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Villanova Marchesana
comune
Villanova Marchesana – Stemma Villanova Marchesana – Bandiera
Villanova Marchesana – Veduta
Il municipio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Rovigo-Stemma.png Rovigo
Amministrazione
SindacoRiccardo Rigotto (lista civica Uniti per cambiare) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate45°00′N 11°58′E / 45°N 11.966667°E45; 11.966667 (Villanova Marchesana)Coordinate: 45°00′N 11°58′E / 45°N 11.966667°E45; 11.966667 (Villanova Marchesana)
Altitudinem s.l.m.
Superficie18,05 km²
Abitanti909[1] (31-12-2018)
Densità50,36 ab./km²
FrazioniCanalnovo
Comuni confinantiAdria, Crespino, Gavello, Papozze, Riva del Po (FE)
Altre informazioni
Cod. postale45030
Prefisso0425
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT029051
Cod. catastaleL988
TargaRO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantivillanovesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villanova Marchesana
Villanova Marchesana
Villanova Marchesana – Mappa
Posizione del comune di Villanova Marchesana nella provincia di Rovigo
Sito istituzionale

Villanova Marchesana (Vilanova Marchesana in dialetto ferrarese) è un comune italiano di 909 abitanti della provincia di Rovigo, in Veneto, situato a sudest del capoluogo.

Indice

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

I dati sono tratti da Il Veneto paese per paese.[2]

Architetture religioseModifica

Chiesa parrocchiale di Santa Maria AssuntaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria Assunta (Villanova Marchesana).
 
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta vista dall'argine del Po

La chiesa, posizionata a sud della via centrale dell'abitato nei pressi dell'argine del fiume Po, venne realizzata nella seconda metà del XVIII secolo ma la struttura è solo l'ultima di una serie che si sono succedute nel tempo in quella stessa posizione.

L'edificio originario risale al tardo XIII secolo, caratterizzato dalla presenza di una fonte battesimale e, come normalmente per l'epoca, vi sorgeva accanto il cimitero. Solo successivamente venne anche eretto un campanile. La zona, scarsa di popolazione per le difficoltà di coesistenza con un territorio soggetto a frequenti esondazioni, era prevalentemente coltivata ma con scarsa rendita che si ripercuoteva negativamente anche nella capacità economica dell'ordine monastico che vi era insediato, in possesso di alcuni arredi sacri. Le continue rotte degli anni successivi costrinsero però i frati ad allontanarvisi e l'edificio religioso, resosi inagibile, rimase abbandonato per molto tempo.[3]

Fu a seguito dell'iniziativa di Borso d'Este, marchese di Ferrara, duca di Modena e Reggio, che alla metà del XV secolo ordinò la costruzione della Certosa di Ferrara, che la chiesa divenne parte dei possedimenti gestiti dai monaci che ne erano ospiti, ai quali in seguito ne venne concesso il giuspatronato. Grazie alla maggiore disponibilità economica l'edificio sacro venne ampliato acquistando negli anni successivi una crescente importanza nella parte settentrionale della Transpadana Ferrarese. Alla metà del XVI secolo già serviva 1 500 abitanti ed era costituito da una navata principale, dove era collocato l'altare maggiore, più altri cinque altari laterali ed un battistero.[3]

Successivamente venne realizzata una nuova costruzione, consacrata nel 1608, testimonianza fornita da una lapide presente sull'entrata laterale dell'attuale struttura. Il nuovo edificio religioso era costituito da tre altari, con presbiterio orientato verso est, un battistero ed un cimitero. Nonostante la successiva epidemia di peste avesse provocato il decesso di gran parte della popolazione, riducendola a circa 1 100 unità, si riuscì a completare, nel 1665, la costruzione del campanile ed impreziosire con marmi ed opere d'arte di scuola bolognese e ferrarese i suoi interni per tutta la durata del secolo.[3]

L'edificio, ormai diventato fatiscente, venne demolito per far sorgere sulle sue fondamenta l'odierna struttura, realizzata in stile che fondeva elementi rinascimentali e barocchi di ispirazione ferrarese, e che venne inaugurata nel 1788. Tra gli arredi era presente anche una tela raffigurante la Madonna della Salute ad opera dello Scarsellino, dipinto irrimediabilmente distrutto in un incendio scoppiato nel 1968. Sul muro esterno di destra è stata posta nel 2002 una lapide con bassorilievo del Cardinale Giacomo Lercaro che ricorda il suo arrivo come Arcivescovo di Ravenna, diocesi confinante con quella di Adria-Rovigo, nel mese di novembre del 1951 in occasione dell’alluvione del Polesine. In tale occasione invitó alcuni ragazzi a seguirlo a Ravenna per continuare gli studi iniziando così un’esperienza di convivenza in arcivescovado coi ragazzi fino al termine del suo servizio episcopale prima a Ravenna, poi dal 1952 al 1968 a Bologna.[3][4]

Architetture civiliModifica

  • Corte Cimatti con annesso Oratorio, in località Cimatti.
  • Villa Camerini, Brogiato (XVII secolo)
  • Scuderie di villa Luisa

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 

AmministrazioneModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  2. ^ Il Veneto paese per paese, volume V, pp.gg. 376-377.
  3. ^ a b c d Chiesa di S. M. Assunta, su RovigoBox.it, http://www.rovigobox.it. URL consultato il 9 dicembre 2010.
  4. ^ Parrocchia di S. Maria Assunta - VILLANOVA MARCHESANA, su Diocesi di Adria-Rovigo, http://www.diocesi.rovigo.it/. URL consultato il 9 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2010).
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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