Zanobi Rosi

pittore italiano barocco

Zanobi Rosi (Firenze, 15771631) è stato un pittore italiano.

Zanobi Rosi,Vision of the Centurion Cornelius
Zanobi Rosi su dis. di Cristofano Allori, Michelangelo in meditazione poetica
Zanobi Rosi, San Giovanni Battista, 1626

BiografiaModifica

Zanobi Rosi, conosciuto anche come Zanobio Rossi, fu allievo prediletto di Cristofano Allori e per un periodo ebbe l'onore di abitare a Palazzo Medici.

Nella Basilica di Santa Trinita, a Firenze, la pala d'altare San Pietro sulle acque, iniziata da Cristofano Allori, fu portata a termine da Zanobi Rosi nel 1621, cioè dopo la morte del suo Maestro.

Scrive il pittore e storico Filippo Baldinucci, riguardo a questo dipinto: «[Cristofano Allori] aveva fatto tutti gli studi, e condotta la testa con forse la figura di San Pietro, e condotte altresì a buon segni l'altre parte, la qual talvolta fu poi finite da Zanobi Rosi.»[1]

Sul suo seguace Zanobi Rosi, così si era espresso Cristofano Allori: «È stato lungo tempo meco, et è diligente, pratico della mea maniera ragionevolm.te»[2]

Anche la tela Madonna con Bambino, in Gloria tra Santi, che si trova nel Duomo di Pisa, è ritenuta opera di collaborazione tra i due artisti.

Al Museo Masaccio, aperto nel 2002, nella Pieve dei Santi Pietro e Paolo a Cascia, frazione di Reggello (FI), il San Giovanni Battista - olio su tela, 92x43 cm - che ha come pendant il quadro di Santa Brigida di Svezia di dimensioni simili, è datato 1626 e siglato Z R. Al pittore fiorentino manierista Zanobi Rosi sono stati attribuiti entrambi questi dipinti. L'iconografia del San Giovanni Battista è di tipo tradizionale: il santo, vestito di pelle di cammello e avvolto in un ampio manto rosso, segno di martirio, regge la croce.

Casa BuonarrotiModifica

La Galleria di Casa Buonarroti, a Firenze in via Ghibellina 70, ospitata nel palazzo che il pronipote Michelangelo Buonarroti il Giovane fece ristrutturare e decorare fra il 1612 e il 1637, lavorarono molti artisti di diversa sensibilità e scuola, tra cui Domenico Passignano, Artemisia Gentileschi, Pietro da Cortona, Giovan Battista Guidoni, Girolamo Buratti, Valerio Marucelli, Giovanni da San Giovanni, Francesco Furini e Giovanni Battista Bracelli.

In una delle quattro sale, decorate nello stile del "barocco fiorentino", si trova il dipinto su tela Michelangelo in meditazione poetica, 1621-1622, realizzato da Zanobi Rosi su disegno di Cristofano Allori.[3] Sul soffitto, un'opera databile 1615-1620 è interamente attribuita a Rosi. Si tratta della virtù dello Studio, rappresentata da un giovane in atto di aprire un libro che è simbolo della conoscenza.[4]

Altre opereModifica

  • Visione del centurione Cornelio
  • Tobia e l'Angelo
  • Madonna con bambino, Santa Caterina, San Rocco e due vescovi offerenti
  • Giocatore con palla, Galleria degli Uffizi

NoteModifica

  1. ^ Filippo Baldinucci, Notizie dei professori del disegno da Cimabue in qua: per le quali si dimostra come, e per chi le belle arti di pittura, scultura e architettura. 2, Firenze, V. Batelli, 1846, p 737, SBN IT\ICCU\RML\0058188.
  2. ^ Pierluigi Carofano, Luce e ombra: caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento, Pisa, Felici, 2005, p. 142, SBN IT\ICCU\PAR\0853681.
  3. ^ Sullo sfondo è visibile un ritratto di Michelangelo Buonarroti il Giovane, che figura come donatore dell'opera. Infatti egli nacque dopo la morte del prozio.
  4. ^ Uno schizzo preparatorio di questa tela, disegno su carta cm 23x14.9, è al Gabinetto di Disegni e Stampe degli Uffizi.

BibliografiaModifica

  • Pina Ragionieri, Casa Buonarroti, Milano, Electa, 2003, SBN IT\ICCU\BVE\0390298.
  • (FR) Emmanuel Bénézit, Dictionnaire critique et documentaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs de tous les temps et de tous les pays par un groupe d'écrivains spécialistes français et étrangers, Paris, Grund, SBN IT\ICCU\VEA\0108356. Nouv. ed. entièrement refondue sous la direction de Jacques Busse

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