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Villa Dupouy
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàLivorno
Indirizzovia del Castellaccio
Coordinate43°30′00.93″N 10°20′46.32″E / 43.500258°N 10.346199°E43.500258; 10.346199Coordinate: 43°30′00.93″N 10°20′46.32″E / 43.500258°N 10.346199°E43.500258; 10.346199
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVII-XIX secolo
Usovilla
Realizzazione
Committentenazione inglese di Livorno, Pietro Dopouy e altri

Villa Dupouy, nota anche come Villa Jermy o Villa delle Rose, è una residenza suburbana di Livorno, sita nella zona di Montenero Basso. Porta lo stesso nome di una villa più recente, realizzata sul non distante colle di Monterotondo, andata però distrutta durante la seconda guerra mondiale.

Indice

StoriaModifica

Secondo la tradizione la villa fu dimora del capo dei villici (tale Guerrino) che si batterono per la difesa di Livorno contro le truppe di Massimiliano I (1496). Di certo, nel 1683 appartenne a Francis Jermy ed era costituita da due piani fuori terra, un giardino con cisterna, le scuderie e vari annessi agricoli. Quasi un secolo dopo, nel 1781, la villa passò alla comunità inglese di Livorno, come ricordato in una lapide apposta sulla facciata, per essere quindi venduta, nel 1784, a Giovan Nicola Bertolla e, nel 1790, ad Abram Culely.

La villa divenne proprietà di Pietro Dupouy nel 1793 e nell'aprile 1822 vi soggiornò George Gordon Byron. L'edificio rimase legato ai Dopouy fino al 1894, quando fu venduto ai fratelli De Paoli, che vi apportarono alcuni restauri. Probabilmente, in questo periodo le murature portanti della residenza furono oggetto di alcune modifiche per garantire maggiore resistenza strutturale al fabbricato.

Nel corso del XX secolo ospitò dapprima i profughi della prima guerra mondiale ed in seguito la sede clandestina del Comitato di Liberazione Nazionale. Nel 2008 è stata oggetto di una vendita all'asta.

DescrizioneModifica

La villa sorge lungo le pendici di una collina ed è caratterizzata da un vasto edificio padronale ornato, in facciata, da timpani e statue; il fronte è chiuso da due ali laterali molto estese, dove si trovavano gli annessi agricoli della tenuta. L'ingresso è preceduto da una scalinata impreziosita con le statue rappresentanti le quattro stagioni.

L'atrio posto all'interno conserva ancora alcuni affreschi ed è il punto di partenza per due rampe scale che conducono rispettivamente al primo piano e al giardino retrostante. Pregevoli affreschi ornano ancora i soffitti degli appartamenti.

BibliografiaModifica

  • F. Cagianelli, D. Matteoni, Livorno, la costruzione di un'immagine. Le smanie della villeggiatura, Cinisello Balsamo 2001.
  • R. Ciorli, Livorno. Storia di ville e palazzi, Ospedaletto (Pisa), 1994.
  • F. Canuto, Paesaggio, parchi e giardini nella storia di Livorno, Livorno 2007.

Voci correlateModifica