Villa Zelo

StoriaModifica

Il terreno con alcuni edifici rurali seicenteschi venne acquistato alla prima metà del Settecento. La villa venne edificata nel 1740, per volere del proprietario, Giuseppe Siniscalco (1680-1751), mastro d'atti della città di Napoli, ad opera dell'architetto Muzio Nauclerio, fratello del più noto Giovan Battista. Si trovava al centro di giardini e di una tenuta agricola, che comprendeva due casini più piccoli, detti "di sopra" e "di sotto".

Nel 1741 nell'ala sud-occidentale della villa venne inoltre innalzata la cappella dedicata alla Santissima Vergine Addolorata.

Nel 1825 la villa con le sue dipendenze venne acquistata dal barone Giuseppe Zelo, vice ministro delle finanze, che negli anni dal 1826 al 1834 vi fece eseguire lavori, senza tuttavia trasformare l'aspetto generale della proprietà. Fino al 1835, quando venne costruita una nuova chiesa nelle vicinanze, la cappella della villa servì come chiesa succursale della distante parrocchia di Portici.

Antonio Ranieri soggiornò nella villa insieme all'amico Giacomo Leopardi e in seguito vi abitò insieme alla sorella Paolina fino alla morte, nel 1888, come ricorda un'iscrizione nell'atrio della villa.

Intorno alla metà dell'Ottocento, per volontà Domenico Zelo (1803-1885), dal 1855 vescovo di Aversa, il barone Gennaro Zelo fece eseguire lavori di ampliamento, con la costruzione di un piano superiore, il rifacimento della facciata in stile neoclassico e l'ampliamento della cappella, progettati dall'architetto Tommaso Benevento.

Papa Pio IX il 30 gennaio 1850, durante il suo esilio napoletano visitò la villa in forma privata; un'iscrizione marmorea al piano nobile ricorda l'evento.

ArchitetturaModifica

Il palazzo settecentesco era costituito da un corpo centrale a due piani, con vani sopraelevati agli angoli, affiancato da ali a un solo piano con terrazze. La facciata barocca a sette campate presentava un portale d'ingresso in pietra sormontato da un balcone.

Nel rifacimento ottocentesco la facciata fu trasformata in forme neoclassiche, venne aggiunto un piano superiore e vennero aperti accessi ad archi a tutto sesto dalla strada. Il portale d'ingresso in pietra è ricoperto da stucchi di stile neoclassico ed è sormontato dallo stemma della famiglia Zelo.

Il portone che consente l'ingresso alla cappella conserva l'originario aspetto settecentesco.

Dall'atrio si accede ad un cortile scoperto, chiuso da un'esedra semicircolare, che dà accesso agli ambienti di servizio e al giardino. Una scala con volta decorata con grottesche a tempera permette di accedere al piano superiore. Gli ambienti del piano nobile, coperti a volta, recano decorazioni a tempera del pittore Camillo Guerra (1797-1874) che negli stessi anni era attivo nella cattedrale di San Paolo ad Aversa per conto del vescovo Domenico Zelo.

Voci correlateModifica