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Vincenzo Galioto

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
Popolo della Libertà
Circoscrizione Sicilia
Incarichi parlamentari
  • Membro della 4ª Commissione permanente (Difesa)
  • Membro sostituto del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa

Dati generali
Partito politico Unione di Centro, fino al 16/12/2010 PdL

Vincenzo Galioto (Palermo, 7 febbraio 1955) è un politico italiano.

Vincenzo Galioto nasce in una famiglia agiata della borghesia palermitana. È eletto senatore nelle file del Popolo della Libertà in occasione delle elezioni politiche del 2008, aveva ricoperto fino ad allora la carica di presidente dell'Amia S.p.A., l'azienda comunale palermitana preposta allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la quale versa da tempo in una situazione di cronico dissesto finanziario[1]. La sua gestione è divenuta oggetto di numerose indagini da parte della Procura di Palermo, che hanno coinvolto a vario titolo, fra gli altri, l'ex direttore generale dell'Amia Orazio Colimberti nonché lo stesso sindaco Diego Cammarata, anch'egli esponente PdL[2].

In particolare, il senatore Galioto ha ricevuto un primo avviso di garanzia il 19 febbraio 2010 con l'accusa di disastro colposo in relazione alla gestione della discarica di Bellolampo[3]; nel successivo mese di giugno il quadro accusatorio è stato ampliato, arrivando ad includere abuso d'ufficio, truffa, abbandono di rifiuti speciali ed altri reati[4]. Per la vicenda Amia il 30 giugno 2011 viene condannato in 1º grado, assieme all'ex direttore generale Colimberti, a 2 anni e 6 mesi per falso in bilancio[5][6].

Dopo la sua assenza al momento del voto di fiducia al governo, il 16 dicembre passa all'UdC[7]. Il Sen. Vincenzo Galioto è nipote dell'On. Michelangelo Galioto eletto all'Assemblea Costituente nel 1946.

NoteModifica