Hümaşah Sultan (figlia di Şehzade Mehmed)

figlia di Şehzade Mehmed

Hümaşah Sultan (Manisa, 1543Costantinopoli, 1582) fu una principessa ottomana, unica figlia di Şehzade Mehmed e nipote di Solimano I il Magnifico e della sua favorita e moglie legale Hürrem Sultan.

BiografiaModifica

Hümaşah (o Hüma[1]) Sultan nacque a Manisa nel 1543 da Şehzade Mehmed[2], primo figlio di Solimano e Hürrem e governatore della provincia. Sua madre era una concubina dell'harem, a volte indicata col nome Aya Hatun. Il suo nome significava "Fenice dello Şah".

Nello stesso anno della sua nascita, suo padre morì inaspettatamente di vaiolo. Hümaşah fu quindi inviata a Costantinopoli con sua madre e affidata alle cure di sua nonna Hürrem.[3]

Insieme alla cugina Aişe Hümaşah, figlia di Mihrimah Sultan, fu molto amata dal sultano suo nonno e acquisì una grande influenza nei suoi ultimi anni di regno.[4][5]

Fu anche vicina a suo cugino, l'allora Şehzade Murad, figlio del futuro Selim II, a cui presentò la sua futura favorita Safiye, che sostenne, insieme ad Aişe Hümaşah, contro Nurbanu Sultan, Haseki di Selim II e madre di Murad.[6][7]

MorteModifica

Hümaşah morì nel 1582 e fu sepolta accanto a suo padre nella Moschea Şehzade[8], a Istanbul.

FamigliaModifica

Hümaşah si sposò tre volte:

  • Nel 1566 con Ferhad Pasha[9][10][11][12][13], terzo Visir di Solimano. Insieme ebbero quattro figli e cinque figlie. Hümaşah rimase vedova il 6 febbraio 1575.
  • Il 25 agosto 1575[14] con Lala Kara Mustafa Pasha[14][7][15]. Insieme ebbero un figlio. Rimase di nuovo vedova il 7 agosto 1580.
  • In data sconosciuta con Gazi Mehmed Pasha[14], governatore di Shahrizor Eyalet. Rimase vedova nel 1581, poco prima della sua stessa morte.
Figli

Dal primo matrimonio ebbe quattro figli e cinque figlie[16]:

Dal secondo matrimonio ebbe un figlio:

NoteModifica

  1. ^ Peirce, The Imperial Harem: Women and Sovereignty in the Ottoman Empire
  2. ^ Necdet Sakaoğlu, Famous Ottoman Women, Avea, 2007, p. 91, ISBN 978-975-7104-77-3.
  3. ^ Allahverdi, 2016, p. 2.
  4. ^ Tezcan, 2006, p. 31.
  5. ^ Uluçay, 1956, p. 85.
  6. ^ Pedani, 2000, p. 11.
  7. ^ a b Sakaoğlu, 2008, p. 279.
  8. ^ Necipoğlu, 2005, p. 200.
  9. ^ Selânik Mustafa Efendi, Tarih-i Selâniki, su Internet Archive, p. 208. URL consultato il 12 maggio 2021.
  10. ^ Muammer Yılmaz, Osmanlı'da töre, tören ve alaylar, Türdav, 2010, p. 153, ISBN 978-9944-995-47-4.
  11. ^ İsmail Hakkı Uzunçarşılı, Osmanlı Devletinin saray teşkilâtı, Türk Tarih Kurumu Basımevi, 1984, p. 162.
  12. ^ Peçevî, Ibrahim, Tarih-i Peçevi, su Internet Archive, p. 31. URL consultato il 12 maggio 2021.
  13. ^ Stephan Gerlach, Türkiye günlüğü, Kitap Yayınevi, 2007, p. 315, ISBN 978-975-6051-43-6.
  14. ^ a b c Allahverdi, 2016, p. 3.
  15. ^ Gerlach2007"
  16. ^ a b Allahverdi, 2016, pp. 3-13.

BibliografiaModifica

  • Reyhan Şahin Allahverdi, An Orphan Sultan: Foundations of Şehzade Mehmed's Daughter Hümasah Sultan, 2016.
  • Gülru Necipoğlu, The Age of Sinan: Architectural Culture in the Ottoman Empire, London, Reaktion Books, 2005, ISBN 978-1-86189-253-9.
  • M. P. Pedani, Safiye's Household and Venetian Diplomacy, in Turcica, vol. 32, 2000, pp. 9–32, DOI:10.2143/TURC.32.0.460.
  • Leslie Penn Peirce, The Imperial Harem: Women and Sovereignty in the Ottoman Empire, Studies in Middle Eastern History, New York, Oxford University Press, 1993, ISBN 978-0-19-507673-8.
  • Necdet Sakaoğlu, Bu mülkün kadın sultanları: Vâlide sultanlar, hâtunlar, hasekiler, kadınefendiler, sultanefendiler, Oğlak Yayıncılık, 2008, ISBN 978-9-753-29623-6.
  • Hülya Tezcan, Osmanlı çocukları: şehzadeler ve hanım sultanların yaşlamarı ve giysileri, Istanbul, Aygaz Yayınları, 2006, ISBN 978-9-759-83723-5.
  • M.Cağatay Uluçay, Harem'den mektuplar I, Vakit matbaasi, 1956, ISBN 978-9-75-437833-7.