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Calabria

regione amministrativa italiana
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Calabria (disambigua).
Calabria
regione
(IT) Regione Calabria
(EL) Περιφέρεια Καλαβρίας
(SQ) Rajon Kalavrì
Calabria – Stemma Calabria – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Calabria – Veduta
Catanzaro, Sede della Regione Calabria.
Localizzazione
StatoItalia Italia
Amministrazione
CapoluogoCatanzaro Catanzaro
PresidenteMario Oliverio (PD) dal 09-12-2014
Lingue ufficialiitaliano, a livello locale albanese, greco e occitano
Data di istituzione1948[1]
Territorio
Coordinate
del capoluogo
38°53′30.48″N 16°35′58.2″E / 38.8918°N 16.5995°E38.8918; 16.5995 (Calabria)Coordinate: 38°53′30.48″N 16°35′58.2″E / 38.8918°N 16.5995°E38.8918; 16.5995 (Calabria)
Altitudinemassima: 2 267 m
minima: 0 m s.l.m.
Superficie15 221,9 km²
Abitanti1 953 437[2] (31-03-2018)
Densità128,33 ab./km²
Province4+1 città metropolitana
Comuni404
Regioni confinantiBasilicata
Altre informazioni
Lingueitaliano, dialetti calabresi del siciliano e del napoletano, grecanico, arbëreshë, occitano
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-78
Codice ISTAT18
Nome abitanticalabresi
PatronoSan Francesco da Paola e San Bruno di Colonia (compatrono)
PIL(PPA) 28 448 mln
PIL procapite(PPA) 16 575 €[3]
Rappresentanza parlamentare20 deputati
10 senatori
Cartografia
Calabria – Localizzazione
Calabria – Mappa
Mappa della Calabria con le sue province
Sito istituzionale
La Calabria vista dal satellite

La Calabria (AFI: /kaˈlabrja/[4]; Calàbbria in napoletano (nelle varianti calabresi), Calàvria in siciliano, Καλαβρία, Kalavrìa in greco, Kalavrì in arbëreshe) è una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia meridionale con 1 953 437 abitanti[2] e con capoluogo Catanzaro. Confina a nord con la Basilicata e a sud-ovest un braccio di mare la separa dalla Sicilia ed è bagnata a est dal mar Ionio e ad ovest dal mar Tirreno.[5] Il nome Calabria designava in origine il Salento (i cui abitanti erano chiamati Sallentini e Calabri) inserito nella regione augustea Regio II Apulia et Calabria (l'attuale Puglia) mentre l'odierna Calabria era detta Brutium ed insieme all'attuale Basilicata costituiva la Regio III Lucania et Bruttii.

Indice

Geografia fisicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Calabria.

La regione costituisce la punta dello stivale, è bagnata a ovest dal mar Tirreno, a est dal mar Ionio, a nord-est dal golfo di Taranto e a sud-ovest è separata dalla Sicilia dallo Stretto di Messina, la cui distanza minima tra Capo Peloro in Sicilia e Punta Pezzo in Calabria è di soli 3,2 km, dovuta al legame geologico presente in profondità tra il massiccio dell'Aspromonte e i monti Peloritani.

OrografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino calabro.
 
Superficie della Calabria per zone altimetriche

La Calabria ha una superficie prevalentemente collinare, che si estende per il 49,2% del suo territorio. Presenta ampie zone montuose che coprono il 41,8% del suo territorio:

Le pianure formano il 9% del territorio della Calabria, la principale è la piana di Sibari.

CALABRIA
Rilievi Cima più alta Altezza
Massiccio del Pollino Serra Dolcedorme 2.267 m
Monti di Orsomarso Cozzo del Pellegrino 1.987 m
Aspromonte Moltalto 1.956 m
Sila Monte Botte Donato 1.928 m
Catena Costiera Monte Cocuzzo 1.541 m
Serre calabresi Monte Pecoraro 1.423 m

IdrografiaModifica

I fiumi della Calabria non presentano generalmente uno sviluppo significativo a causa della forma stretta e allungata, della penisola calabrese e a causa della disposizione dei rilievi montuosi perciò sono a carattere torrentizio. Fanno eccezione il Crati e il Neto, i fiumi più lunghi, i quali sfociano entrambi nel mar Ionio. Tributano anch'essi allo Ionio, ma con un corso di gran lunga più breve, il Trionto, il Tacina e il Corace; questi ultimi fiumi, come peraltro il Neto, nascono dalla Sila. Dall'altopiano della Sila hanno origine anche l'Amato e il Savuto, che insieme al Lao che scende dal Massiccio del Pollino, sono i maggiori fiumi del versante tirrenico. Gli altri corsi d'acqua sono ancora più brevi e hanno le caratteristiche tipiche delle fiumare in quanto hanno regime torrentizio, scorrono incassati in stretti versanti a monte per poi riversarsi nelle pianure alluvionali in ampi alvei ciottolosi, asciutti per gran parte dell'anno, ma che possono riempirsi repentinamente in occasione di temporali o piogge violente. Inoltre esistono numerosi laghi che sono artificiali, soprattutto sull'altopiano della Sila, i principali sono l'Ampollino, l'Arvo, il Cecita, l'Angitola e il Passante.

GeologiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Geologia della Calabria.

Quando si parla della geologia della Calabria si riferisce generalmente all'Arco calabro, anche detto "Arco Calabro-Peloritano". Si tratta di un dominio semi-circolare che comincia a sud della Basilicata e comprende il settore nordorientale della Sicilia, con i Monti Peloritani. Il basamento della Calabria è costituito principalmente da rocce cristalline e metamorfiche di età Paleozoica, coperte dai successivi sedimenti principalmente Neogenici. Le rocce del substrato sono costituite da diverse unità tettoniche ("falde") sovrapposte le une alle altre e sulle unità degli Appennini meridionali e delle Maghrebide siciliane.[6].

L'evoluzione Neogenica del Mediterraneo è quella tipica dei sistemi Arco-Fossa di subduzione, caratterizzata da uno slittamento dell'Arco Calabro verso Sud-Est in concomitanza con l'apertura del bacino Tirrenico. Il cosiddetto avampaese di questo sistema è costituita dalla piattaforma Apula e dalla piattaforma Ibleo o "Ragusana". Il Tirreno rappresenta il bacino di retro-arco di questo sistema di subduzione, dove le parti con affinità africana subducono al di sotto degli elementi di affinità Europea (Arco calabro).

Per la letteratura scientifica precedente al 1973 si riferisce a Ogniben (1973). La letteratura storica è rappresentata dalle pubblicazioni di: Ippolito (1959), Cortese (1895), Limanowski (1913), Quitzow (1935), Caire et al. (1960), Caire (1961), Grandjacquet et al. (1961); Ogniben (1969, 1973), Caire (1970, 1975, 1978), Burton (1971), Amodio-Morelli et al. (1976), Dubois (1976), Grandjacquet and Mascle (1978). Seguono i lavori di Tortorici, 1981; Rossi e Sartori, 1981; Ghisetti e Vezzani, 1981; Moussat, 1983; Patacca et al., 1990; Knott e Turco, 1991; Monaco e Tortorici, 2000; van Dijk, 1992; van Dijk et al., 2000.

La Calabria è una regione ad elevata pericolosità sismica.[7]

 
Carta geotettonica del Mediterraneo centrale e l'Arco Calabro. La traccia blu indica la posizione della sezione geotettonica qui in basso. Da van Dijk (1992)[6]

ClimaModifica

Il clima calabrese è generalmente di tipo mediterraneo. Il litorale ionico è più secco e arido di quello tirrenico che si presenta con un clima più mite. Le temperature in genere lungo le coste non scendono mai sotto i 10 gradi e non salgono mai sopra i 40 °C, con punte di 42-44 °C nei mesi estivi. Lungo gli Appennini e nelle zone interne, dal Pollino, alla Sila fino all'Aspromonte, il clima è montano appenninico (continentale freddo) con inverni freddi e nevosi, l'estate è tiepida e non mancano temporali. Da segnalare l'interessante escursione termica giornaliera, in inverno, nella valle del Crati, dove anche a quote di pianura possono verificarsi abbondanti nevicate.

Le stazioni meteorologiche ufficialmente riconosciute dall'Organizzazione meteorologica mondiale presenti nel territorio regionale sono:

FloraModifica

Le differenti condizioni climatiche della regione favoriscono anche una diversa vegetazione da zona a zona. Dal livello del mare fino ai 600 metri (piano mediterraneo) predomina la macchia mediterranea con ulivi, lecci e altre piante tipiche del clima mediterraneo. Dai 700 metri fino ai 1000 metri (piano della bassa montagna appenninica), invece, cresce una vegetazione di transizione: castagni e altre querce hanno la loro dominanza. Dai 1000 metri in su (piano montano) dominano le specie tipiche del clima di montagna, composte da faggio, abete bianco e pino laricio. Sulle Serre calabresi il piano montano inizia, in alcuni punti, anche a 800 metri. Come non citare il famoso "pino loricato" (Pinus heldreichii), simbolo indiscusso del Parco nazionale del Pollino. Questa antica reliquia vive solo sul Pollino, mentre fuori dal territorio italiano lo si trova sui Balcani.

Origini del nomeModifica

Nell'era augustea dell'Impero Romano l'attuale regione era conosciuta come Bruttium, dalla popolazione che l'abitava. Ancora prima, attorno al XV secolo a.C., queste terre erano conosciute con il nome di Italia, dalla popolazione degli itali, discendenti degli enotri. I Greci indicarono l'origine del nome in Ouitoulía dal vocabolo "Italòi" (plurale di Italós), termine con il quale i coloni achei che giunsero nelle terre dell'attuale Calabria ambiguamente designavano sia i Vituli, una popolazione che abitava le terre a sud dell'istmo di Catanzaro, il cui etnonimo era etimologicamente relato al vocabolo indicante il toro, animale sacro ai Vituli e da loro divinizzato, che i tori stessi: il greco italós infatti è di derivazione italica, specificamente deriva dalla osco-umbra uitlu, toro appunto (vedasi il latino uitellus, forma con suffisso diminutivo che significa vitello). Ouitoulía venne così a significare "terra dei Vituli" o "terra dei tori". A supporto di questa ipotesi, si ricorda che nella parte meridionale della penisola calabrese (laddove poi si sviluppò la più grande civiltà italica prima dell'avvento di Roma) esistono toponimi di origine magnogreca (alcuni tradotti in latino dai Normanni) probabilmente facenti capo alla più antica etimologia di terra dei tori (dei bovini): Bova, Bovalino, Taurianova, Gioia Tauro, ecc.

Il nome Calabria designava in origine la regione augustea Regio II Apulia et Calabria, l'attuale Puglia, mentre l'odierna Calabria insieme all'attuale Basilicata Regio III Lucania et Bruttii. Ma quando le due penisole dell'Italia meridionale furono unificate dai Bizantini, il nome di Calabria fu usato per identificare anche la regione del Bruzio; successivamente, con la perdita dei possessi bizantini nel Salento in favore dei Longobardi, il nome fu utilizzato per designare soltanto l'attuale penisola calabrese, che mantiene tuttora il nome. Durante il basso Medioevo e l'età moderna il termine Calabria venne trasformato in Calabrie, con lo sdoppiamento del territorio nelle due province napoletane di Calabria Ulteriore e Calabria Citeriore.

Il nome Calabria viene da Calabrī, da confrontare con i Γαλάβριοι (Galábrioi) della Penisola balcanica (dalla quale forse deriva anche l'etnico Calabrī).[8] L'origine sembra essere una radice preromana *cal-/cala-[9] o *calabra-/galabra-, che compare anche in calaverna e calabrosa, nonché in calabria, nome comune della pernice di monte (Lagopus muta),[10] che significherebbe "roccia", "concrezione calcarea o ghiacciata". A sostegno di questa tesi Latham (1859)[11] riporta tribù di Galabri o Calabri nelle regioni orientali dell'odierno Kossovo, ricche di giacimenti minerari di oro e di argento e afferma che Iapigi e Iapodi erano contigui ai Galabri e, “for all pratical purposes”, erano la stessa popolazione e che “word for word” Galabri è lo stesso che Calabri. Latham afferma inoltre che in Italia ci sono Iapigi chiamati Calabri, nei Balcani ci sono Iapodi anche detti Calabri. Con il nome di Iapigi venivano indicati anche i Messapi e i Calabri[12]. È dunque probabile che migranti abili nelle tecniche minerarie abbiano popolato le zone dell’Italia meridionale prossime a giacimenti per loro interessanti. Quelli delle Serre (Pazzano) e quelli ricchissimi del monte Mula (anche qui oro e argento) furono coltivati anche in tempi remoti. "Mula" è uno dei molti toponimi calabresi derivati da antiche lingue del vicino oriente[13],

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Calabria, Fatti di Reggio e Storia amministrativa della Calabria.

PreistoriaModifica

 
L'Italia secondo i greci, corrispondente all'attuale Calabria

Le prime tracce della presenza dell'uomo in Calabria risalgono al Paleolitico come testimoniano i ritrovamenti nelle grotte di Praia a Mare e il graffito del Bos primigenius della Grotta del Romito a Papasidero, una figura di bovide incisa nella roccia 12.000 anni fa. Durante l'era dei metalli giunsero nuove popolazioni, uno degli insediamenti più importanti risalente a quel periodo è il complesso di Torre Galli nei pressi di Vibo Valentia, inoltre, nei pressi di Roccella Ionica, sul finire degli anni sessanta, furono condotti degli scavi che riportarono alla luce una necropoli risalente all'età del ferro, così come, negli anni cinquanta, in contrada Ronzo a Calanna a poca distanza dall'abitato si scoprì la necropoli di un villaggio protostorico databile ai secoli XI- X a.c, importanti reperti ritrovati sono conservati a Reggio Calabria nel Museo nazionale della Magna Grecia.

MitologiaModifica

Secondo il mito, Aschenez, pronipote di Noè, mercante semita ed inventore della barca a remi, giunse tre generazioni dopo il diluvio universale sulle sponde dove fu fondata Reggio.

Più tardi, secondo il mito greco, circa 850 anni prima della guerra di Troia, vi sarebbero dunque giunti Enotrio e Peucezio (riportato anche come Paucezio), di stirpe enotria e pelasgica, originari del Peloponneso, in Ausonia, abitata già dagli Ausoni.

Secondo la leggenda Enotrio avrebbe regnato per 71 anni e alla sua morte gli sarebbe succeduto il figlio Italo ("uomo forte e savio" secondo quanto narra Dionigi di Alicarnasso) che regnò su una popolazione "Italòi"[14] che occupavano la penisola nella zona situata a sud dell'Istmo di Catanzaro, che oggi sono la province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, dalla quale l'Ausonia avrebbe preso il nuovo nome di "Italia", come riportano Tucidide ("quella regione fu chiamata Italia da Italo, re arcade") e Virgilio (Eneide, III). Sappiamo comunque da Dionigi di Alicarnasso (1 11,2-4; 12,1) e Diodoro Siculo che gli "Ausoni" (abitanti dell'Ausonia) erano stanziati nella zona di Reggio già intorno al XVI secolo a.C..

Periodo italicoModifica

Tali popolazioni dunque (Ausoni-Enotri-Itali, di probabile origine indoeuropea, Italici appartenenti al gruppo latino-falisco), avrebbero abitato prevalentemente le zone costiere. I Lucani (Italici indoeuropei, appartenenti al gruppo osco-umbro), abitavano nella regione che da essi prese il nome di "Lucania", a nord della Calabria. L'entroterra della Calabria (chiamato in seguito dai Romani "Bruttium"), fu abitato principalmente dai Bruzi (di temperamento bellicoso, chiamati Brutti o Bretti, strettamente imparentati coi Lucani) oltre che da genti di origine iberica. Il centro nevralgico di questo popolo era Consentia, l'attuale Cosenza, la quale venne eletta dalle tribù dei Bruzi, dopo essersi coalizzate in una lega, "capitale" della regione. Fu occupata dai Romani assieme al resto della Magna Grecia nel 265 a.C., ma durante la seconda guerra punica si ribellò a Roma per allearsi con Annibale, per poi ritornare sotto il saldo controllo della repubblica romana dopo la sconfitta del condottiero cartaginese.

Periodo grecoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Magna Grecia e Bruzi.
 
Mura greche al lungomare di Reggio Calabria

Di fondamentale importanza è lo sbarco dei Greci sulle coste calabresi, i quali strapparono le terre ai Lucani (costretti a rifugiarsi nell'entroterra e nella parte settentrionale della Calabria), e si mescolarono con gli altri popoli autoctoni, dando vita ad una cultura meticcia, greco-italica, estremamente florida nei secoli successivi. I Greci fondarono fiorenti colonie, così magnificenti da guadagnarsi l'appellativo di Magna Grecia (Grande Grecia), così importanti da superare, in alcuni casi, la stessa madrepatria.

Tra l'VIII ed il IV secolo a.C. infatti fiorivano su tutta la costa numerose ed importanti città della Magna Grecia, come Rhegion, Kroton, Locri Epizefiri, Metauros e Sybaris, e numerose sub-colonie fondate dalle colonie stesse quali: Kaulon, Hipponion, Medma, Terina e Scolacium.

La storia delle poleis magnogreche vide primeggiare politicamente ed economicamente le città di Reggio come padrona dello Stretto di Messina e della Calabria meridionale, di Locri Epizefiri nella parte centrale della regione, e di Crotone in quella settentrionale, in una storia fatta di alterne alleanze e conflitti interni tra le tre potenze della regione.

Successivamente, con la pressione delle popolazioni italiche dei Bruzi e dei Lucani (che conquistarono anche la gran parte delle poleis greche), e con l'avvento di Roma, la Magna Grecia iniziò il suo declino, dovuto anche ad una continua lotta per il predominio tra le poleis.

Periodo romanoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Regio III Lucania et Bruttii.
 
L'antica strada principale di Locri Epizefiri
 
Gioiosa Jonica Naniglio

Dopo la conquista da parte dei Romani, nel III secolo a.C., i territori assunsero la denominazione di "Brutium" ma, a parte alcune città alleate, dunque non sottomesse all'autorità di Roma, gran parte della regione non fu in grado di ritrovare la prosperità di un tempo. Le poleis magnogreche erano quindi destinate a perdere il proprio potere in favore di un'alleanza (come nel caso di Reggio) o di una colonizzazione romana (nel caso di Locri Epizefiri, Crotone e delle altre città minori). Colonie a diritto Latino furono Copia nel 194 a.C. e Vibo Valentia dedotta nel 192a.C. Quest'ultima fu particolarmente importante I secolo a.C. e nel secolo successivo, ospitò anche l'esercito e la flotta di Cesare e poi di Ottaviano, Appiano la ricorda come una delle città più importanti d'Italia. Unica roccaforte della lingua e cultura greca rimaneva infatti Reggio (tra l'altro sede del Corrector, governatore della Regio III Lucania et Bruttii), che attraverso la Via Popilia collegava il suo porto con Roma; città abitate dai Bruttii erano le colonie di Cosenza, Vibo Valentia, Locri, Crotone e Sibari.

MedioevoModifica

Il ducato bizantinoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Calabria.
 
Il thema o ducato di Calabria

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la Calabria fu devastata dalle guerre gotiche, tra goti e bizantini, i quali ebbero la meglio. Successivamente a causa dell'invasione longobarda i Bizantini persero gran parte dell'Italia compresa anche parte della Calabria settentrionale, i territori rimasti del Bruzio furono aggregati con le terre possedute nel Salento, formando il ducato di Calabria compreso nel thema di Sicilia. Successivamente il dominio bizantino in Italia meridionale fu diviso in: thema di Langobardia, con capitale Bari, e, una volta caduta la Sicilia in mano agli arabi, in thema di Calabria, con capitale Reggio. Quest'ultimo territorio aveva dunque ereditato il nome Calabria, precedentemente usato per designare la penisola salentina; con l'estendersi delle conquiste bizantine fu organizzato anche il thema di Lucania che comprendeva parte dell'odierna Calabria settentrionale.

Durante l'Alto Medioevo gli abitanti furono spinti verso l'interno della regione sia dalle pestilenze che dalle incursioni piratesche, una vera minaccia per gli insediamenti costieri, continuata fino alla fine del XVIII secolo. Numerose furono infatti le fortificazioni collinari e montuose nell'entroterra calabrese, costituita da villaggi arroccati in posizione sufficientemente arretrata e inaccessibile da poter avvistare in tempo le navi nemiche e sbarrare prontamente le vie d'accesso ai centri abitati.

Nel IX e X secolo, la Calabria fu terra di confine tra i Bizantini e gli Arabi insediatisi in Sicilia, che si contesero a lungo la penisola, soggetta a razzie e schermaglie, spopolata e demoralizzata, ma con gli importanti monasteri bizantini, vere e proprie roccaforti della cultura del tempo, e patria di numerosissimi santi monaci (san Nilo da Rossano, san Gregorio da Cerchiara ecc).

Le corti normanneModifica

Alla lunga contesa arabo-bizantina mette fine però la famiglia normanna degli Altavilla. L'anno 1061 sancisce infatti che la Calabria è dei Normanni, suddivisa tra Roberto il Guiscardo, Duca di Calabria, e Ruggero, Conte di Calabria. Il governo così organizzato fu messo in atto dai locali magnati bizantini. Il dominio viene esteso alle Puglie e da questo momento ha termine ogni pertinenza bizantina.

  • Roberto conferma in Reggio la capitale del Ducato di Puglia e di Calabria e sede del giustizierato di Calabria, nominandosi egli stesso Duca;
  • In questo periodo Cosenza divenne capitale e sede del giustizierato Val di Crati e Terra Giordana e residenza di Ruggero II, Duca di Calabria che iniziò la costruzione del Castello.
  • Ruggero è invece Conte di Calabria, vassallo del fratello Roberto, con sede a Mileto.

Roberto il Guiscardo fu investito Duca di Puglia, Calabria e Sicilia il 23 agosto 1059 da papa Niccolò II con la formula: per Grazia di Dio e di San Pietro duca di Puglia e Calabria e, se ancora mi assisteranno, futuro Signore della Sicilia.

Periodo angioino e aragoneseModifica

 
Cartina di Monteleone di Calabria (attuale Vibo Valentia) disegnata nel 1710, in alto a destra è visibile lo stemma dei Pignatelli duchi di Monteleone, sotto lo stemma della città e a destra di questo gli stemmi delle famiglie nobili di Monteleone.
 
Gioiosa Jonica Castello e Teatro

È di questo periodo la diffusione del sistema feudale. Nel 1442 Alfonso V d'Aragona conquistando i territori degli Angioini assegnò il territorio di Reggio a Catanzaro, poiché Reggio aveva appoggiato il suo avversario Renato d'Angiò. Ma una ventina di anni dopo nel 1465 Ferdinando I d'Aragona (Ferrante) riassegnò il titolo di capoluogo a Reggio. Il periodo aragonese consacrò Cosenza come la più importante città del reame nel campo del diritto (1494-1557). Dopo Napoli diventa la seconda città ad avere una cartografia e nel 1511 nasce l'Accademia Cosentina fondata da Aulo Giano Parrasio e portata al suo massimo splendore da Bernardino Telesio, il più grande dei cosentini illustri, definito da Francesco Bacone il primo degli uomini nuovi.

Nel XVI secolo in Calabri a fu confermata la divisione nelle due province di Calabria Citeriore (o Citra) e Calabria Ulteriore (o Ultra) governate inizialmente da un solo magistrato, poi dal 1582 le due province furono amministrate da due distinti governatori:

 
Cartografia Calabria Ulteriore, 1790
  • uno a Cosenza per la Calabria Citeriore: il capoluogo nel XVI secolo attraversò un'impressionante fioritura umanistica e segnò una rinascita intellettuale, tanto che venne definita Atene della Calabria[15];
  • uno a Reggio per 11 anni dal 1582 al 1592, poi a Catanzaro per oltre 220 anni dal 1593 al 1816 per la Calabria Ulteriore[16]. Per un breve periodo fu capoluogo della provincia anche Monteleone.

Era modernaModifica

Nel 1098, Papa Urbano II investì Ruggero del ruolo di nunzio apostolico e gli Altavilla con la loro dinastia divennero precursori del Regno di Napoli o Regno delle Due Sicilie che dominò la Calabria fino all'unità d'Italia. Lo stesso Regno di Napoli subì diverse dominazioni: le dinastie degli Asburgo, di Spagna e d'Austria, Borbone, e per un breve periodo un fratello e un generale di Napoleone, rispettivamente Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, quest'ultimo giustiziato nella cittadina di Pizzo.

Nel 1806, regnante Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, Calabria e Basilicata insorsero contro il regime napoleonico, appoggiati dalla flotta e dalle truppe inglesi, dando luogo alla cosiddetta Insurrezione calabrese. Questa, nata contro i francesi e in sostegno ai borbonici, durò due anni e vide fra i vari capitani degli insorti filoborbonici sia militari di professione che banditi comuni. La repressione del moto antifrancese fu affidata, principalmente, ai generali Andrea Massena e Jean Maximilien Lamarque, i quali riuscirono a frenare la ribellione, anche se con espedienti estremamente crudeli, come accadde ad esempio nel cosiddetto massacro di Lauria, perpetrato dai soldati di Massena.

Ultimi secoliModifica

 
Garibaldi ferito in Aspromonte

L'Aspromonte, regione montana nel sud della Calabria, in provincia di Reggio, fu scenario di una famosa battaglia del Risorgimento, in cui Giuseppe Garibaldi rimase ferito. È tuttora possibile ammirare l'albero cavo in cui secondo la tradizione Garibaldi si sedette per essere curato, nei pressi di Gambarie, vicino a Reggio. In questo periodo anche a Cosenza si manifestarono movimenti liberali e patriottici, il più noto è quello del 15 marzo 1844 che si concluse con uno scontro a fuoco nel Largo dell'Intendenza tra i soldati borbonici e 21 patrioti poi condannati a morte, e dei quali ne furono giustiziati soltanto sei[17]. Da questa rivolta presero spunto i Fratelli Bandiera, veneziani che vennero in soccorso ai fratelli calabresi e vennero fucilati presso il Vallone di Rovito insieme ad altri 7 ufficiali il 25 luglio 1844[18]. In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre d'indipendenza fino alla spedizione dei Mille. Garibaldi fu a Cosenza il 31 agosto del 1860; due mesi dopo, un plebiscito stabilì l'annessione al Regno d'Italia.

Con il Regno d'Italia costituito nel 1861, la Calabria fu divisa amministrativamente nelle province di Catanzaro, Cosenza e Reggio, rimarcando esattamente le preesistenti province del Regno delle Due Sicilie. Nel 1947 la Calabria è una delle 19 regioni (divenute 20 nel 1963 a seguito dell'autonomia del Molise dall'Abruzzo) previste dall'art.131 della Costituzione della Repubblica Italiana. Nel 1970 venne infine definitivamente istituita la Regione Calabria con Catanzaro capoluogo di Regione.

Giunta e consiglio regionaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Giunta Regionale della Calabria, Consiglio Regionale della Calabria e Presidenti della Calabria.
 
Catanzaro - Palazzo Alemanni, sede di rappresentanza della presidenza della Giunta regionale della Calabria

Sin dall'istituzione del regionalismo, avvenuta nel 1970, la Calabria è stata amministrata da governi costruiti sull'accordo predominante tra la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano, con una prima fase a prevalente guida democristiana e una seconda a prevalente guida socialista.

Il primo presidente della Giunta regionale è stato Antonio Guarasci, seguito, nell'ultimo anno di legislatura, da Aldo Ferrara, che ritornerà presidente anche nella legislatura seguente, seppure con un distacco di circa un anno guidato da Pasquale Perugini.

Nella terza e nella quarta legislatura, ossia dal 1980 al 1990, la presidenza è assunta dal PSI dapprima con Bruno Dominijanni, poi con Francesco Principe e, infine, con Rosario Olivo. Nella quinta legislatura, che va dal 1990 al 1995, nella fase di passaggio, a livello nazionale, tra la Prima e la cosiddetta Seconda Repubblica, il governo torna ad avere una guida democristiana con Guido Rhodio e Donato Veraldi, esponenti della transizione verso il Partito Popolare Italiano.

Nel 1995, quando la situazione politica ed elettorale è ormai improntata al bipolarismo, a vincere le elezioni è la coalizione di centrodestra, che indica come presidente Giuseppe Nisticò (1995-1998) e poi Giovambattista Caligiuri (1998-1999), esponenti di Forza Italia. Sul finire della legislatura, tuttavia, per un ribaltone cambia la maggioranza in Consiglio regionale e la giunta passa in mano al centrosinistra, che esprime la presidenza di Luigi Meduri, esponente del Partito Popolare.

Nel 2000, con l'istituzione del nuovo sistema elettorale che prevede l'elezione diretta del Presidente della Regione e la presentazione di coalizioni già costituite all'appuntamento elettorale, a prevalere è il Polo di centro destra guidato da Giuseppe Chiaravalloti, magistrato, indicato da Forza Italia, che governa la regione per l'intero quinquennio.

Nel 2005 la carica di presidente è assunta da Agazio Loiero, originariamente esponente della Margherita che guida la coalizione di centro sinistra. Loiero è stato indicato candidato presidente dal suo schieramento per mezzo di una consultazione fra gli iscritti dei partiti della coalizione.

Nel 2010 Loiero viene sconfitto dal sindaco di Reggio Giuseppe Scopelliti, del Popolo della Libertà, che guida una Giunta regionale di centrodestra fino al 2013, quando le elezioni anticipate sono vinte da Mario Oliverio del centrosinistra.

La sede della Giunta regionale è Palazzo degli Itali, in viale Europa, a Catanzaro, la sede del Consiglio regionale è Palazzo Campanella, in via Cardinale Portanova, a Reggio Calabria.

SimboliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Simboli della Calabria.

Lo stemma della Regione Calabria (approvato ed adottato in versione definitiva con Legge Regionale 15 giugno 1992, n. 6) racchiude in cornice ovale quattro dei simboli che rappresentano la Calabria:

  1. il pino laricio (Pinus nigra laricio)
  2. il capitello dorico
  3. la croce greca
  4. la croce potenziata.

OnorificenzeModifica

  Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del D.P.C.M. 19 dicembre 2008.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Il territorio calabrese ospita molti monumenti e luoghi d'interesse storico, artistico e culturale, alcuni dei quali tra i monumenti nazionali italiani.

Architetture religiose, civili e militariModifica

AltroModifica

Siti archeologiciModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Siti archeologici in Calabria, Magna Grecia e Museo Nazionale della Magna Grecia.
Magna Calabria

Con la colonizzazione greca avvenuta tra l'VIII e il V secolo a.C., vi fu in Calabria uno sviluppo socio-economico notevole; fu questo un periodo in cui venne raggiunta la massima ricchezza economica per i discendenti delle genti greche stabilitesi nella penisola, unitamente allo splendore culturale ed artistico in letteratura, filosofia e arte, spesso superiore alla stessa madrepatria.

Conseguenza di questa realtà ne fu l'appellativo di Magna Grecia (Megàle Hellàs), che volle testimoniare l'orgoglio per aver dato vita lontano dalla Grecia ad una comunità che aveva raggiunto in campo sociale, culturale ed economico, livelli tali da poter essere considerata più grande della stessa madrepatria; tale riferimento infatti si presume sia stato coniato nelle colonie stesse, per mostrare la loro grandezza in relazione alla vecchia Grecia.

Le genti di civiltà greca approdarono in Calabria nell'ambito di un flusso migratorio motivato dall'interesse per lo sviluppo commerciale e da una sovrappopolazione in madrepatria: così tra il 743 a.C. ed il 730 a.C. gente originaria della città di Calcide fondò, sullo Stretto tra Calabria e Sicilia, le due città di Rhegion (Reggio) e Zancle (Messina), ponendo sotto il controllo della medesima popolazione la via marittima più importante per i commerci con l'Italia tirrenica. Negli anni successivi Greci di stirpe achea diedero vita prima a Sybaris (Sibari, 720 a.C.) e poi a Kroton (Crotone 710 a.C.), spinti dalla necessità di sfuggire carestie e sovrappopolazione. Fra il 710 a.C. e il 690 a.C., un gruppo di servi provenienti dalle regioni della Grecia chiamate Locride, fondarono Locri Epizefiri.

Successivamente per nuove ragioni di sovrappopolazione, commerciali e di controllo del territorio, le nuove città fondarono delle subcolonie che allargarono la presenza greca nella regione, quali: Medma (Rosarno), Metauros (Gioia Tauro), Taurianum (Taureana di Palmi), Hipponion (Vibo Valentia), Laos, Skydros, Terina, Skylletion, Kaulon (vicino Monasterace marina).

Le molteplici dominazioni in Calabria hanno fatto sì che la Calabria sia piena di luoghi d'interesse archeologico. Questa è una breve lista delle aree archeologiche divise per provincia:

  • Provincia di Catanzaro:
  • Provincia di Cosenza:
    • Ruderi archeologici d'epoca romana e pre-romana di Piazzetta Antonio Toscano nel centro storico di Cosenza;
    • Scavi delle antiche città di Thurii e Sibari;
    • Scavi di Laos, nei pressi di Santa Maria del Cedro;
    • ruderi antica Miniera di Salgemma di Lungro;
    • Grotta del Romito a Papasidero: caverna preistorica con incisioni risalenti al paleolitico superiore;
    • Blanda antica città rupestre, cui restano alcuni ruderi e testimonianze del luogo, alle porte di Tortora;
    • Temesa, scavi nel territorio di Serra d'Aiello e Campora San Giovanni, luoghi di testimonianza dalla protostoria all'età medievale. Nel comune di Serra d'Aiello si trova il Parco Archeologico di Cozzo Piano Grande, dove è stata rinvenuta un'abitazione d'età brettia. Aperto al pubblico, durante tutto l'anno, l'Antiquarium archeologico comunale.
  • Provincia di Crotone:
  • Città metropolitana di Reggio Calabria:
    • Rhegion oggi Reggio: parco archeologico Griso-LaBoccetta con resti di templi arcaici, mura greche sul lungomare Falcomatà, mura greche sulla collina del Trabocchetto, mura greche sulla collina degli angeli, agorà/foro in piazza Italia, varie necropoli ellenistiche tra Santa Caterina e San Giorgio Extra, resti dell'Odéon di Reggio in via XXIV Maggio, tomba ellenistica di via Tripepi, resti di un Athenaion sotto un bar del lungomare Falcomatà, resti di un grande impianto termale d'epoca romana sul lungomare Falcomatà;
    • Locri Epizefiri, a sud dell'odierna Locri: tempio ionico in contrada Marasà, abitato in Centocamere, tempio di Zeus, Santuario di Persefone in contrada Mannella, necropoli in contrada Lucifero, necropoli in contrada Parapezza, necropoli in Contrada Faraone, Teatro greco in contrada Pirettina;
    • Kaulon, nei pressi di Monasterace marina: base di un tempio dorico ai piedi del promontorio Cocinto vicino al mare;
    • Scavi di Medma, presso Rosarno;
    • Scavi di Taurianum, presso Taureana di Palmi;
    • Scavi di una villa romana in contrada Palazzi a Casignana;
    • Scavi di una villa romana Il Naniglio a Gioiosa Ionica;
    • Scavi di un teatro greco a Marina di Gioiosa Ionica;
    • Scavi in contrada Mella ed in contrada Palazzo ad Oppido Mamertina;
    • Parco archeologico ArcheoDeri della vallata del San Pasquale a Bova Marina.
  • Provincia di Vibo Valentia:
    • Hipponion, oggi Vibo Valentia: mura della città greca in più punti, resti di un tempio dorico sul colle del telegrafo, resti di un tempio ionico sull'altura del Cofino, resti di un tempio dorico presso la Cava Cordopatri, resti di abitato romano in via XXV Aprile e di un impianto termale nella contigua località Sant'Aloe; Dietro la Chiesa della B.M.V. del Rosario sono stati individuati i resti del teatro greco-romano; palazzo Inam resti di abitazioni romane e Necropoli greca (VII-III sec. a.C.); attuale oratorio Salesiano e Viale Kennedy palazzo Muschella: Necropoli greca (VII-IV sec. a.C.) e fornaci ellenistico-romane; altri rinvenimenti dalla preistoria al tardoantico in tutta la città;
    • Altri siti nella provincia: resti di un santuario extra-urbano individuato nell'area aeroportuale militare nel comune di Vibo Valentia, tracce di una villa romana in località Trainiti, presso Briatico; Santuario rurale in contrada Passo Murato sul Poro; Altri innumerevoli insediamenti di età protostorica e Classica sono stati localizzati ma sono tuttora da scavare.
    • Torre Galli di Drapia: insediamento protostorico abitato fino al VI sec. a.C. Orsi portò alla luce parte della necropoli dell'età del Ferro e Arcaica;
    • Tropea: tracce d'insediamento preistorico e protostorico; luogo di culto paleocristiano sotto la cattedrale; piazza duomo: tombe V-VI sec., fase con mura di un insediamento greco (Phroyrion), materiale protostorico;loc. Torre Lunga: luogo di culto e di sepolture paleocristiane; contrada Tondo: necropoli romana; contrada Cuntura tombe dell'età del ferro e del V-IV sec.a.C.;
    • Nicotera: insediamenti greci, romani e tardo antichi nelle località: Colle Diale, San Faustina, Comerconi, piano dei Greci, San Francesco, Pugliesa, Sovereto, Casino Mortelletto.

Aree naturaliModifica

La natura montagnosa del territorio e lo scarso sviluppo demografico-industriale di molte zone della regione hanno permesso di preservare la maggior parte delle bellezze naturalistiche; infatti in Calabria sorgono tre importanti parchi nazionali e uno regionale:

Oltre ai tre parchi nazionali e uno regionale esistono diverse aree naturali protette e siti di importanza comunitaria.

SocietàModifica

Vedute panoramiche dei comuni con più di 20 000 abitanti
 
10-Acri

Evoluzione demograficaModifica

Di seguito si riportano gli elenchi della popolazione[19] residente nelle quattro provincie calabresi, nella città metropolitana di Reggio Calabria e nei comuni con più di 10 000 abitanti.

ProvinceModifica

Pos. Provincia/Città metropolitana Abitanti Superficie (km²)
1   Cosenza 708 702 6.709,75
2   Reggio Calabria 551 212 3.183,20
3   Catanzaro 360 823 2.415,45
4   Crotone 175 061 1.735,68
5   Vibo Valentia 160 889 1.150,64

CittàModifica

Pos. Comune Provincia/Città metropolitana Abitanti Superficie (km²)
1   Reggio Calabria   Reggio Calabria 181.447 239,04
2   Catanzaro   Catanzaro 89.718 112,72
3 Corigliano-Rossano   Cosenza 77.076 346,56
4   Lamezia Terme   Catanzaro 70.834 162,43
5   Cosenza   Cosenza 67.239 37,86
6   Crotone   Crotone 63.941 179,83
7   Rende   Cosenza 35.727 55,28
8   Vibo Valentia   Vibo Valentia 33.642 46,57
9   Castrovillari   Cosenza 22.037 130,64
10   Acri   Cosenza 20.442 200,63
11   Montalto Uffugo   Cosenza 20.213 76,67
12   Gioia Tauro   Reggio Calabria 20.076 39,87
13   Palmi   Reggio Calabria 18.810 32,12
14   Cassano all'Ionio   Cosenza 18.270 159,07
15   Siderno   Reggio Calabria 18.231 31,86
16   Isola di Capo Rizzuto   Crotone 17.832 126,65
17   San Giovanni in Fiore   Cosenza 17.059 282,53
18   Paola   Cosenza 15.716 42,88
19   Taurianova   Reggio Calabria 15.501 48,55
20   Cirò Marina   Crotone 14.794 41,68
21   Rosarno   Reggio Calabria 14.776 39,56
22   Amantea   Cosenza 13.975 29,46
23   Villa San Giovanni   Reggio Calabria 13.667 12,17
24   Locri   Reggio Calabria 12.367 25,75
25   Melito di Porto Salvo   Reggio Calabria 11.240 35,41
26   Scalea   Cosenza 11.022 22,56
27   Cutro   Crotone 10.462 133,69
28   Polistena   Reggio Calabria 10.373 11,77
29   Cittanova   Reggio Calabria 10.284 61,98
30   Bisignano   Cosenza 10.128 86,20
31   Bagnara Calabra   Reggio Calabria 10.120 24,85
32   Cetraro   Cosenza 10.048 66,14
33 Casali del Manco   Cosenza 10.025 168,95

Etnie e minoranze straniereModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Arbëreshë e Minoranza linguistica greca d'Italia.

I cittadini stranieri residenti in regione sono 108 494[20], circa il 5,5% della popolazione, così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 2 000 unità):

Pos. Nazionalità Residenti
1   Romania 35 295
2   Marocco 14 777
3   Bulgaria 6 747
4   Ucraina 6 449
5   India 4 579
6   Polonia 3 467
7   Cina 3 149
8   Albania 2 903
9   Pakistan 2 882
10   Filippine 2 770
11   Nigeria 2 431

Lingue e dialettiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetti calabresi, Dialetto catanzarese, Dialetto cosentino, Dialetto reggino, Lingua arbëreshe, Dialetto greco-calabro e Guardiolo.

«A voi fieri Calabresi
che accoglieste ospitali me straniero
nelle ricerche e indagini
infaticabilmente cooperando
alla raccolta di questi materiali
dedico questo libro che chiude nelle pagine
il tesoro di vita del vostro nobile linguaggio.»

(Gerhard Rohlfs, Dizionario dialettale della Calabria)

La popolazione calabrese presenta ancora oggi un'identità abbastanza variegata, per questo l'insieme dei dialetti parlati nella regione rispecchia tali caratteristiche. Come la maggior parte dei dialetti italiani, il calabrese meridionale come quello settentrionale non hanno alcuna ufficialità.

A causa delle molteplici radici storiche della regione, esistono zone della Calabria in cui si parlano ancora dialetti di diretta derivazione da altre lingue. Nel nord della regione si parla un dialetto derivante dalla lingua napoletana, mentre nel sud della regione si riscontrano numerose somiglianze del dialetto locale con la lingua siciliana, ma complessivamente il vernacolo parlato in tutta la regione è spesso identificato come "calabrese".

Le minoranze linguistiche riconosciute dallo Stato in Calabria, sono la lingua arbëreshe, il dialetto greco-calabro e il guardiolo. L'arbërishtja è una varietà linguistica dell'albanese parlato nell'Albania meridionale. È parlata come madre lingua dagli albanesi d'Italia in 33 comuni calabresi, tra le provincie di Cosenza, Crotone e Catanzaro. La lingua greca di Calabria è parlata nel triangolo grecanico della città metropolitana di Reggio Calabria, nei comuni di Amendolea (Amygdalia/Amiddalia), Bova (Vua), Bova Marina (Fundaca, Jalò to Vua), Condofuri, Roccaforte del Greco (Vunì), Roghudi, e in alcuni quartieri della città di Reggio Calabria come San Giorgio Extra. Le vie dei paesi dell'area grecanica hanno infatti ancora oggi la doppia nomenclatura, in italiano ed in grecanico. Infine il guardiolo è una varietà dell'occitano parlata nell'isola linguistica di Guardia Piemontese.

ReligioneModifica

 
Mappa delle diocesi della Calabria

Il cristianesimo è la religione più diffusa nella regione. La quasi totalità dei cristiani in Calabria appartiene al cattolicesimo di rito romano ed il territorio corrisponde alla Regione ecclesiastica Calabria, suddivisa in 11 diocesi ed un'eparchia così ripartite:

Le minoranze cristiane comprendono ortodossi (soprattutto tra gli immigrati dell'est Europa), cattolici italo-greci, protestanti (valdesi, pentecostali), mormoni, testimoni di Geova).

Altre religioni praticate, quasi esclusivamente da immigrati, sono l'Islam e l'Induismo.

Istituzioni, enti e associazioniModifica

SanitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Servizio sanitario della Calabria.
 
Mappa delle Aziende Sanitarie Provinciali e dei relativi Distretti Sanitari
 
Mappa degi ospedali al 2011

Il servizio sanitario della Calabria è organizzato in cinque "aziende sanitarie provinciali" e quattro "aziende ospedaliere". Ciascuna delle cinque ASP è a sua volta suddivisa in zone-distretto. Tale organizzazione territoriale fu creata a seguito della Legge regionale n. 9 dell'11 maggio 2007[21], che accorpò le 11 "Aziende Sanitarie Locali" in cinque Aziende Sanitarie Provinciali. Questo è l'elenco delle ASP:

Le quattro aziende ospedaliere sono invece le seguenti:

Inoltre in tutto il territorio regionale sono presenti 30 ospedali pubblici così ripartiti:

  • ASP Catanzaro: P.O. di Lamezia Terme, P.O. di Soveria Mannelli, P.O. di Soverato e "San Biagio" di Chiaravalle Centrale;
  • ASP Cosenza: P.O. di Castrovillari, P.O. di Lungro, P.O. di Mormanno, P.O. di San Marco Argentano, "Nicola Giannettasio" di Rossano, "Guido Campagna" di Corigliano Calabro, P.O. di Cariati, "Guido Chidichimo" di Trebisacce, "San Francesco" di Paola, P.O. di Praia a Mare, P.O. di Cetraro, P.O. di San Giovanni in Fiore, "Beato Angelo" di Acri;
  • ASP Crotone: "San Giovanni di Dio" di Crotone;
  • ASP Vibo Valentia: P.O. di Vibo Valentia, P.O. di Serra San Bruno, P.O. di Soriano Calabro, P.O. di Tropea;
  • ASP Reggio Calabria: "Francesco Pentimalli" di Palmi, "Santa Maria degli Ungheresi" di Polistena, "Giovanni XXIII" di Gioia Tauro, P.O. di Locri, "Tiberio Evoli" di Melito Porto Salvo, "Maria Pia di Savoia" di Oppido Mamertina, "Scillesi d'America" di Scilla e "Principessa di Piemonte" di Taurianova.

Criminalità organizzataModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: 'Ndrangheta.

Il sindacato del crimine organizzato 'Ndrangheta controlla vaste parti del territorio e dell'economia e rappresenta almeno il tre per cento del PIL italiano (probabilmente di più) attraverso il traffico di droga, le estorsioni e l’usura. L’imposizione del rispetto della legge è ostacolata gravemente dalla carenza sia di riferimenti sia di risorse. Una regione dal governo debole e corrotto, strangolata dalla presa ferrea del più grande e più potente sindacato del crimine organizzato dell’Europa Occidentale. Se la Calabria non fosse parte dell’Italia, sarebbe uno stato fallito[22].

CulturaModifica

IstruzioneModifica

Università statali:

Università telematiche:

Istituti artistici di livello universitario:

Istituti di alta formazione artistica riconosciuti ex lege 508/99:

Istituti di formazione religiosa di livello universitario:

RicercaModifica

MuseiModifica

Numerosi sono i musei di vario genere diffusi nel territorio calabrese, testimonianze di varie epoche, magno greca, romana, medievale, rinascimentale e contemporanea:

MusicaModifica

Nel panorama della musica sinfonica e operistica grande ruolo ricoprono tra gli artisti calabresi i due nomi di Francesco Cilea (autore tra le altre dell'Adriana Lecouvreur) e Nicola Manfroce, entrambi nati a Palmi.

Nel panorama moderno e contemporaneo vi sono diversi artisti calabresi che hanno legato il proprio nome alla tradizione cantautorale italiana, quali Mino Reitano, Mia Martini e la sorella Loredana Bertè, Rino Gaetano e Sergio Cammariere; mentre nella musica rock hanno avuto riscontro anche internazionale le formazioni dei JetLag (autori di un ricercato Jazz rock di matrice progressive) e Il Parto delle Nuvole Pesanti (creatori di un genere definibile "rock calabrese").

La Calabria inoltre vanta una lunga tradizione popolare legata alle diverse sfaccettature della sua cultura, direttamente legata alle molteplici popolazioni che su questa terra hanno lasciato traccia, queste tradizioni sono state portate alla ribalta dai Re Niliu negli anni ottanta, mentre oggi dai QuartAumentata, dai Mattanza, dai Kalamu, dai Totarella, da Mimmo Cavallaro e i TaranProject con la partecipazione di Cosimo Papandrea e dalla cantante folk Marinella Roda'[26].

A partire dalla fine degli anni settanta si cominciò a incidere anche la musica folkloristica calabrese, genere spesso intriso della satira tipica dei diversi artisti, prevalentemente sotto l'etichetta Elca Sound, che hanno portato il folk calabro in giro per il mondo, tra cui per citarne alcuni: Otello Profazio, i Calabruzi e Micu u pulici.

EventiModifica

 
La Varia di Palmi, patrimonio orale e immateriale dell'umanità UNESCO. Definita: "Festa della Calabria".

(di rilevanza nazionale o internazionale)

  • "Varia di Palmi" - Palmi (ultima domenica d'agosto): festa inserita nella lista del patrimonio orale e immateriale dell'umanità dall'UNESCO;[27]
  • "Magna Graecia Film Festival" - Catanzaro (luglio): il festival delle opere prime del cinema italiano;
  • Fiera di San Giuseppe - Cosenza A marzo, per una decina di giorni, alcune strade della città vicino al centro storico e i lungofiumi accolgono la Fiera di San Giuseppe; questa che registra ogni anno migliaia di visitatori, si sviluppa partendo dalle strade ai piedi del centro storico fino ad arrivare al Viale Parco di recente costruzione (ora viale Giacomo Mancini). Nel 2006 si è avuto un record del numero di espositori con la presenza di circa 750 bancarelle; il 2013 invece ha registrato lungo i 6 km di percorso fieristico[28] la presenza di 726 espositori provenienti da 27 province italiane e da 15 nazioni[29]. L'istituzione della Fiera affonda le sue radici nel 1234, periodo di dominazione sveva e venne istituita da Federico II di Svevia, l'imperatore profondamente innamorato della città;
  • Carnevale di Castrovillari, nato ufficialmente nel 1959 come Carnevale del Pollino, (annoverato tra i 10 carnevali più belli d'Italia)[senza fonte] è uno degli eventi più importanti della regione che si svolge ogni anno nel periodo di carnevale precisamente tra febbraio e/o marzo nella città di Castrovillari, (proclamandola capitale del carnevale della regione) che porta in città tantissimi turisti sia dalla regione stessa che dalle vicine regioni. Inoltre ospita il festival internazionale del folcklore.
  • Estate internazionale del folcklore, che si svolge nel mese di agosto ogni anno nella città di Castrovillari;
  • "Reggio Calabria Filmfest" - Reggio Calabria (primavera): retrospettiva sul cinema italiano;
  • "Festival della Cultura" - Reggio Calabria (11 febbraio);
  • "Festival dello Stretto" - Reggio Calabria (agosto);
  • Festa Madonna dei Poveri - Seminara (dal 31 luglio al 15 agosto): Festa della miracolosa statua lignea più antica del Meridione che attira turisti da tutte le parti d'Italia e non solo. La festa è accompagnata dai "Giganti Mata e Grifone", dai "Tamburinari", dal "Palio" e un tempo anche dalla "Varia di Seminara". Completano la festa iniziative di vario genere, spettacolari fuochi pirotecnici e il concerto di un cantante famoso;
  • "Il Sabato del Villaggio" - Lamezia Terme (gennaio/giugno): incontri tra letteratura e filosofia con personalità della cultura italiana e internazionale;
  • "Trame. Festival dei libri sulle mafie" - Lamezia Terme (giugno);
  • "Premio Letterario Internazionale Città di Palmi" - Palmi (settembre/ottobre);
  • "Paleariza" - Bovesia (agosto): festival internazionale etno-culturale-musicale itinerante che si svolge annualmente nell'area grecanica della provincia di Reggio Calabria;
  • "Roccella Jazz Festival" - Roccella Jonica: Numerosi concerti, con la presenza di grandi jazzisti (Agosto);
  • "Sagra dello Stocco" - Mammola: Evento gastronomico nel borgo antico, si svolge il 9 agosto;
  • "Festa del Vino e dei Sapori Antichi del territorio" - Lungro: Evento eno-gastronomico nel centro storico, si svolge il 27 dicembre di ogni anno;
  • "Rievocazione Storica dell'eroe albanese Giorgio Castriota Skanderbeg" - Lungro: Evento etno-culturale che si svolge nel centro storico nel periodo del carnevale, precisamente intorno alla metà di febbraio;
  • "Festival del Peperoncino" - Diamante: A cura dell'"Accademia italiana del peperoncino";
  • "Palio di ribusa" - Stilo: rievocazione storica rinascimentale. Ha luogo nel fine settimana contenente la prima domenica d'agosto;
  • Partita di Scacchi Viventi a Cutro per celebrare la vittoria di Giovanni Leonardo Di Bona, primo vincitore di scacchi del mondo;
  • Sagra della salciccia di Andali.

CucinaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Prodotti agroalimentari tradizionali calabresi.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina calabrese.

Geografia antropicaModifica

Suddivisioni amministrativeModifica

Dal 1º gennaio 1948, ex art. 131 della nostra vigente Costituzione, la Calabria è una regione ad autonomia ordinaria della Repubblica Italiana, ma solo con la legge n. 281 del 1970 furono attuate le sue funzioni.

Stemma Provincia/Città metropolitana Comuni n° Abitanti Superficie (km²) Mappa Panorama Sito istituzionale
  Catanzaro 80 360.823 2415.45     http://www.provincia.catanzaro.it
  Cosenza 150 708.702 6709.75     http://www.provincia.cosenza.it
  Crotone 27 175.061 1735.68     http://www.provincia.crotone.it
  Reggio Calabria 97 551.212 3210.37     https://www.cittametropolitana.rc.it
  Vibo Valentia 50 160.889 1150.64     http://www.provincia.vibovalentia.it
  Calabria 404 1.956.687 15221.9     http://www.regione.calabria.it

EconomiaModifica

 
Sfruttamento del territorio calabrese ed insediamenti urbani

La Calabria è una delle regioni italiane più povere, nonostante l'alto tasso di economia nascosta renda inquantificabile l'effettiva ricchezza della Regione. La presenza di una delle principali organizzazioni criminali, la lontananza dei mercati e la carenza cronica di infrastrutture infatti rende il tessuto economico calabrese notevolmente fragile e troppo legato alle variazioni economiche congiunturali.

Varie zone della regione basano l'intera economia sul turismo estivo soprattutto lungo la costa Ionica catanzarese, nell'area tirrenica reggina e nell'area tirrenica cosentina e reggina, su tutto il versante costiero della provincia di Vibo Valentia. Discretamente sviluppato, nonostante le potenzialità, il turismo invernale in Sila.

AgricolturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Vini della Calabria.

Nel settore primario, l'agricoltura è sviluppata soprattutto nella coltivazione di ulivi (la regione è al secondo posto in Italia per la produzione di olio, dopo la Puglia), di viti e di agrumi (uno di essi è il bergamotto, che è alla base di molti profumi). Il principale mercato agricolo è Catanzaro, sede del COMALCA, il principale mercato agro-alimentare della Calabria. Molto praticato anche l'allevamento, soprattutto di ovini e caprini nelle aree dell'entroterra. La pesca è discretamente sviluppata.

IndustriaModifica

Nel settore secondario sono ancora troppo poco sviluppate le industrie alimentari e tessili; nelle zone di Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria sono sorte industrie petrolchimiche, metalmeccaniche e chimiche.

ServiziModifica

Il settore terziario è molto sviluppato a Catanzaro, mentre sono importanti centri commerciali Lamezia Terme e Cosenza.

La Calabria è la regione italiana con maggior concentrazione di avvocati, con una media regionale di 6,8 avvocati ogni mille abitanti.[30]

TurismoModifica

 
Un angolo di Tropea
 
Caratteristico antico borgo di Scilla

La principale risorsa turistica calabrese è il mare, con una lunghissima costa affacciata su tre mari (Tirreno, Ionio e Stretto di Messina), una particolare ricchezza della fauna ittica, in un paesaggio che alterna spiagge e scogliere. Lo scarso sviluppo industriale e l'assenza di grandi città sulla gran parte del territorio ha permesso di preservare per lungo tempo il mare incontaminato, e la Calabria è tuttora considerata un paradiso naturalistico. Gli arrivi nel 2007 sono stati di 1.325.825 italiani e 242.694 stranieri[31].

Il giornalista sportivo Nando Martellini, commentando una tappa del Giro d'Italia del 1955, svolta sul lungomare di Reggio Calabria, lo definì: "Il chilometro più bello d'Italia" attribuendo erroneamente tale affermazione a Gabriele D'Annunzio[32], evidenziando così la bellezza della costa calabrese, favorita dalla presenza sul territorio di numerosi siti archeologici (Reggio, Locri, Taureana, Crotone, Sibari e Scolacium solo per citarne alcuni) e di magnificenze naturali che suscitano l'interesse dei visitatori. Negli ultimi anni si è investito sulla capacità ricettiva di strutture alberghiere, favorendo un incremento delle presenze nella regione.

Le più rinomate località costiere sono: Tropea, Pizzo, Capo Vaticano, Soverato, Palmi, Scilla, Scalea, Sellia Marina, Reggio Calabria, Montepaone, Montauro, Copanello, Diamante, Paola, Fiumefreddo Bruzio (uno dei borghi più belli d'Italia), Amantea, Praia a Mare, Belvedere Marittimo, Roseto Capo Spulico, Corigliano Calabro, Cirò Marina, Amendolara, Roccella Ionica, Bagnara Calabra, Nicotera, Cariati, Zambrone, Isola di Capo Rizzuto, Caminia, Siderno, Parghelia, Ricadi e San Nicola Arcella.

Oltre alle ben conosciute mete turistiche costiere, anche l'entroterra calabrese è ricco di storia, di tradizioni, ma anche e soprattutto di arte e cultura. Tra le città culturali più importanti spicca Cosenza che dal 2008 è stata riconosciuta "città d'arte" dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città[33] nota come l'Atene della Calabria. Fortezze, chiese, necropoli, boschi e bacini naturalistici sono elementi caratterizzanti le aree interne delle province di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.

Il turismo montano si sviluppa soprattutto nella Sila, sull'Aspromonte e sul Pollino, dichiarati Parchi Nazionali, che dispongono di infrastrutture per gli sport invernali, soprattutto nei centri di Camigliatello, Lorica, Gambarie e Zomaro. Altre località montane discretamente famose sono Monte Poro e Monte Sant'Elia, dal quale si può godere di una magnifica vista sulla Costa Tirrenica.

PILModifica

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL pro capite nei capoluoghi di provincia[34] prodotto in Calabria dal 2000 al 2006:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
26.344,4 27.680,0 28.574,7 29.685,4 31.073,3 31.616,7 32.507,7
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
13.019,9 13.742,4 14.226,9 14.773,2 15.457,0 15.754,8 16.244,1

Di seguito la tabella che riporta il PIL[34], prodotto in Calabria ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 1.341,2 4,13% 1,84%
Industria in senso stretto € 2.851,8 8,77% 18,30%
Costruzioni € 2.013,3 6,19% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 6.301,6 19,39% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 6.856,6 21,09% 24,17%
Altre attività di servizi € 9.408,7 28,94% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 3.734,5 11,49% 10,76%
PIL Calabria ai prezzi di mercato € 32.507,7

È Cosenza la prima città calabrese per quanto riguarda il reddito pro capite denunciato al fisco. Il dato emerge dalla classifica stilata dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell'Economia sulla base delle dichiarazioni fiscali del 2011[35]. A Cosenza la media pro capite di reddito è di 25.173,02 euro, seguono Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio e Crotone. La regione presenta un alto tasso di evasione fiscale e di lavoro nero, sempre secondo i dati del Ministero dell'economia e delle finanze le città di Catanzaro e Reggio Calabria guidano la classifica regionale con tassi che sfiorano il 50%.

Di seguito la tabella con i relativi redditi medi dei capoluoghi di provincia:

Stemma Capoluoghi di Provincia Provincia Reddito annuo pro-capite in Euro[36]
  Cosenza Provincia di Cosenza 25.173,02
  Catanzaro Provincia di Catanzaro 24.926,56
  Vibo Valentia Provincia di Vibo Valentia 23.292,38
  Reggio Calabria Città metropolitana di Reggio Calabria 23.265,30
  Crotone Provincia di Crotone 22.052,90

Infrastrutture e trasportiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti in Calabria.
 
L'autostrada A2 (sulla cartina indicata come A3) e le principali strade statali della Calabria con legenda
 
Rete ferroviaria della Calabria

Data la difficoltà di raggiungerla via terra, in passato la regione veniva chiamata anche la "terza isola" d'Italia.[37] La Calabria è collegata al resto dell'Italia tramite ferrovie, autostrade e aeroporti.

StradeModifica

La regione è poi attraversata da due strade statali che collegano le principali città ed i centri minori:

Il territorio calabrese è collegato con strade trasversali che collegano facilmente la fascia jonica con l'Autostrada SA-RC e la fascia tirrenica:

FerrovieModifica

Ferrovie dello Stato Italiane:

Ferrovie della Calabria:

PortiModifica

  • Porto di Gioia Tauro (I classe): infrastruttura commerciale;
  • Porto di Reggio Calabria (II classe): sede della direzione marittima della regione è un'infrastruttura a carattere commerciale/industriale con una parte dedicata alla nautica da diporto, è collegato prevalentemente con Messina, con le Isole Eolie e con Malta. Con oltre 10 milioni di passeggeri trasportati all'anno, è il primo della regione e il secondo in Italia nel settore[38];
  • Porto di Villa San Giovanni (II classe): è una struttura orientata esclusivamente ai trasporti, collega infatti il traffico ferroviario ed il grande traffico stradale tra Calabria e Sicilia;
  • Porto di Vibo Marina (II classe): a funzione turistica, commerciale e industriale;
  • Porto di Crotone (II classe): con un bacino mercantile e uno per la pesca e il diporto;
  • Porto di Corigliano Calabro (II classe): grande scalo, commerciale-peschereccio;
  • Porto di Palmi (II classe): scalo turistico peschereccio e porto rifugio della Costa Viola, sorge nel litorale della Tonnara;
  • Porto di Catanzaro (IV classe): a funzione prevalentemente turistica;
  • Porto di Cirò Marina (IV classe): scalo turistico peschereccio, è destinato alla pesca locale e al diporto;
  • Porto di Tropea (IV classe): a funzione prevalentemente turistica;
  • Porto di Roccella Ionica, Porto di Scilla, Porto di Isola Capo Rizzuto, Porto di Cetraro: a funzione turistica.

AeroportiModifica

La regione è dotata di tre aeroporti civili, un aeroporto militare, e sei aviosuperfici.

Aeroporti civili

Di seguito la tabella con i dati complessivi del traffico passeggeri dei tre aeroporti negli ultimi dieci anni:

Anno Passeggeri
2017 2 926 645
2016 3 226 593
2015 2 835 064
2014 2 933 519
2013 2 772 029
2012 2 934 326
2011 2 985 389
2010 2 568 663
2009 2 208 460
Aeroporti militari
Aviosuperfici

SportModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sport in Calabria.

NoteModifica

  1. ^ Operativa dal 1970.
  2. ^ a b demo.istat.it.
  3. ^ PIL pro capite a parità di potere d'acquisto, dati Istat relativi al 2009[collegamento interrotto]
  4. ^ Luciano Canepari, Calabria, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  5. ^ Il Poro nei Musei Vaticani - Poro.it Calabria
  6. ^ a b van Dijk, J.P. (1992); "Late Neogene fore-arc basin evolution in the Calabrian Arc (Central Mediterranean). Tectonic sequence stratigraphy and dynamic geohistory. With special reference to the geology of Central Calabria". Geologica Ultrajectina, 92, 288 pp.; si vedano i riferimenti nella lista bibliografica di quest'opera, e anche: van Dijk, J.P., Bello, M., Brancaleoni, G.P., Cantarella, G., Costa, V., Frixa, A., Golfetto, F., Merlini, S., Riva, M., Toricelli, S., Toscano, C., and Zerilli, A. (2000); "A new structural model for the northern sector of the Calabrian Arc". Tectonophysics, 324, 267-320.
  7. ^ Zone sismiche - INGV
  8. ^ Dizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1990, p. 138.
  9. ^ Nomi d'Italia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2009, p. 70.
  10. ^ Carlo Battisti, Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57, I, p. 665.
  11. ^ R. G. Latham. Descriptive ethnology of Europe, Asia, Africa, John van Voorst, London 1859, vol. II ., p. 34.
  12. ^ Pagliaro Antonino. Enciclopedia Treccani., Istituto dell'Enciclopedia Treccani 1933, p. Lemma Galabri.
  13. ^ Tripodi Giacomo, Some archaic toponyms of Middle eastern origin in Western Europe., in Complessità. Sicania Ed. Messina., 8, 2013, 1,2.
  14. ^ http://xoomer.virgilio.it/hdlcam/italo.htm.
  15. ^ Luigi Caruso, Storia di Cosenza, Edizioni di Storia Patria, 1970
  16. ^ Secondo
  17. ^ Istituto di storia del Risorgimento italiano Comitato cosentino, I martiri cosentini del 15 marzo 1844 : celebrazione ad iniziativa della consulta del comitato cosentino del Regio Istituto di storia del Risorgimento italiano: 15 marzo 1937, Cosenza, SCAT, 1937.
  18. ^ Felice Venosta, I fratelli Bandiera e loro compagni martiri a Cosenza : notizie storiche, Milano, C. Barbini, 1863.
  19. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017
  20. ^ Dato Istat al 31/12/2017
  21. ^ http://www.regione.calabria.it/sanita/allegati/contesto_organizzativo_inserito_portale.pdf
  22. ^ CABLE 08NAPLES96 – LA CALABRIA PUO’ ESSERE SALVATA? (PDF), su archivioantimafia.org.
  23. ^ Sito dell'Accademia internazionale dell'arte[collegamento interrotto]
  24. ^ Sito del Politecnico universitario internazionale "Scientia et ars"
  25. ^ Sito dell'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI) di Cosenza
  26. ^ 5 marzo la presentazione del disco di Marinella Rodà - Traguda, su w.ildispaccio.com.
  27. ^ Scheda UNESCO della "Rete delle grandi macchine a spalla italiane
  28. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza
  29. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza
  30. ^ Distribuzione degli avvocati in Italia - Versari Studio, in Versari Studio, 16 febbraio 2016. URL consultato il 27 dicembre 2016.
  31. ^ Dati Istat 2007
  32. ^ GABRIELE D’ANNUNZIO E LA BUFALA DEL “PIU’ BEL CHILOMETRO D’ITALIA”, su www.ascenzairiggiu.com. URL consultato il 23 ottobre 2017.
  33. ^ CITTA'%20D'ARTE ASCA (agenzia stampa quotidiana nazionale) Archiviato il 9 giugno 2011 in Internet Archive.
  34. ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
  35. ^ La classifica dei redditi nei comuni calabresi stilata dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia 2011 Archiviato il 13 novembre 2013 in Internet Archive.
  36. ^ La classifica dei redditi nei comuni capoluogo di provincia:regione Calabria - Il Sole 24 ORE
  37. ^ ilPost.it 50 anni di Salerno Reggio Calabria, su ilpost.it. URL consultato il 3 luglio 2015.
  38. ^ dati Istat 2006, vedi Porti d'Italia per flusso di passeggeri.

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