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Un gruppo di persone adulte

Un adulto è un organismo pluricellulare che ha raggiunto la piena capacità riproduttiva.

Indice

Nell'essere umanoModifica

Con riferimento all'essere umano il termine è di non facile definizione, assumendo significati assai diversi nei diversi contesti argomentativi e disciplinari. Se infatti con questa parola si intende sempre e comunque alludere al raggiungimento di un certo grado di maturità, è il concetto di maturità stesso che cambia a seconda del contesto di riferimento.

L'età adulta determina socialmente l'associazione al maschio il termine di uomo ed alla femmina il termine di donna per sottolineare la piena maturità raggiunta al compimento dell'età giovane.

In biologiaModifica

In biologia un soggetto è considerato adulto quando ha raggiunto, appunto, la capacità riproduttiva. Ciò si verifica nell'uomo con la manifestazione dei caratteri sessuali secondari e l'accrescimento di quelli primari, il che avviene di norma entro i 12-13 anni negli individui di sesso femminile ed entro i 14-15 in quelli di sesso maschile, sebbene tali limiti sono solo orientativi dal momento che il processo di crescita ed è influenzato da numerosi fattori, climatici, ambientali, legati alla maggiore o minore attività fisica e all'alimentazione e, secondo alcuni studiosi, anche psico-somatici.

Nel dirittoModifica

Nel diritto civile un soggetto è considerato adulto quando ha raggiunto la maggiore età, che va dai 16 anni circa (in alcuni paesi anche prima) ai 25 anni a seconda dell'ordinamento giuridico di riferimento della nazione (in alcuni ordinamenti varia a seconda del sesso, in altri, poco strutturati, è legata proprio alla manifestazione dei caratteri sessuali secondari e, in alcuni casi, a riti d'iniziazione). Con la maggiore età o l'emancipazione, nelle tradizioni giuridiche continentali (di diritto positivo), si acquisisce la capacità di agire, ovverosia di compiere atti giuridicamente validi, esercitando autonomamente diritti reali (diritti di cui si è titolari, in astratto, sin dalla nascita, soltanto che li si può esercitare solo mediante rappresentanza di chi esercita la potestà o del giudice tutelare) e compiere negozi giuridici unilaterali (come le disposizioni testamentarie).

In psicologiaModifica

In psicologia un individuo è considerato adulto quando si ritiene che abbia raggiunto il completo sviluppo non solo sessuale o in generale fisico ma anche psichico, pertanto l'età adulta si colloca posteriormente all'adolescenza, un periodo di crescita caratteristico della specie umana, di tipo essenzialmente sociale e la cui durata è influenzata dal contesto, sia a livello micro che a livello macro, tant'è che oggi psicologi e sociologi parlano di una vera e propria dilatazione dell'adolescenza, nell'uno e nell'altro senso: mentre tradizionalmente essa veniva ricompresa nella fascia tra i 13 e i 19 anni, oggi si ritiene cominci addirittura prima della pubertà a causa degli stimoli determinati dai processi di mediazione simbolica, e che duri per molto più tempo rispetto al passato a causa sia di fattori sociali (difficoltà di rendersi indipendenti economicamente al fine di affrancarsi dalla famiglia d'origine, fuoriuscita dalla famiglia d'origine senza creare parallelamente un nuovo nucleo familiare) sia di problematiche soggettive diffuse e almeno in parte determinate dai fattori sociali stessi (mancanza del senso di responsabilità, difficoltà all'autorealizzazione, incertezza verso il futuro, proroga degli stili di vita e dei comportamenti di consumo acquisiti durante la fascia tradizionalmente considerata adolescenziale).

Nella medicinaModifica

In medicina si colloca la fase adulta con l'arresto della crescita, che si ferma appena compiuti i 18 anni, Con il termine del processo di accrescimento inizia la fase di degradazione cellulare, detta di invecchiamento.

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