Vratislavo

Principe obodrita
Vratislavo
Principe degli Obodriti
Samtherrscher
In carica 1160-1164
Predecessore Niklot
Morte Malchow, maggio/giugno 1164
Padre Niklot
Religione pagana

Vratislavo (tedesco: Wertislaw)[1] (... – Malchow, maggio/giugno 1164) è stato un principe obodrita e Samtherrscher degli obodriti.

BiografiaModifica

 
Impiccagione di Vratislavo (Lucas Cranach, Wittenberg 1530)

Vratislavo era il secondo figlio del re degli Obodriti Niklot.[2] Nel 1160, dopo che Enrico il Leone aveva ucciso Niklot, Vratislavo e suo fratello maggiore Pribislavo continuarono la lotta del padre contro i Sassoni e il tentativo di cristianizzazione degli slavi.[3]

Enrico il Leone, deciso a domare questa ribellione, intraprese nel 1162 una nuova campagna contro di Obodriti. Per fronteggiare Enrico i figli di Niklot organizzarono le loro forze in due armate: una costituita da cavalieri al comando di Pribislavo che si nascose nelle foreste, l'altra al comando di Vratislavo che si arroccò nel castello di Werle. La loro strategia prevedeva che la cavalleria doveva attaccare gli assedianti prendendoli quindi fra due fuochi. Tuttavia questa operazione non riuscì in quanto Enrico prese il castello in tempi rapidissimi costringendo gli occupanti, fra cui anche Vratislavo, alla resa ed alla sottomissione formale. Vratislavo fatto prigioniero fu portato a Brunswick.[3]

Agli inizi del 1164 Pribislavo riprese la lotta contro Enrico appoggiato dai duchi di Pomerania Casimiro I e Boghislao I. All'inizio la guerra volse a vantaggio di Pribislavo ed egli conquistò vari castelli compreso quello di Meclemburgo. Poi pose l'assedio al castello di Ilenburg in cui si trovava il conte sassone Gunzelino di Hagen. Enrico consapevole del grave pericolo organizzò immediatamente un esercito dopo essersi nuovamente alleato con il re danese Valdemaro. Nel giugno del 1164 Enrico si trasferì con il suo esercito a Malchow dove impiccò sulla pubblica piazza Vratislavo.[4]

Vratislavo ebbe una moglie il cui nome ed origine sono sconosciuti.[2] Da lei ebbe un figlio Nicola, signore di Rostock.[5]

NoteModifica

  1. ^ Chiamato Wertizlavus o Wertezlavus da Helmold di Bosau, nella sua Chronica Slavorum
  2. ^ a b Wigger, Op. citata, pag. 139
  3. ^ a b Helmold, Op. citata, LIB II, cap. 93
  4. ^ Helmold, Op. citata, LIB II, cap. 100
  5. ^ Wigger, Op. citata, pag. 143-144

BibliografiaModifica

  • (DE) Helge Bei der Wieden, Mecklenburg, Bayerischen Staatsbibliothek.
  • Helmold di Bosau, Chronica Slavorum, Scriptores rerum Germanicarum in usum scholarum separatim editi, Hannover 1937, Monumenta Germaniae Historica. URL consultato il 16 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2019).
  • (DE) Friedrich Wigger, Stammtafeln des Großherzoglichen Hauses von Meklenburg, in Jahrbücher des Vereins für Mecklenburgische Geschichte und Altertumskunde, Band 50 (1885), Duncker & Humblot, Leipzig 1876, p. 111-326 (archiviato il 3 luglio 2012).

Voci correlateModifica

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