Şehzade Mehmed

Şehzade Mehmed (Istanbul, 31 ottobre 1522Manisa, 7 novembre 1543) fu uno dei figli del sultano Solimano il Magnifico e della sua consorte Hürrem Sultan.

VitaModifica

Hehzade Mehmed nacque il 31 ottobre 1522 nel Palazzo Vecchio di Istanbul, mentre il padre era impegnato nell'assedio di Rodi. La sua nascita venne celebrata nell'accampamento ottomano con sacrifici e distribuzione di denari.[1]

Mehmed fu circonciso insieme ai suoi fratelli, Şehzade Mustafa e Şehzade Selim il 27 giugno 1530;[2] quattro anni più tardi Mustafa verrà nominato governatore di Manisa. Mehmed rimase invece nella capitale e nel 1537 si unì a suo padre nella sua campagna per la conquista di Corfù. Nel 1541, lui e i suoi fratelli più piccoli, Şehzade Selim e Şehzade Bayezid, accompagnarono il padre nella sua campagna per Buda.[3][4]

Solimano favorì i figli avuti da Hürrem e nominò Mehmed, il suo secondo figlio molto amato, suo erede contrariamente alla tradizione. Poco dopo il loro ritorno da Corfù nell'ottobre del 1542, Solimano sotto l'influenza di Hürrem, lo nominò governatore di Manisa mentre Selim venne nominato governatore del Karaman. Prima di tali nomine, Mustafa venne inviato ad Amasya il 16 giugno 1541. Mehmed iniziò formalmente le sue funzioni di governatore subito dopo il suo arrivo a Manisa, avvenuto il 12 novembre 1542.[5]

Evliya Çelebi descrive Mehmed come "un principe di qualità più squisite di persino Musafa. Aveva un intelletto penetrante e un giudizio sottile. Solimano aveva inteso che sarebbe stato il suo successore, ma l'uomo propone e Dio dispone".[6]

MorteModifica

Hehzade Mehmed si ammalò a Manisa, mercoledì 31 ottobre 1543, e morì sopo solo un settimana,[3] probabilmente a causa del vaiolo.[7] Il giorno seguente, Lala Pasha e Defterdar İbrahim Çelebi portarono il suo corpo ad Istanbul. Dopo la sua morte, suo fratello minore Selim lo sostituì come governatore di Manisa.[3]

Solimano fece costruire il famoso architetto imperiale Mimar Sinan la Moschea di Sehzade a Istanbul per commemorare Mehmed. Inoltre, Solimano compose un'elegia per figlio; la poesia si conclude con la frase "Il più illustre dei principi, il mio Sultan Mehmed".[8][9]

NoteModifica

  1. ^ Nevin Zeynep Yelçe, The Making of Sultan Süleyman: A Study of Process/es of Image-Making and Reputation Management, 2009, p. 256.
  2. ^ M.J Akbar, The Shade of Swords: Jihad and the Conflict between Islam and Christianity, Routledge, May 3, 2002, 88, ISBN 978-1-134-45258-3.
  3. ^ a b c Sağır, 2016, p. 922.
  4. ^ Şehzade Bayezid (ö. 969/1562): Kanûnî Sultan Süleyman’ın saltanat iddiasıyla isyan eden Hürrem Sultan’dan olma oğlu., su islamansiklopedisi.org.tr.
  5. ^ Peirce, 1993, p. 61.
  6. ^ Fisher. Suleyman and His Sons, su coursesa.matrix.msu.edu. URL consultato il 26 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2017).
  7. ^ Peirce, 1993, p. 80.
  8. ^ SULEYMAN THE MAGNIFICENT - POET, su byegm.gov.tr. URL consultato il 26 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2006).
  9. ^ Archived copy, su turkcebilgi.org.

BibliografiaModifica

  • Leslie Peirce, The Imperial Harem: Women and Sovereignty in the Ottoman Empire, Oxford University Press, 1993, ISBN 0-19-508677-5
  • Yusuf Sağır, According to the Records and Vakfiyye’s the Foundation of Şehzade Mehmet, 2016.
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