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Via dei Banchi Vecchi
Regola - vicolo della Moretta e Banchi Vecchi 1000030.JPG
Altri nomiVia Mercatoria
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàRoma
CircoscrizioneMunicipio Roma I
QuartiereRioni Ponte, Parione e Regola
Informazioni generali
Lunghezzam 280 ca,
Collegamenti
Intersezionivicolo Cellini (già via Calabraga),
via Sforza Cesarini (già via Sforza),
via delle Carceri,
via del Pavone

Via dei Banchi Vecchi è una via del centro di Roma, che da corso Vittorio Emanuele II raggiunge vicolo del Malpasso, passando attraverso i rioni Ponte, Parione e Regola.

Facciata di palazzo Sforza Cesarini su via dei Banchi Vecchi già palazzo della Zecca poi della Cancelleria (vecchia)

Indice

StoriaModifica

In età romana, secondo la carta archeologica di Rodolfo Lanciani la via doveva probabilmente ricalcare alcuni tratti della via Triumphalis e del Porticus Maximae.
Successivamente la via era divisa in due tratti, uno denominato della Chiavica di Santa Lucia, per la vicinanza con la chiesa di Santa Lucia del Gonfalone e per la presenza di una cloaca, all'altezza dell'incrocio della via del Pellegrino con via di Monserrato, via dei Cartari, vicolo della Moretta e vicolo del Malapasso, oltre che appunto via di S. Lucia; mentre l'altro tratto, principiante dal vicolo del Pavone all'altezza dell'edificio che per un breve periodo della prima metà del sec XV ospitò la Zecca e successivamente fu acquistato da Rodrigo Borgia per ospitarvi la Cancelleria vecchia (poi palazzo Sforza Cesarini), fino alla piazza di Ponte (Sant'Angelo), era semplicemente detto dei Banchi, per la presenza di numerosi Banchi che esercitavano il credito.
La strada assunse dunque il nome attuale con il trasferimento, avvenuto nel XVI secolo, della Zecca in una via poco distante, che cambierà il nome precedente di "Canale di Ponte" in quello di via dei Banchi Nuovi.
Durante il XV secolo, l'intero asse viario con il prolungamento delle vie del Pellegrino e dei Giubbonari era anche nota con il nome di Via Mercatoria[1].
La strada, che oggi termina a Largo Ottavio Tassoni, prima degli sventramenti post-unitari che portarono alla realizzazione di Corso Vittorio Emanuele II, sfociava nel tratto noto come "Canale di Ponte", fiancheggiando nell'ultimo tratto, il lato occidentale del Palazzo del Banco di Santo Spirito, che conduceva alla piazza di Ponte.

MonumentiModifica

Nel cinemaModifica

In via dei Banchi vecchi è ambientato uno degli scherzi del marchese del Grillo, dove Alberto Sordi fa murare la porta della bottega di un falegname apponendovi un pesante orinatoio in marmo, e facendosi poi volutamente sorprendere dal proprietario della bottega nell'atto di utilizzarlo. In realtà la scena è stata però girata in Via di Sant' Angelo in Pescheria.

NoteModifica

  1. ^ Umberto Gnoli, Topografia e toponomastica di Roma antica e moderna

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