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Sesso (biologia)

carattere degli organismi che permette di distinguere gli individui appartenenti alla stessa specie in genere maschile o femminile
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La Venere dormiente, tela raffigurante un individuo di sesso femminile

Il sesso, nella biologia, è il carattere che permette, negli organismi viventi a riproduzione gamica, di distinguere gli individui appartenenti alla stessa specie in generi differenti[1][2]. In antropologia e in altre scienze sociali, il termine indica anche il complesso delle attività sessuali o della sessualità.

Il termine deriva dal latino sexum[3] ovvero diviso o separato, questo a significare, in senso comune, la separazione e la distinzione.

Nelle specie che utilizzano la riproduzione sessuata dioica o partenogenetica si distingue fra femmine e maschi. La femmina produce solo gameti femminili. Dal punto di vista morfologico la femmina si differenzia per le caratteristiche tali da consentire lo scambio o la deposizione dei gameti. Le parti anatomiche destinate a questo scopo sono chiamate apparato riproduttivo. Convenzionalmente viene indicata con il simbolo , rappresentazione stilizzata della mano della dea Venere che sorregge uno specchio. Il maschio invece fornisce il gamete maschile. Dal punto di vista morfologico il maschio si differenzia per le caratteristiche tali da consentire lo scambio o la deposizione dei gameti. Le parti anatomiche destinate a questo scopo sono chiamate apparato riproduttivo. Convenzionalmente viene rappresentato con il simbolo , rappresentazione stilizzata dello scudo e della lancia del dio romano Marte.

Simbolo femminile. Rappresenta anche il pianeta Venere, ed è il simbolo chimico del Rame.
Lo scudo e la lancia del dio romano Marte, che è anche il simbolo chimico del Ferro, rappresenta il sesso maschile.

Non necessariamente ha significato di maschio e femmina. Infatti alcune riproduzioni sono sessuali nel senso di ricongiungimento di corredi genetici separati con gameti di identico tipo (isogamia ad esempio in alcune felci a spore uguali - isosporee), e quindi in tal caso non ha senso definire una parte o l'altra come maschile o femminile. Nella coniugazione dei ciliati, ugualmente, si assiste a fenomeni complessi che in genere portano a definire i diversi organismi coinvolti in termini di polarità piuttosto che suddividendoli nei due generi. Ad ogni modo la specializzazione dei gameti, e di conseguenza la specializzazione degli individui che li recano, è risultata vincente nella evoluzione della maggior parte di tutti i metazoi.

La riproduzione sessuale, distinguendola da altre forme come la gemmazione, può essere premiante per il fatto che la separazione in parti e il successivo ricongiungimento del corredo genetico ha favorito enormemente l'evoluzione e lo scambio genetico, aumentando la variabilità.[senza fonte]

Indice

I caratteri sessualiModifica

I caratteri sessuali si distinguono in genitali ed extragenitali, in interni ed esterni.

Le gonadi (negli animali, ovario, testicolo o ovariotestis) e i gonodotti sono caratteri sessuali primari, mentre altre differenze anatomiche nei due sessi costituiscono i caratteri sessuali secondari. Quando sia possibile distinguere il genere di un individuo anche senza esaminarne le gonadi, si parla di dimorfismo sessuale.

In alcuni casi, nello stesso individuo, possono essere presenti caratteristiche sia maschili sia femminili: questo fenomeno viene detto ermafroditismo e si verifica prevalentemente in alcune piante, in molti platelminti ed in alcuni molluschi. In altri organismi, come ad esempio nella cernia, si ha invece l'inversione sessuale, per la quale l'individuo, ad un dato momento, muta di genere. Nei mammiferi solo un numero minoritario di individui sono ermafroditi.

Si distinguono inoltre caratteri esessuali caratteri somatosessuali: i primi si riferiscono a secrezione di ormoni sessuali dalle gonadi, mentre i secondi dipendono dai geni sessuali.

Caratteri sessuali secondariModifica

I caratteri sessuali secondari iniziano a comparire durante la pubertà in seguito alla stimolazione ormonale. Essi compaiono prima nelle femmine, più tardi nei maschi. Quando la crescita fisica è completata, il corpo dell'uomo e della donna presenta diverse differenze.

  • I caratteri maschili sono per esempio: la crescita dei peli e della barba, l'allargamento delle spalle e il rafforzarsi dei muscoli, l'ingrandimento del pene, dei testicoli e della prostata e la comparsa del pomo d'Adamo.

La determinazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Determinazione del sesso.

La determinazione del sesso è il processo biologico mediante il quale si definisce il sesso di un organismo, cioè quella funzione per la quale il nuovo nato assume le caratteristiche di uno dei due sessi. Il sesso di un individuo può essere determinato dal patrimonio cromosomico degli organismi genitori o da alleli autosomici, cioè per ereditarietà; in alcuni animali, invece, può esservi influenza di talune condizioni ambientali.

Nei Mammiferi e in altri animali si ha una delle coppie di cromosomi, detta eterosomica, differenziata per i due sessi.

Per la femmina della specie umana la coppia comprende due cromosomi uguali (XX), nel maschio diseguali (XY). I gameti contengono uno solo di questi cromosomi: l'ovulo un cromosoma X, lo spermatozoo invece un cromosoma X o un cromosoma Y. Per questa ragione il sesso maschile in questi animali viene detto eterogametico, quello femminile omogametico. L'ovulo può essere fecondato da uno spermatozoo recante il cromosoma X o da uno spermatozoo recante il cromosoma Y, ed è il cariotipo risultante dalla fecondazione dell'ovulo a stabilire il sesso del nascituro.

Nello zigote si troverà una coppia cromosomica XX se il nascituro sarà una femmina, oppure una coppia XY se maschio.

Nella femmina dei Mammiferi, negli stadi iniziali dello sviluppo uno dei due cromosomi si inattiva (casualmente) per avere gli stessi livelli fisiologici dei geni espressi nel cromosoma X del maschio (effetto Lyon). Il DNA inattivo del cromosoma X è presente sotto forma di eterocromatina.

Negli uccelli il sesso eterogametico è invece quello femminile, con due cromosomi detti Z e W.

NoteModifica

  1. ^ the definition of sex, su Dictionary.com. URL consultato il 7 aprile 2018.
  2. ^ Otto Weininger, Sex and character, New York : A. L. Burt, 1906. URL consultato il 7 aprile 2018.
  3. ^ (FR) SEXE : Etymologie de SEXE, su www.cnrtl.fr. URL consultato il 7 aprile 2018.

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