Apri il menu principale
Sesto Calende
comune
Sesto Calende – Stemma Sesto Calende – Bandiera
Sesto Calende – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
SindacoMarco Colombo (LN-FI) dal 25-5-2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate45°44′N 8°38′E / 45.733333°N 8.633333°E45.733333; 8.633333 (Sesto Calende)Coordinate: 45°44′N 8°38′E / 45.733333°N 8.633333°E45.733333; 8.633333 (Sesto Calende)
Altitudine198 m s.l.m.
Superficie25,04 km²
Abitanti11 088[2] (30-9-2018)
Densità442,81 ab./km²
Frazioninessuna[1]; vedi elenco località
Comuni confinantiAngera, Cadrezzate con Osmate, Castelletto sopra Ticino (NO), Comabbio, Dormelletto (NO), Golasecca, Mercallo, Taino, Vergiate
Altre informazioni
Cod. postale21018
Prefisso0331
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012120
Cod. catastaleI688
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantisestesi
Patronosan Bernardino da Siena
Giorno festivo20 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sesto Calende
Sesto Calende
Sesto Calende – Mappa
Posizione del comune di Sesto Calende nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Sesto Calende (Sèst in dialetto varesotto) è un comune italiano di 11 088 abitanti della provincia di Varese in Lombardia. Il borgo è posto al capo meridionale del Lago Maggiore, dove il Ticino riprende il suo cammino verso il Po, quale emissario del Verbano.

Il 28 aprile 2011, con decreto presidenziale firmato da Giorgio Napolitano, a Sesto Calende è stato concesso il titolo di città.[3]

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il territorio del comune di Sesto Calende è situato nel cuore dell`anfiteatro morenico del Verbano, in terra lombarda ma sul confine con il Piemonte. Il capoluogo sorge nel punto in cui il Ticino esce dal Lago Maggiore per riprendere il suo cammino verso il Po. L'area si presenta circondata da colline ed immersa nel verde del Parco del Ticino e gli è stato dato il titolo di città dall'anno 2011.

StoriaModifica

Epoca romanaModifica

Da Sesto Calende passava la via Mediolanum-Verbannus, strada romana che collegava Milano al Lago Maggiore[4]. Qui la via si divideva nelle sue due direttrici terminali: la prima raggiungeva Angera, mentre l'altra raggiungeva la val d'Ossola[4].

Origine del nomeModifica

Il nome "Sesto" (lat. Ad Sextum) deriva dal fatto che la città distasse sei miglia romane da Somma Lombardo (lat. Ad sextum lapidem, ovvero "alla sesta pietra miliare"), altra importante località lungo la via Mediolanum-Verbannus. La specifica "Calende" deriva invece dal latino Kalendarum, con un riferimento alle "calende", che richiama il periodo in cui si teneva, in questa città, il mercato pubblico in epoca romana.

Epoca modernaModifica

Già appartenente al Contado del Seprio come sede di sculdascio, e successivamente alla Pieve di Angera. Comprendeva la località di Cocquo. In età napoleonica (1811) venne aggregato a Sesto Calende il limitrofo comune di Gola Secca,[5] che recuperò l'autonomia nel 1816, in seguito alla costituzione del Regno Lombardo-Veneto.[6]

Fino all'avvento della ferrovia l'economia di Sesto Calende era basata sulla navigazione sul fiume Ticino. Le barche erano di proprietà dei mercanti di Sesto Calende che le affidavano a delle guide che erano chiamate paroni ed i più esperti, cioè quelli che conoscevano le insidiose rapide del fiume, provenivano esclusivamente dai comuni di Golasecca e Castelletto Ticino. Tra Sesto Calende e Tornavento vi erano infatti ben undici rapide, ognuna contraddistinta con un proprio nome dialettale; le guide tramandavano da padre in figlio l'arte di saper condurre le barche, a volte lunghe fino a venti metri, attraverso queste rapide.

Era una corporazione molto forte tanto da imporre le loro tariffe ai vari mercanti che li ingaggiavano nei singoli viaggi per trasportare le loro merci sul fiume Ticino e sul Po, fino a Venezia. Erano titolari di una sorta di "patente" e nessun altro poteva entrare nella corporazione senza il loro permesso.

I Paroni erano proprietari dell'attrezzatura e dei cavalli che servivano a rimorchiare le barche nella dura risalita del fiume.[7]

Fino al 1882 Sesto Calende manteneva un ruolo di collegamento per il commercio dei grani fra il fiume e il lago; porto d'arrivo delle granaglie era la svizzera Magadino da dove poi le merci proseguivano su carri, attraversando i passi del Gottardo, Lucomagno e San Bernardino. Sulla riva del fiume vi erano una quindicina di magazzini per l'ammasso dei cereali e risiedeva il "commissario per la spunta dei grani" che prendeva in carico i prodotti in arrivo quotidianamente e rilasciava la licenza di esportazione per il mercato di Laveno. È infatti del 1786 il documento più antico esistente presso l'Archivio Municipale di Sesto Calende e che riguardava l'istituzione di un mercato dei grani, bestiame ed altro da tenersi il mercoledì, come avviene ancora oggi. Il mercato si svolgeva attorno al porto, alla confluenza tra la strada postale del Sempione e il vecchio traghetto di Castelletto Ticino[7].

Nel 1869 al comune di Sesto Calende venne aggregato il soppresso comune di Oriano sopra Ticino.[8] Nel 1919 era sede della 307ª Squadriglia. Sesto Calende appartenne fino al 1927 al circondario di Gallarate della provincia di Milano; in tale anno entrò nella neocostituita provincia di Varese. L'anno successivo fu aggregato a Sesto Calende il soppresso comune di Lisanza[9], e nel 1929 la località di Lentate, già frazione di Osmate-Lentate.[10]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Abbazia di San Donato
L'Abbazia di San Donato è sita in località un tempo denominata Scozzola o Scovilla, è il maggiore monumento sestese. Edificata tra il IX e il X secolo, con l'attigua, oggi scomparsa Abbazia voluta dal Vescovo di Pavia, Liutardo de' Conti, restò per secoli legata all'ambiente pavese, di rito romano, pur essendo geograficamente in area ambrosiana.
Chiesa prepositurale di San Bernardino
La Chiesa prepositurale di San Bernardino fu costruita agli inizi del nostro XX secolo in luogo dell'antica chiesa di San Bernardino che era situata nell'attuale Piazza Garibaldi, abbattuta d'autorità dal comune di Sesto Calende. La chiesa attuale non è quindi la più antica, ma è la più vasta in ampiezza.
Oratorio di San Vincenzo
L'Oratorio di San Vincenzo, detto anche "dei Re Magi", è una chiesetta situata a nord di Sesto Calende, su un poggio erboso, domina dall'alto la valle del Ticino, il Lago Maggiore e Sesto Calende.

Altri luoghi di interesseModifica

Sass da Preja BüjaModifica

 
Il Sass da Preja Büia

Il Sass da Preja Büia (letteralmente: sasso di pietra scura) è un grande masso erratico formato da talco scisti e serpentino, trasportato dai ghiacciai durante le glaciazioni, scolpito con molte incisioni dai popoli della prima età del ferro (II millennio a.C.). Vi si possono osservare soprattutto coppelle circolari ed altre forme, simboli di fertilità, utilizzate per riti sacri. Si trova a circa 200 m dall'oratorio di San Vincenzo, verso la vicina collina morenica. Questo megalito è stato riconosciuto come Monumento naturale regionale di Preia Buia.

L'Obelisco GaribaldinoModifica

Inaugurato il 6 ottobre 1861, l'obelisco di Garibaldi era inizialmente posto nell'attuale Piazza Garibaldi dietro all'antica chiesa di San Bernardino, poi abbattuta. In seguito è stato trasportato a metà del lungo fiume in Viale Italia chiamato allea dai sestesi. Il monumento, costituito da granito rosa di Baveno, ha una base quadrata ed un piedistallo che, con quattro sfere di bronzo, originariamente proiettili raccolti dopo le battaglie del 1859, sostiene una piramide tronca alla cui sommità è posta una stella bronzea a sette punte Sulle facce dell'Obelisco si leggono 3 iscrizioni:

"Qui sbarcava Garibaldi co' suoi armati la notte 23 maggio 1859 per disperdere lo straniero."

"Queste zolle in Lombardia furono le prime che si bagnarono d'italo sangue nella guerra. 1859"

"Qui il prode capitano C. De Cristoforis sfidava i perigli di non eguale tenzone con gli austriaci il 25 maggio 1859"

Industrie storiche SestesiModifica

La prima industria di Sesto, sorta agli inizi dell'Ottocento, è la fabbrica di cordami di canapa Maioni che aveva sede presso il vecchio convento e che ha poi ospitato l'ex complesso SIAI-Marchetti. Ma Sesto Calende entrerà nelle prime statistiche industriali grazie al diffondersi dell'industria vetraria sul lago Maggiore che deve le proprie origini alla raccolta dei sassi bianchi del fiume Ticino (cogoli), ricchi di quarzo e che da secoli venivano commerciati fino a Murano per produrre quei vetri tanto lucidi. Nel 1871 venne fondata a Sant'Anna la prima vetreria industriale sotto la proprietà di Angelo Bordoni, a cui poi si aggiungeranno i soci Antonio Mognoni, Vincenzo Bertoluzzi e Luigi Bonavia. In paese si diffondono così i Maestri Vetrai che si costituiranno poi in cooperativa e che nel 1906 fonderanno una seconda vetreria, la VOF, Vetreria Operaia Federale, la cui storia industriale continuerà fino al 1996 come AVIR. Anche l'indotto dell'industria vetraria di Sesto Calende dava lavoro a molti operai; come le ditte di Giovanni Brovelli e Antonio Bassetti che producevano imballaggi in paglia per damigiane e buste di paglia per bottiglie. L'industria meccanica era degnamente rappresentata dalle ditte Boidi e Astori, sviluppatesi durante il primo conflitto mondiale grazie alla produzione di proiettili. Al 1885 risale la prima fabbrica tessile cotoniera appartenente alla famiglia Bogni, mentre dal 1862 fino al 1935 era presente in paese una filanda di seta. Ma la vera novità per Sesto e che caratterizzò il suo sviluppo socio-economico fino a giorni nostri, fu l'avvento dell'industria aeronautica: nel 1913 il sestese Luigi Capè, insieme a Domenico Santoni, costituiranno la "Savoia. Società Costruzioni Aeronautiche" che nel 1915 diventerà la Società Idrovolanti Alta Italia (SIAI) che grazie alle capacità imprenditoriali della famiglia Capè, alle commesse statali assicurate dal ministero dell'Aeronautica e dal genio progettuale dell'ing. Alessandro Marchetti, porteranno il nome di Sesto Calende ad essere famoso in tutto il mondo. Nel 1940 dava lavoro a ben 11.000 operai[7].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

 
Il municipio.

Abitanti censiti[11]

 


I dati ISTAT riflettono la struttura comunale attuale, e quindi sono un falso storico per i primi decenni esposti.

CulturaModifica

  • Nello stemma del Comune il dado rappresenta la fortuna e il compasso la precisione degli abitanti sestesi.
  • Coro Alpino Sestese[12]

IstruzioneModifica

  • Scuola Superiore Statale Carlo Alberto Dalla Chiesa[13]
  • Scuola Media Statale Luigi Bassetti[14]
  • Centro Studi "Angelo Dell'Acqua"[15] (Istituto Paritario "CENSAD" - dal 1857 al 2009 Istituto Orsoline U.R.). Comprende Scuola Elementare "Sant'Angela Merici", Scuola Media "Luigi Capè", Liceo Scientifico Mericianum
  • Scuola Elementare Giuseppe Ungaretti
  • Scuola Elementare Matteotti (Mulini)
  • Scuola Elementare Toti (Lisanza)

BibliotecheModifica

  • Biblioteca Comunale[16]
  • Biblioteca Angelo Dell'Acqua

MuseiModifica

  • Museo Archeologico della cultura di Golasecca[17]
  • Museo scienze naturali del Parco del Ticino
  • Pinacoteca Cesare da Sesto
  • Museo Angelo Dell'Acqua

MediaModifica

StampaModifica

  • Il Ponte di Sesto Calende
  • Sei di Sesto

RadioModifica

Geografia antropicaModifica

Secondo lo statuto comunale, il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, le località di Abbazia, Cocquo, Lentate Verbano, Lisanza, Loca, Mulini, Oneda, Oriano sopra Ticino, Sant'Anna e San Giorgio[18].

Infrastrutture e trasportiModifica

Strade e autostradeModifica

  • S.S. 33 del Sempione
  • S.P. 69 Sesto Calende - Luino di S. Caterina
  • A8 Milano - Laghi
  • A26 Voltri - Gravellona

FerrovieModifica

La stazione di Sesto Calende si trova sul punto di incrocio delle ferrovie Domodossola-Milano e Luino-Oleggio, ed è divisa in due piazzali che servono le rispettive linee.

AeroportiModifica

AmministrazioneModifica

SportModifica

Nell'ambito comunale sono presenti diverse associazioni che si occupano della formazione dei giovani atleti in diverse discipline:

  • Basket School Sesto Calende[19]
  • Sabres Rugby Club[20]
  • U.S. Sestese Calcio[21]
  • Circolo Sestese Canoa Kayak[22]
  • Sci Club Sesto Calende[23]
  • Sezione C.A.I. di Sesto Calende[24]
  • [ASD Real Sesto/ Calcio a 5]
  • Pallavolo Sestese[25]
  • Velo Club Sestese, Società ciclistica dilettantistica[26]
  • Sesto Lisanza '76 (Atletica, Ginnastica Artistica, Orienteering)
  • slackline parco europa

CucinaModifica

Il prodotto tipico del comune è il Raviolo di Sesto Calende al Persico di lago, Gamberi di fiume e menta, Marchio Denominazione Comunale.

NoteModifica

  1. ^ Comune di Sesto Calende - Statuto; i centri abitati sono definiti località
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2018.
  3. ^ Sesto Calende diventa città, varesenews.it, 16 maggio 2011. URL consultato il 27 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  4. ^ a b Autori vari, p. 16.
  5. ^ Decreto 8 novembre 1811
  6. ^ Notificazione 12 febbraio 1816
  7. ^ a b c Matteo Maggioni. Alta valle del Ticino. Lo sviluppo economico 1815-1940
  8. ^ Regio Decreto 28 febbraio 1869, n. 4946
  9. ^ Regio Decreto 16 febbraio 1928, n. 430
  10. ^ Regio Decreto 28 marzo 1929, n. 775
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Coro Alpino Sestese
  13. ^ Scuola Superiore Statale Carlo Alberto Dalla Chiesa
  14. ^ Scuola Media Statale Luigi Bassetti Archiviato il 22 dicembre 2010 in Internet Archive.
  15. ^ Centro Studi "Angelo Dell'Acqua"
  16. ^ Biblioteca Comunale Archiviato il 17 giugno 2010 in Internet Archive.
  17. ^ Museo Archeologico della cultura di Golasecca Archiviato il 18 dicembre 2011 in Internet Archive.
  18. ^ Articolo 5 comma 2 dello Statuto Comunale
  19. ^ Basket School Sesto Calende Archiviato il 21 febbraio 2009 in Internet Archive.
  20. ^ Sabres Rugby Club
  21. ^ (sito web Sestese)
  22. ^ Circolo Sestese Canoa Kayak
  23. ^ Sci Club Sesto Calende
  24. ^ C.A.I. Sezione di Sesto Calende
  25. ^ Pallavolo Sestese
  26. ^ Velo Club Sestese

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN158260001
  Portale Varese: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Varese