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Achille Fontanelli

generale italiano
Achille Fontanelli
Fontanelli.jpg
Fontanelli ritratto da Andrea Appiani (1811)
NascitaModena, Ducato di Modena e Reggio, 18 novembre 1775
MorteMilano, Regno del Lombardo-Veneto, 22 luglio 1838
Dati militari
Paese servitoFlag of the Napoleonic Kingdom of Italy.svg Regno d'Italia
Flag of the Habsburg Monarchy.svg Impero austriaco
Forza armataFlag of the Napoleonic Kingdom of Italy.svg Esercito del Regno d'Italia
Wappen Kaisertum Österreich 1815 (Klein).jpg Esercito imperiale austriaco
UnitàFanteria
Anni di servizioFlag of the Napoleonic Kingdom of Italy.svg 17971814
Flag of the Habsburg Monarchy.svg 18141815
GradoFlag of the Napoleonic Kingdom of Italy.svg Generale di divisione
Flag of the Habsburg Monarchy.svg Tenente generale
ComandantiNapoleone I, Eugenio di Beauharnais
GuerreGuerre napoleoniche
BattaglieBattaglia di Faenza (1797)
Cattura di Corfù (1798)
Assedio di Ancona (1799)
Battaglia di Marengo
Battaglia del Piave
Battaglia di Tarvisio
Battaglia di Raab
Battaglia di Großbeeren
Battaglia di Dennewitz
Battaglia di Wartenburg
Battaglia di Lipsia
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Achille Fontanelli (Modena, 18 novembre 1775Milano, 22 luglio 1838) è stato un generale italiano, che servì nel Regno d'Italia e nell'esercito napoleonico.

Achille Fontanelli

Ministro della guerra e della marina del Regno d'Italia
Durata mandato 10 agosto 1811 –
1813
Predecessore Sebastiano Giuseppe Danna
Successore Giovanni Battista Bianchi d'Adda
Giuseppe Croff: Achille Fontanelli

BiografiaModifica

Nacque a Modena da un'illustre famiglia reggiana; suo padre, il generale Alfonso Fontanelli, era stato Ministro della Guerra del Ducato di Modena.

Nel 1796, appena uscito dal collegio, ricevette il comando della Coorte II modenese della Legione Cispadana, l'unità militare della neonata Repubblica Cispadana che avrebbe dovuto combattere al fianco dell'Armée d'Italie; fu impegnato nella conquista di Faenza e in quella di Ancona, mentre a Sant'Elpidio si mise in evidenza sconfiggendo i rivoltosi. Con la nascita della Repubblica Cisalpina fu messo a capo del primo battaglione della 3ª Legione Cisalpina, infine il terzo battaglione della 1ª Mezza Brigata di linea cisalpina. Fu inviato con la sua unità nelle Isole ionie, dove contribuì alla conquista delle isole e divenne amico dell'allora tenente Eugenio di Beauharnais. Tornato in Italia, nel 1799 combatté nella difesa di Ancona; l'anno successivo fu inviato in Toscana con compiti amministrativi, fu catturato dagli austriaci e tenuto prigioniero fino alla pace di Lunéville.

Fu poi nominato Aiutante di campo di Napoleone Bonaparte nel 1802, Generale di brigata nel 1804 e fu posto al comando della guardia reale italiana nel 1807.

Massone, in questo periodo fu membro effettivo della Loggia Reale Augusta di Milano, prima dipendente dal Grande Oriente di Francia e dal 1806 dal Grande Oriente d'Italia con sede a Milano[1].

Si distinse nella battaglia del Piave, e dopo la battaglia di Wagram (1809), Napoleone lo nominò conte dell'Impero e gli conferì l'onorificenza della Legion d'onore come grande ufficiale. Nel 1810 fu nominato generale di divisione e nel 1813 ottenne l'ordine della Corona Ferrea. Fu ministro della guerra e della marina del Regno d'Italia dal 1811 al 1813[2].

Prese parte alla battaglia di Lipsia (16-19 ottobre 1813) alla testa della XV divisione di fanteria, IV Corpo di Bertrand, composta di quattro reggimenti e una batteria divisionale (brigate Sant'Andrea e Moroni) di italiani. Dopo Lipsia la divisione da lui comandata riuscì a conservare Lindenau, mantenendo così aperta l'unica via di ritirata a quel che restava della Grande Armata.

Alla caduta del Regno d'Italia, fu inserito nei ranghi dell'esercito austriaco come luogotenente maresciallo e, messo a riposo nel 1816, visse prevalentemente nella sua villa di Marzaglia, presso Modena, che lasciò per Milano soltanto il 2 febbraio 1831, su ordine del governo ducale, per evitare che potesse essere utilizzato il suo nome nella congiura capeggiata da Ciro Menotti. A Milano morì nel 1838 di un tumore osseo.

Aveva sposato il 17 novembre 1813, in seconde nozze, Lucia Frapolli, nota amica di Ugo Foscolo, e ne aveva avuto sei figli. Tra questi, Camillo Fontanelli diverrà senatore del Regno d'Italia.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Erasmo ed., Roma, 2005, pp. 126-127.
  2. ^ Ministri della Guerra e della Marina 1806/1814, su portalestoria.net. URL consultato il 16 giugno 2017.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Jacopetti, Biografie di Achille Fontanelli, di Francesco Teodoro Arese e di Pietro Teulie, scritte dal maggiore Jacopetti, Milano, Borroni e Scotti, 1845 (on-line)
  • Livio Antonielli, Achille Fontanelli, « Dizionario Biografico degli Italiani », vol. 48, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1997

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN308694729 · ISNI (EN0000 0004 3429 1272 · GND (DE1050470796 · CERL cnp01955411 · WorldCat Identities (EN308694729