Vincenzo Luca Pezza

militare italiano

Vincenzo Luca Pezza (Itri, 15 ottobre 1762Itri, 27 agosto 1827) è stato un militare italiano.

Gemello di Giuseppe Antonio Pezza e fratello di Fra Diavolo, colonnello, con il quale combatte fianco a fianco per la riconquista del Regno di Napoli. Nel 1799 è presente nella campagna dell'agosto di quello stesso anno, alla riconquista di Roma, col grado di capitano aggiunto allo Stato Maggiore.

Indice

BiografiaModifica

Guerra contro i FrancesiModifica

Vincenzo Luca parte, assieme al fratello Fra Diavolo, in numerose campagne militari organizzate contro i francesi, la prima nella riconquista del Regno di Napoli, e successivamente Roma. Durante le assenze del fratello, il principe d'Hassia Philipstadt, comandante della Piazza di Gaeta, faceva riferimento a Vincenzo, anche se, quando dallo stesso Philipstadt riceve l'ordine di effettuare un'incursione ad Itri per scoprire un omicida di Gaeta ed arrestare Mattia Mancini, il Pezza oppose un secco rifiuto per, diceva, "schivare queste odiosità" ; per questa insubordinazione, Vincenzo fu rimproverato in un modo ieratico e declamatorio dal suo superiore, il Phillipstadt.

Tuttavia le relazioni tra i due si mantennero sempre amichevoli e Vincenzo mantenne una continua corrispondenza con il Philipstadt, come del resto tutta la famiglia Pezza. Tornato nell'esercito nel 1806, partecipa, dopo la conquista di Napoli, alla guerriglia antifrancese, e all'insediamento del nuovo re, Giuseppe Bonaparte.A metà marzo del 1806, durante l'assedio francese di Gaeta, e nel corso di una sortita con 200 uomini, mette in fuga un reparto di assedianti impadronendosi di una mandria di cinquanta vacche che riporta alla fortezza, ricevendo un solenne encomio solenne dal comandante Philipstadt.

Vincenzo partecipa con il grado di maggiore alla campagna di Calabria, imbarcato sulla "polacca inglese" al comando del fratello Michele, insieme ad altre 104 persone, tra cui i due figli di Vincenzo: Domenico Pezza e Francesco Antonio Pezza, avuti con Maria Felicia Mancini.Con la "legione della vendetta" partecipa all'assalto di Amantea, poi all'occupazione di Carolei e Lago. La squadra navale inglese, che si manteneva vigile sul Tirreno, accoglieva spesso a bordo i Pezza, di cui si elogiavano le azioni e verso i quali si manifestava il rispetto, l'ammirazione e la stima, tanto che, il generale Smith definì Francesco Antonio Pezza "un bravo e valoroso soldato".

La cattura, la salvezza e la vita dopo la guerraModifica

Dopo lo scontro di San Marco, avvenuto nei pressi di Itri, Vincenzo Pezza il 28 dicembre 1806 viene catturato e imprigionato dai francesi. Riesce a fuggire, non sappiamo come, e, dopo la cattura e la morte di Fra Diavolo, si rifugia in Sicilia presso la corte borbonica, che vi si era trasferita, ma fa ritorno ad Itri nel 1814, quando Ferdinando IV si siede nuovamente al trono, legittimato dal Congresso di Vienna.

Col decreto del 1816, comunicato con lettera di partecipazione allo scontro di San Marco, Vincenzo Pezza viene nominato Secondo Maggiore dell'Esercito Borbonico, e direttore generale provvisorio della Real Piazza di Gaeta. Fu anche decorato con la medaglia di bronzo il 9 agosto 1816, una decorazione istituita a favore di coloro che avevano dato "indubbie prove di fedeltà e di attaccamento al trono".

Voci correlateModifica

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