Isorno e val Vigezzo. La citta è anche famosa per la "D di Domodossola".

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

La città si adagia sul conoide di deiezione del torrente Bogna, che si allarga tra la frazione Caddo di Crevoladossola e il Sacro Monte Calvario, occupando la porzione media del bacino del fiume Toce. Il territorio comunale si estende tra i 238 m s.l.m. e i 2635 m s.l.m., per un totale di 36,9 km².

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Domodossola.

Il clima è alpino con inverni freddi ed estati miti.

Origini del nomeModifica

Il geografo greco Claudio Tolomeo (II secolo d.C.) è il primo a citare la città quale probabile capitale dei Leponzi, chiamandola Oscella e Oscela dei Leponzi. Joannes Georgius Graevius, nel Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae: Ligurum et Insubrum, seu Genuensium et Mediolanensium pubblicato nel 1704, identifica Domodossola come Ocella. Nel VII secolo l'Anonimo Ravennate la definisce come civitas e la chiama Oxilla. Intorno all'XI secolo la città assume il nome di Domus Oxile, in riferimento alla presenza della chiesa collegiata. Nel XII secolo compaiono Burgus Domi e Burgus Domi Ossule: la dicitura borgo deriva dalla presenza oltre che della chiesa collegiata, anche del castello e del mercato. Il nome successivamente si trasforma in Domiossola, Duomo d'Ossola (Giovanni Capis), Domo d'Ossola nell'Ottocento e infine l'attuale Domodossola[3][4].

StoriaModifica

 
Italia settentrionale secondo l'Historical Atlas: l'Oscela Lepontiorum nell'area settentrionale della Gallia Transpadana
 
Resti del castello di Mattarella
 
La Torretta
(EL)

« Ἑν ταῖς Κοττίαις Ἅλπεσιν Ληποντίων Ὄσκελ(λ)α »

(IT)

« Nelle Alpi Cozie è situata l'Oscel(l)a dei Leponzi »

(Tolomeo, Geografia, 100 d.C. circa)

Dalla Preistoria al NovecentoModifica

Il masso coppellonato nei giardini dei Padri Rosminiani presso il Sacro Monte Calvario, insieme ad altri reperti rinvenuti nell'intera Val d'Ossola fa presumere la presenza di abitanti nella vallata fin dall'epoca preistorica. Tolomeo è tuttavia il primo a fare riferimento all'Oscella, città abitata dai Leponzi, popolazione di origine poco conosciuta: secondo alcuni ramo dei Liguri, secondo altri di derivazione celto-gallica[5]. Da Oscella passava la strada romana che collegava Milano al Verbano: da qui si poteva valicare le Alpi raggiungendo il passo del Sempione, il passo dell'Arbola oppure il passo di San Giacomo[6]. La città sorgeva all'incrocio tra la Via Severiana Augusta e la Via Settimia Severa, con la Via Antronesca che nel tratto Domodossola - Locarno prendeva pure il nome di Via Mercatale.

Con la conquista romana Oscella viene elevata al grado di municipio e diviene capoluogo della Provincia delle Alpi Atrezziane[7]. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente l'Ossola subisce l'invasione dei barbari: i palazzi di Oscella vengono distrutti e gli abitanti ridotti in schiavi. È probabilmente durante il regno di Teodorico, re degli Ostrogoti, che si formano le prime opere di difesa sul colle di Mattarella[8]. Il dominio longobardo è durissimo, caratterizzato da violenze e saccheggi; a questi succedono i Franchi. Carlo Magno, generoso verso ecclesiastici e laici, rivitalizza il feudalesimo: molti territori sono in possesso del vescovo-conte di Novara, che costruisce a Oscella il suo castello (castrum novum, ricordato nel 1001). Nel 1014 il vescovo Pietro III il Prudente con solenne diploma ottiene il dominio feudale dell'Ossola.

Le periodiche incursioni dei Vallesani e le lotte accanite tra guelfi, in maggioranza nel borgo, e ghibellini costringono gli Ossolani a chiedere protezione a Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano: il 19 marzo 1381 viene firmato nell'attuale Palazzo San Francesco l'atto di dedizione. Il contratto con i Visconti prevedeva protezione e privilegi agli Ossolani, in cambio di un compenso di 750 fiorini annui[9]. Ai Visconti succedono gli Sforza (1450 - 1535). Il 9 maggio 1517 la pace e trattato di Ponte Tresa sancisce che Stabio ed altre terre del Mendrisiotto appartengano ai dodici Cantoni Elvetici in cambio di Domodossola[10]. Alla caduta di Ludovico il Moro, Domodossola subisce la dominazione spagnola che dura per due secoli, contrassegnati da lotte intestine tra le fazioni, dagli straripamenti del torrente Bogna e dalle epidemie di peste[11]. Nel 1656 sorge il Sacro Monte Calvario per opera di Andrea da Rho e Gioachino da Cassano, due frati cappuccini del convento di Domodossola. Dopo una breve dominazione austriaca, nel 1743 con il trattato di Worms l'Ossola passa interamente ai Savoia.

Con Vittorio Emanuele I nel 1818 Domodossola diventa capoluogo della provincia di Ossola, nella divisione di Novara, con un capo-guardia di prima classe a Domodossola e un capo-guardia di seconda classe a Masera[12]. Nel 1859, con l'emanazione del decreto Rattazzi, viene soppressa la provincia di Ossola e istituito il circondario di Ossola (in seguito circondario di Domodossola), come suddivisione della provincia di Novara, comprendente i mandamenti di Crodo, S. Maria Maggiore, Bannio e Domodossola[13].

Il NovecentoModifica

 
Tunnel del Sempione

Il 19 maggio 1906 il re Vittorio Emanuele III inaugura il traforo del Sempione: con quest'opera Domodossola e l'intera Ossola diventano una delle più importanti vie del traffico internazionale europeo. Il 23 settembre 1910 la città è teatro del tragico atterraggio di Jorge Chávez Dartnell, conosciuto come Geo Chávez, primo trasvolatore delle Alpi. L'aviatore peruviano, partito da Briga, sorvola il passo del Sempione, ma l'aereo, in fase di atterraggio a Domodossola, cede e precipita. Gravemente ferito, il pilota muore all'ospedale San Biagio pochi giorni dopo[14].

Gradualmente la prosperità nella vallata cresce e aumentano le industrie e le centrali idroelettriche che offrono lavoro e richiamano progressivamente migranti in particolare da Veneto, Romagna e Calabria[15]. La prima guerra mondiale richiede tuttavia sacrificio di vite umane, che costa caro anche all'Ossola.

Nel 1926[16] il circondario di Domodossola viene soppresso e il territorio assegnato al circondario di Novara[17]. Nel 1927, con la soppressione di tutti i circondari italiani, il territorio rimane in Provincia di Novara.

 
Bandiera della Repubblica dell'Ossola

Durante la seconda guerra mondiale la valle non resta indifferente alla dittatura fascista. I movimenti di liberazione fanno sì che dal 10 settembre al 23 ottobre 1944 Domodossola diventi capitale della Repubblica partigiana dell'Ossola, proclamatasi indipendente dal dominio dittatoriale nel corso della Resistenza. Durante i 43 giorni, il territorio liberato viene gestito democraticamente dalla Giunta provvisoria di Governo, che si riunisce presso il Palazzo di Città. La giunta è presieduta da Ettore Tibaldi e annovera, tra gli altri, anche la milanese Gisella Floreanini, nelle vesti di Commissario all'Assistenza. La Floreanini è così la prima donna a ricoprire incarichi governativi in Italia[18].

Negli anni 1950 - 1960 la città è segnata da un costante flusso migratorio. I migranti, provenienti in gran parte dalla Calabria, si stanziano in un quartiere, denominato con il toponimo di Abissinia. Il quartiere poi, con l'arrivo dei frati Cappuccini, in particolare di padre Michelangelo Falcioni, padre spirituale del rione, si trasforma in Cappuccina.

Nel 1992 la Val d'Ossola, il Cusio e il Verbano si scorporano dalla provincia di Novara. Domodossola entra così a far parte della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

OnorificenzeModifica

Domodossola è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 21 settembre 1945 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[19]

  Medaglia d'oro al valor militare
«Mentre più spietata infieriva l'oppressione germanica e fascista con il valore e con il cruento sacrificio delle formazioni partigiane e con l'entusiastico concorso delle popolazioni, insorgeva animosamente. Liberato il primo lembo di territorio alle frontiere, costituitasi in libero reggimento di popolo, l'uno e l'altro difendeva contro un nemico inferocito e preponderante per numero e per mezzi. Ravvivava così negli infedeli dell'avvento della democrazia e additava la via alla insurrezione nazionale liberatrice.»
— Valle dell'Ossola, 9 settembre - 15 ottobre 1944

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Piazza Mercato

Piazza Mercato e il centro storicoModifica

(EN)

« The square market-place of Domo d'Ossola is quite picturesque with its arcade supported by columns, its jutting balconies and overhanging roofs, its pillared galleries, and its pavilions surmounted by weather vanes »

(IT)

« Disposta in forma di trapezio, la piazza del Mercato di Domodossola è piuttosto pittoresca, con le sue arcate sostenute da colonne, i suoi balconi protesi in avanti, i suoi tetti sporgenti, i suoi colonnati e i suoi padiglioni ornati di banderuole »

(Théophile Gautier, Journeys in Italy, 1902)

Simbolo della città, piazza Mercato è caratteristica per i portici quattrocenteschi a sostegno delle case padronali a balconate e loggette del XV e XVI secolo. I capitelli delle colonne, che sostengono archi romanici e gotici scompagnati, sono finemente scolpiti i e nelle testate recano stemmi delle casate ossolane, tra le quali figurano i De Rodis, i Silva, i Da Ponte e i Ferrari. Nel centro della piazza si ergeva l'antico palazzo trecentesco del Comune, demolito nel 1805 per aprire la strada napoleonica del Sempione[20]. Sul lato settentrionale era localizzato anche il palazzo del vescovo-conte con la relativa torre, mentre a sud si impone ancor oggi il Teatro Galletti. La concessione del mercato settimanale al borgo di Domodossola, secondo la targa posta nel 1891 in piazza, sarebbe stata fatta da Berengario I il 19 dicembre 917. In realtà il diploma originale è stato alterato: certo è che tuttavia il mercato sia assai antico, probabilmente presente già all'epoca dei Leponzi[21].

 
Piazza Fontana

Di particolare interesse anche la via Briona, sovrastata dalla torre trecentesca del palazzo vescovile, che, partendo dalla piazza Mercato, fungeva da via d'accesso per i principali passi transalpini. Racchiusa fra case con tetti in piode e apprezzata per i balconcini sostenuti da cariatidi, era la strada dei mercanti, ove vi transitava anche la diligenza svizzera del Sempione[22].

Restano ormai poche tracce delle antiche mura pentagonali, che già dai primi del 1300 cingevano il borgo di Domodossola. Nucleo principale della cinta muraria era il castello (sito nei pressi dell'attuale piazza Tibaldi), il Castrum novum già citato in pergamene del 1001 e il 1007, che venne abbattuto nel 1804 per aprire la strada napoleonica del Sempione[23]. Oggi sono ancora visibili i resti di una torre angolare unita alle mura su via Facchinetti e la Torretta, bell'esempio di torre in beola locale, cui fu aggiunto il portico e il tetto a metà Ottocento.

Tra i quartieri più antichi del borgo è La Motta (ossia: monticello, cumulo), probabilmente così chiamata per i depositi di detriti dovuti alle inondazioni del torrente Bogna[24]. In via Carina è possibile ammirare abitazioni con balconate in larice, testimonianza dell'influenza walser, mentre fulcro del quartiere è la Piazza Fontana, con al centro la fontana ottagonale e un piccolo obelisco. Obelisco di dimensioni maggiori, proveniente da un antico cimitero, occupa la posizione centrale in Piazza Chiossi. Infine è caratteristico l'arco a sesto acuto a strisce bianche e scure di Vicolo Andromia.

Architettura religiosaModifica

 
San Carlo che comunica gli appestati

Chiesa Collegiata dei Santi Gervasio e ProtasioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio (Domodossola).

Monumento nazionale, è stata ricostruita tra il 1792 e il 1798 su disegno dell'architetto regio Matteo Zucchi, a partire da una chiesa preesistente risalente al XV secolo[25].

Santuario della Madonna della NeveModifica

Il Santuario risale al XVII secolo e nell'atrio si presenta con un affresco, dipinto da Carlo Mellerio nel 1674, dedicato proprio al miracolo della nevicata estiva sul colle Esquilino di Roma. La Chiesa, in passato più volte danneggiata dal torrente Bogna, conserva al suo interno numerosi affreschi di pregio. Tra questi il dipinto Matrimonio della Vergine attribuito al pittore fiorentino Luigi Reali e l'ancona di legno dorato e dipinto (che racchiude l'affresco trecentesco della Madonna e del Bambino), opera di Francesco de Tatti.

Architettura civileModifica

 
Palazzo Silva e l'obelisco di Piazza Chiossi
(LA)

« Humilitas alta petit »

(IT)

« L'umiltà aspira a cose eccelse »

(Motto della famiglia Silva, XVI sec.)

Palazzo SilvaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Silva (Domodossola).

Monumento nazionale, Palazzo Silva fu ristrutturato, a partire da una dimora gentilizia trecentesca preesistente, intorno al 1519 dal condottiero Paolo della Silva, nobile al servizio di Francesco I di Francia[26]. È uno dei migliori esempi di casa patrizia rinascimentale della regione subalpina. Nell'anno 1882 l'edificio venne acquistato dalla Fondazione Galletti e successivamente ceduto al Comune. È ora sede del Museo di Palazzo Silva: in grandi sale gentilizie arredate ospita opere scultoree lignee, stemmi in marmo, reperti etruschi e romani, incisioni, frammenti di mummie egiziane, quadri dal Cinquecento al Settecento, costumi ossolani e armature.

 
Palazzo Mellerio

Palazzo MellerioModifica

Deve il suo nome al conte Giacomo Mellerio (1777-1847), Gran Cancelliere del Regno Lombardo-Veneto . Il conte, grande benefattore, affidò nel 1816 la costruzione del palazzo al cognato, l'architetto Gian Luca della Somaglia, con l'intento di renderlo un complesso di scuole superiori. Inaugurato il 5 novembre 1818, in questo palazzo Mellerio fondò il primo ginnasio dell'Ossola[20]. Nel 1837 il conte cedette il palazzo e la direzione del ginnasio all'abate Antonio Rosmini, che vi aggiunse un convitto. Nel 1874, quando scuole e convitto passarono nel nuovo collegio Mellerio-Rosmini, di fronte al Santuario della Madonna della Neve, il palazzo fu ceduto al comune. Sulla facciata si trovano ancora il medaglione del Mellerio e un bassorilievo di Rosmini. Il palazzo, che ospitò anche la Pretura, è ora sede della Polizia Municipale e di uffici comunali.

 
Palazzo San Francesco

Palazzo San FrancescoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo San Francesco (Domodossola).

Costruito sulla pianta di una chiesa antecedente (risalente alla fine del XIII secolo), fu acquistato nel 1884 dalla Fondazione Galletti, che vi raccolse le proprie collezioni. Nacque così la prima parte di quello che sarebbe diventato il Museo di Palazzo San Francesco. Successivamente ceduto al Comune, sono in via di completamento i lavori di restauro. È ora visitabile solamente il piano terreno con una raccolta di quadri di pittori vigezzini.

Collegio Mellerio-RosminiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Museo di scienze naturali del Collegio Mellerio Rosmini.

Dedicato al beato Antonio Rosmini, sorge di fronte al Santuario della Madonna della Neve. Il collegio, progettato dall'architetto ticinese Ghezzi, venne inaugurato il 29 settembre 1874. Contiene una ricchissima biblioteca (circa 60.000 volumi) ed è sede del Museo di Scienze Naturali, visitabile su richiesta. È annesso al collegio l'Osservatorio geofisico eretto nel 1876[27].

 
Palazzo di Città

Palazzo di CittàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sala storica della Resistenza (Domodossola).

Progettato dall'architetto Giovanni Leoni di Torino e recentemente restaurato, è stato edificato nel 1847. Nel 1944 fu sede della Giunta Provvisoria di Governo della Repubblica partigiana dell'Ossola: ai nostri giorni il consiglio comunale si riunisce proprio nella Sala Storica della Resistenza. Nel cortiletto interno del palazzo è presente una lapide, che ricorda il conferimento della medaglia d'oro al valor militare, conferita alla Val d'Ossola nel settembre 1945, per i fatti resistenziali culminanti nel significativo episodio della zona liberata. Antistante il palazzo nel 1899 venne posto il monumento, opera di Francesco Ricci (scultore vigezzino) dedicato a Gian Giacomo Galletti, benefattore cittadino, il cui lascito diede vita alla Fondazione Galletti.

Stazione InternazionaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Domodossola.

La stazione fu edificata quando Domodossola entrò in collegamento ferroviario con Novara nel 1888. Il maggior ampliamento, su progetto dell'architetto Luigi Boffi di Milano, avvenne nel 1906, con l'apertura del traforo del Sempione. La cornice marcapiano in granito di Baveno e le tre cimase sormontate da pennoni danno notevole risalto all'imponente struttura.

Sulle orme di Geo ChavezModifica

« Cade, con la sua grande anima sola
sempre salendo. Ed ora sì, che vola! »

(Giovanni Pascoli, Bologna, novembre 1910[28])

Grazie al progetto Interreg italo-svizzero "Geo Chavez, di tanti uno solo"[29], finanziato in occasione del centenario (2010) della trasvolata delle Alpi, è possibile ripercorrere quella che fu la storica impresa dell'aviatore peruviano Jorge Chávez Dartnell. Egli il 23 settembre 1910 partecipò al Gran Premio della Traversata delle Alpi: partì da Briga, sorvolò il passo del Sempione e raggiunse Domodossola, divenendo il primo trasvolatore delle Alpi; l'aereo, tuttavia, in fase di atterraggio cedette. Gravemente ferito, il pilota morì all'ospedale San Biagio pochi giorni dopo[14]. Con l'intento di rievocare la memoria di tale eroica impresa, è nato tale progetto, che, oltre a comprendere diverse iniziative culturali (mostre, manifestazioni, spettacoli teatrali) già svoltesi, ha previsto la realizzazione di tre opere principali[30]:

  • riqualificazione di Piazza Chavez a Domodossola con restauro del cippo e del monumento a lui dedicato;
  • realizzazione di una teca museale presso il cortile delle scuole elementari "L. Milani" di Via Rosmini, contenente una ricostruzione del Blériot XI usato da Chavez con l'ala originale e alcuni pezzi di storia del sistema di trasporto locale: l'antica diligenza del Sempione, una slitta, un'automobile e una bicicletta;
  • realizzazione di un percorso di Arte Contemporanea di 13 opere, da parte artisti internazionali, lungo i 50 chilometri della via del Sempione, tra Domodossola e Briga. Di queste opere, quattro si trovano in città: Sogno volante di Uli Wirz (pressi di Palazzo San Francesco), A Dream di Kaarina Kaikkonen (Piazza Cavour), A colui che è sul suo coltello (Icaro Chavez) di Marco Magrini (Via Guelfi) e En plein air di Mario Airò (interno del Municipio)[31][32].

Anche un'area del Museo sempioniano è interamente dedicata all'aviatore.

Il Sacro Monte CalvarioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sacro Monte di Domodossola.

Il Sacro Monte di Domodossola venne edificato nel 1657 per volontà dei frati Cappuccini Gioacchino da Cassano e Andrea da Rho. Nel 2003 questo straordinario complesso monumentale è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio dell'Umanità insieme ad altri sei Sacri Monti piemontesi. Il Sacro Monte di Domodossola è curato dai padri Rosminiani.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[33]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 1º gennaio 2016 gli stranieri regolarmente residenti nel comune di Domodossola erano 1.006[34] corrispondenti al 5,5% degli abitanti totali e con un declino di 11 unità rispetto all'anno precedente. Le nazionalità più rappresentate erano:

  1. Ucraina 250
  2. Cina 131
  3. Romania 108
  4. Marocco 101
  5. Albania 50
  6. Moldavia 38
  7. Egitto 30
  8. Brasile 21

Strutture sanitarieModifica

 
L'entrata vecchia dell'Ospedale San Biagio
 Lo stesso argomento in dettaglio: Ospedale San Biagio (Domodossola).

L'ospedale cittadino è l'ospedale San Biagio, risalente a prima del 1245, che costituisce, insieme all'ospedale "Castelli" di Verbania, l'Ospedale Unico Plurisede dell'ASL VCO.

Istituzioni, enti e associazioniModifica

Domodossola è sede:

AlpiniModifica

Dal 1923 è attiva la Sezione di Domodossola degli Alpini. Due sono le Medaglie d'Oro: Silvestro Curotti (Artigliere Alpino Partigiano Caduto durante la guerra di Liberazione a Oira di Nonio sul lago d'Orta il 3 giugno 1944) ed Attilio Bagnolini (Caduto a Passo Mecan (Mai Ceu) il 31 marzo 1936 nel corso della guerra d'Etiopia).

Donatori di sangueModifica

È attiva la sezione comunale di Domodossola dell'Associazione Volontari Italiani del Sangue (detta anche AVIS Ossolana). La sede si trova presso le sale del SIT dell'ospedale San Biagio.

Donatori di midollo osseoModifica

È attiva l'associazione D.O.M.O. (Donatori ossolani midollo osseo). La sede si trova presso le sale del SIT dell'ospedale San Biagio.

CAIModifica

È attiva la sezione del Club Alpino Italiano denominata SEO-CAI (società escursionistica ossolana).

FinanzieriModifica

È attiva la sezione dell'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia. La sede si trova in Piazza Geo Chavez.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

UniversitàModifica

L'Associazione per lo sviluppo della cultura, degli studi universitari e della ricerca nel Verbano Cusio Ossola, offre corsi di Ingegneria Informatica, Ingegneria Elettronica, Infermieristica, Fisioterapia, Turismo e Chimica. La sede di Domodossola è presso il "Collegio Mellerio Rosmini".[senza fonte]

Scuole superioriModifica

  • Il Liceo Statale di Domodossola è dedicato all'ingegnere ossolano Giorgio Spezia. Offre gli indirizzi di: Ginnasio-Liceo Classico, Liceo Linguistico e Liceo Scientifico.
  • L'Istituto d'Istruzione Superiore "Marconi-Galletti" è nato il 1º settembre 2008 dalla fusione dell'Istituto Tecnico Industriale Statale "Guglielmo Marconi", dell'Istituto Professionale per l'Industria l'Artigianato "G.G. Galletti" e dell'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Luigi Einaudi". Offre una grande varietà di indirizzi tecnici industriali (Elettronica ed Elettrotecnica, Chimica, Materiali e Biotecnologie Ambientali/Sanitarie, Informatica e Telecomunicazioni), tecnici commerciali (Amministrazione Finanza e Marketing, Sistemi Informativi Aziendali, Costruzione Ambiente e Territorio (ex Geometri), Turismo), professionali (Manutenzione e Assistenza Tecnica, Servizi Socio-Sanitari) e liceali (Liceo Scientifico indirizzo Scienze Applicate/indirizzo Sportivo).
  • L'Istituto "Antonio Rosmini" Femminile, gestito dalle Suore Rosminiane, offre numerosi servizi scolastici: asilo infantile, scuola elementare, scuola media e superiore. È dedicato al beato Antonio Rosmini.
  • L'istituto professionale per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera "Mellerio Rosmini", con sede presso il "collegio Mellerio Rosmini", ha come finalità la formazione di addetti qualificati nel settore alberghiero e turistico.

Scuole medieModifica

  • La scuola media statale di Domodossola è strutturata su due sedi (sede di Via Terracini e sede di via Matilde Ceretti).

MuseiModifica

BibliotecaModifica

  • Biblioteca Civica "G. Contini"

TeatroModifica

Principale teatro cittadino è il "Teatro Galletti" situato in piazza Mercato.

MediaModifica

Media localiModifica

A Domodossola operarono negli anni '70 e '80 numerose emittenti radiotelevisive locali: Tele VCO 2000 (poi trasferitasi a Verbania, dove opera ancora come Tele VCO Azzurra TV); Nuova Radio Ossola FM 94,7; Radio RTO (ora a Ghiffa) FM 94,5,; Radio Domo International FM 102,5; Radio Studio 103 FM 103 (inizialmente con sede a Caddo e poi a Domodossola in Via Briona); Radio Stereo 2000 FM 101; Radio T. Ossola In (poi Studio 103) FM 92,5, 100,0 e 103,0; Tuttoradio, FM 97,3, 100,200, 102,300, 102,500 (frutto della fusione di Radio Stereo 2000, Punto Radio 97 e Radio Domo International, appartenente alla stessa società editrice di Tele VCO 2000, sulle cui frequenze sono ora veicolate Radio Deejay e Radio Capital). Attualmente trasmettono:

  • Radio Studio 92 sui 102,95.6,99.9 MHz;
  • Radio Esse Effe Domo (già Radio Film San Francesco) sui 92.8, 89.6 e 89.7 MHz.

I quotidiani d'informazione locali con redazione a Domodossola sono:

  • L'Eco Risveglio;
  • Il quotidiano online Ossolanews.it;
  • Il Popolo dell'Ossola;
  • il quotidiano online ossola24.it

Notizie locali sono riportate anche nelle pagine della sezione "Verbano-Cusio-Ossola" de La Stampa.

CinemaModifica

Il film-tv della RAI "Quaranta giorni di libertà", regia di Leandro Castellani, narra la storia della breve Repubblica partigiana dell'Ossola. Inoltre nel 2005 a Domodossola è stato girato il film "Buss till Italien" del regista svedese Daniel Lind Lagerlöf.

L'unico cinema ancora attivo in città è il Cinema Corso.

MusicaModifica

  • Il Civico Corpo Musicale, istituito nel 1868, svolge la sua attività musicale guidato dal maestro Giorgio Coppi e dal presidente Arcangelo Menna.
  • La Cappella Musicale del Sacro Monte Calvario, svolge attività musicale, sia liturgica sia concertistica, nel santuario del SS. Crocifisso al S. Monte e nella Parrocchia di Calice. Istituita nel 1995 riunisce l'attività della Schola Gregoriana del S. Monte Calvario (1995), della Corale di Calice (1974), della Camerata Strumentale di S. Quirico (1989), del Convivio Rinascimentale (1997) e dell'Orchestra da camera della Cappella Musicale del S. Monte Calvario di Domodossola (2003).

Geografia antropicaModifica

Borgate

Ecco l'elenco completo delle borgate secondo lo Statuto Comunale di Domodossola[1]:

Alla Fraccia, Andosso, Anzuno, Asparedo, Bacenetto, Baceno, Barro, Campei, Campione, Campoccio Dentro, Campoccio Fuori, Casa delle Rane, Case Lazzaro, Case Pioda, Castanedo, Castelluccio, Cimavilla, Cisore, Corte, Croppo, Crosiggia, Cruppi, Gabi Valle, Maggianigo, Monsignore, Monteossolano, Monticchio, Motto, Motto Mattarella, Piccioni, Prata, Prebletto, Pregliasca, Premone, Quana, Quartero, Rogoledo, Ronchetto, Sacro Monte Calvario, Sala, San Quirico, Tagliaroli, Torcelli, Torre Mattarella, Trontana, Vallesone, Valsorda, Vauza, Zoncalina[1].

EconomiaModifica

Domodossola è centro nevralgico della val d'Ossola e costituisce il punto di riferimento delle vallate ossolane (valle Anzasca, valle Antrona, val Bognanco, val Divedro, valle Antigorio, val Formazza, valle Isorno, e val Vigezzo).

L'economia si è sviluppata in passato grazie al settore secondario: industrie siderurgiche, meccaniche e acciaierie hanno dominato la scena durante tutto il XX secolo. Negli stessi anni la costruzione nei territori circostanti di dighe e centrali idroelettriche (ad esempio la centrale di Anzuno) ha offerto impiego a centinaia di lavoratori nel settore energetico. La vicinanza con la Svizzera e l'apertura del traforo del Sempione hanno dato inoltre notevole impulso allo sviluppo del commercio.

Attualmente il ruolo del secondario risulta limitato, per quanto permanga l'industria lapidea sia estrattiva sia di lavorazione. Domodossola ha infatti assunto negli ultimi anni una vocazione culturale, turistica[35] e commerciale, grazie anche alla vicinanza a luoghi di attrazione naturalistica (Parco naturale dell'Alpe Veglia e dell'Alpe Devero, Sacro Monte di Domodossola, Parco nazionale della Val Grande) e a stazioni sciistiche (Domobianca, San Domenico di Varzo).

Per quanto riguarda l'artigianato, importante è la lavorazione locale del ferro battuto, finalizzata soprattutto alla produzione di mobili.[36]

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Domodossola.
 
La stazione ferroviaria

La città è un importante snodo ferroviario per quanto riguarda sia il trasporto merci sia il trasporto passeggeri. La stazione internazionale di Domodossola venne inaugurata nel 1906 in seguito all'apertura del Traforo del Sempione e attualmente gestisce un flusso di circa 1.400.000 frequentatori all'anno[37]. La linea internazionale del Sempione collega l'Italia alla Svizzera ed a Parigi attraverso un tunnel lungo quasi 20 km. La stazione di Domodossola è capolinea delle linee:

Inoltre lo scalo merci di Domo 2, situato nel comune di Beura-Cardezza, assume rilevanza strategica nei collegamenti tra l'Italia settentrionale e le regioni dell'Europa centro-occidentale, mettendo in comunicazione i porti di Rotterdam e Genova. La linea che attraversa il Traforo del Sempione rientra infatti tra i progetti prioritari (Priority Project 24)[38] nell'ambito delle reti di trasporto trans-europee (TEN-T Trans-European Networks - Transport) definite dalla Commissione europea[39].

AutobusModifica

Dal capolinea autolinee posto nei pressi della stazione internazionale partono autobus diretti ai principali comuni delle valli ossolane e tratte extraurbane dirette a Verbania, Omegna e all'Aeroporto di Malpensa.

Auto e motoModifica

La città è facilmente raggiungibile da Milano, da Genova e da Torino grazie all'autostrada   Genova Voltri-Gravellona Toce. A partire da Gravellona Toce l'autostrada prosegue come   Superstrada E62 e, percorrendo l'intera Val d'Ossola, raggiunge Domodossola, continuando poi fino al confine svizzero presso Iselle di Trasquera. Da qui, attraversando il Passo del Sempione, è possibile il collegamento stradale con Briga (CH) (Canton Vallese).

Domodossola è inoltre collegata con Locarno (CH) (Canton Ticino) attraverso la   della Val Vigezzo.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 dicembre 1993 16 novembre 1997 Ettore Angius Lega Nord Sindaco
16 novembre 1997 26 maggio 2002 Mariano Cattrini centro-sinistra Sindaco
26 maggio 2002 29 maggio 2007 Gian Mauro Mottini centro-destra Sindaco
29 maggio 2007 29 maggio 2011 Michele Marinello centro-destra Sindaco
30 maggio 2011 19 giugno 2016 Mariano Cattrini centro-sinistra Sindaco
20 giugno 2016 in carica Lucio Pizzi centro-destra Sindaco

GemellaggiModifica

SportModifica

SciModifica

Originario di Pallanzeno, ma nato a Domodossola è Massimiliano Blardone, salito per 25 volte sul podio in Coppa del Mondo di sci alpino. Luogo di allenamento del campione è stata anche la stazione sciistica domese di Domobianca. Essa consta di 12 piste (1 facile, 7 medie e 4 difficili), lunghe complessivamente 21 km, che si snodano sul versante nord orientale del Moncucco (1896 m s.l.m.). La località sciistica si raggiunge dal centro della città, salendo con la strada carrozzabile ai 1080 m s.l.m. dell'Alpe Lusentino. Uno dei sciatori su erba del luogo, Riccardo Lorenzone, ha gareggiato per la Coppa del mondo. La città è sede del comitato provinciale della Federazione italiana sport invernali.

CiclismoModifica

Per due volte Domodossola è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1985, l'ultima nel 2006.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Domodossola
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1985 18ª Monza 128   Paolo Rosola   Bernard Hinault
2006 14ª Aosta 224   Luis Laverde   Ivan Basso

CalcioModifica

Il principale stadio cittadino, dedicato all'alpino "Silvestro Curotti", è comunale e ha capienza di 1500 posti. Comunali sono anche il campo da calcio in regione "Nosere" e molti campetti frazionali. Società calcistica domese è la Juventus Domo.

PallacanestroModifica

È presente la squadra dell'U.S. pallacanestro Rosmini che partecipa al campionato di DNB presso la palestra del liceo Giorgio Spezia. Mentre la squadra della Cestistica Domodossola partecipa al campionato regionale di Promozione.

TennistavoloModifica

Il TT Ossola 2000 è l'associazione sportiva della città che si allena e partecipa alle gare regionali e nazionali pongistiche presso la palestra delle scuola media statale (plesso di via Terracini).

Tiro a segnoModifica

In zona Nosere è presente la sezione dell'Unione Italiana Tiro a Segno.

NoteModifica

  1. ^ a b c Comune di Domodossola - Statuto
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  3. ^ Capis, 3
  4. ^ Ferrari, 6
  5. ^ De Maurizi, 50
  6. ^ Autori vari, p. 17.
  7. ^ De-Vit
  8. ^ Lions Club, 19 Dalla Preistoria al traforo del Sempione, Tullio Bertamini
  9. ^ Lions Club, 27 Dalla Preistoria al traforo del Sempione, Tullio Bertamini
  10. ^ Motta, 42.
  11. ^ Ferrari, 7
  12. ^ Orlandini, 41
  13. ^ De Gaudenzi, 54
  14. ^ a b Carlo Grande, Geo Chávez, dove osò la libellula, in La Stampa, 19 luglio 2010. URL consultato il 6 agosto 2011.
  15. ^ Lions Club, 56 Dalla Preistoria al traforo del Sempione, Tullio Bertamini
  16. ^ Regio Decreto 21 ottobre 1926, n. 1890, art. 1
  17. ^ Regio Decreto 21 ottobre 1926, n. 1890, art. 2
  18. ^ Lions Club, 67 La "repubblica" dell'Ossola, Paolo Bologna
  19. ^ Info su www.quirinale.it
  20. ^ a b De Maurizi, 62
  21. ^ Ferrari, 19.
  22. ^ Ferrari, 21
  23. ^ De Maurizi, 64
  24. ^ Veschambre, 89
  25. ^ De Maurizi, 66
  26. ^ Veschambre, 88
  27. ^ Ferrari
  28. ^ Da Chavez, in Odi e inni
  29. ^ Scheda progetto Interreg, su interreg-italiasvizzera.it. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  30. ^ Chavez: di tanti uno solo - AMO, su amossola.it. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  31. ^ La Stampa - Tredici opere d'arte sulla strada di Geo Chavez, su lastampa.it. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  32. ^ Tgcom - Sulla scia dell'aviatore: un museo outdoor per Geo Chavez sulla cima delle Alpi, su tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  33. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  34. ^ Dati ISTAT al 1º gennaio 2016, su tuttitalia.it.
  35. ^ In calo i turisti nel Vco, a Domodossola un aumento di 20 mila presenze, su lastampa.it. URL consultato il 13 luglio 2014.
  36. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 8.
  37. ^ Centostazioni, sito ufficiale[collegamento interrotto].
  38. ^ Priority Project 24 - Mappa in formato PDF.
  39. ^ Priority Project 24 - TEN-T (lingua inglese) Archiviato l'11 febbraio 2013 in Internet Archive..

BibliografiaModifica

  • Autori vari, Di città in città – Insediamenti, strade e vie d'acqua da Milano alla Svizzera lungo la Mediolanum-Verbannus, Soprintendenza Archeologia della Lombardia, 2014. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, Giubiasco, Edizioni Metà Luna, 1991.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi; Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Brescia, Editrice La Scuola, 2003.
  • Anni Veschambre, L'Ossola e le sue meraviglie, Varese, Macchione Editore, 2003.
  • Giovanni De Maurizi, L'Ossola e le sue valli, Verbania, Edizioni Grossi, 1977.
  • Edgardo Ferrari, Le guide: Domodossola, Domodossola, Edizioni Grossi, 1998.
  • Paolo Bossi, Teresio Valsesia, Scoprire l'Ossola e le sue valli, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1988.
  • Giovanni Capis, Memorie della corte di Mattarella o sia del Borgo di Duomo d'Ossola, Domodossola, Edizioni Grossi, 2002.
  • Lions Club Domodossola, Terra d'Ossola, Domodossola, Edizioni Grossi, 2005.
  • Vincenzo De-Vit, La Provincia Romana dell'Ossola, Domodossola, Libreria Rizzardi, 1979.
  • Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole corredata di un atlante di mappe geografiche e topografiche, Volume 4, Firenze, Presso Gli Editori, 1838.

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