Affare Wittorf

L'affare Wittorf è stato un caso scandaloso di appropriazione indebita avvenuto nella Repubblica di Weimar nel 1928. John Wittorf, un funzionario del Partito Comunista di Germania (KPD), era un amico stretto e protégé del segretario del partito Ernst Thälmann. Thälmann cercò di insabbiare la vicenda e fu cacciato dal comitato centrale. Il leader dell'Unione Sovietica Iosif Stalin intervenne e Thälmann fu reintegrato, segnando l'inizio di una purga e il completamento della stalinizzazione del KPD.[1][2]

Il casoModifica

Durante le elezioni federali tedesche del 1928, John Wittorf (1894-1981), un membro del comitato centrale del KPD,[3] si appropriò indebitamente di una somma compresa tra i 1 500 e i 3 000 Reichsmarks dai fondi della campagna del KPD. Il segretario del KPD Ernst Thälmann, che era un amico vicino e promotore di Wittorf, ne venne a conoscenza ma nascose i fatti per ragioni tattiche.[1] Il 26 settembre 1928, dopo che le voci riguardo l'avvenuto ebbero raggiunto la stampa, il comitato centrale espulse Wittorf e altri tre funzionari di Amburgo dal KPD. Thälmann fu sollevato dai suoi incarichi di partito ed accusato di aver coperto le azioni di Wittorf.[4][2]

Stalin, tuttavia, stava cercando di rafforzare la posizione di Thälmann, da lui visto come un alleato e fedele sostenitore delle posizioni in seguito adottate dal VI Congresso dell'Internazionale Comunista.[2] Stalin pensò di poter contare su Thälmann per purgare il KPD di entrambe le sue correnti di destra e di sinistra moderata. Stalin chiese consiglio a Vjačeslav Molotov per gestire il problema dell'estromissione di Thälmann.[2] In un telegramma a Molotov del 1º ottobre 1928, Stalin riconobbe che Thälmann aveva fatto un grosso errore nell'insabbiare la vicenda, ma il leader sovietico difese le sue motivazioni definendole "non egoiste". Stalin affermò che Thälmann stava cercando di evitare uno scandalo al partito, in contrasto con le motivazioni di Arthur Ewert e Gerhart Eisler, membri della fazione conciliatrice all'interno del comitato centrale del KPD. Stalin pensò che costoro avessero posto i propri interessi sopra quelli del partito e del Comintern e vide le loro azioni come "assolutamente prive di attenuanti"(la fazione conciliatrice era quella che cercava un accordo con i socialdemocratici nella lotta antifascista, in contrasto con la linea stalinista che considerava i socialdemocratici come i nemici principali).

Stalin passò quindi all'azione. Il 6 ottobre 1928, il comitato esecutivo del Comintern approvò una risoluzione dove veniva espressa la "completa fiducia politica" in Thälmann, annullando la decisione del KPD presa il 26 settembre e chiedendo ai leader di "liquidare tutte le fazioni all'interno del partito".[2] Nonostante la riluttanza da parte di molti importanti funzionari del partito, il comitato centrale del KPD riabilitò Thälmann come segretario del partito il 20 ottobre 1928. Questo evento segnò l'inizio della purga del KPD[3] della sua fazione di destra e dei moderati Versöhnler(i conciliatori).[2]

L'affare Wittorf fu l'ultima fase della stalinizzazione del KPD,[2] che rese Thälmann succube a Stalin e che distrusse la dialettica all'interno del KPD. La vicenda garantì l'impegno di Thälmann e del partito alla linea generale che mirava a diffamare i socialdemocratici come socialfascisti, contribuendo in modo non insignificante al declino del KPD.[2] Stalin usò la vicenda per trasformare il Comintern in un suo strumento e neutralizzare i reali e presunti oppositori politici.

Riscoperta dopo il crollo dell'Unione SovieticaModifica

Nella Repubblica Democratica Tedesca, formata dopo la seconda guerra mondiale nella zona di occupazione sovietica, Thälmann veniva considerato come un padre fondatore,[2] nonostante il fatto che non fosse sopravvissuto alla prigionia nel campo di concentramento di Buchenwald.[4] L'affare Wittorf veniva distorto o semplicemente non discusso.[2] Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, gli archivi del Comintern e del comitato centrale del PCUS sono diventati accessibili agli storici occidentali, rivelando molte notizie sull'affare Wittorf e il modo in cui Stalin aveva manipolato il Comintern e il KPD.[2]

NoteModifica

  1. ^ a b Michael Krejsa, Wo ist John Heartfield? in Günter Feist, Eckhart Gillen e Beatrice Vierneisel, Kunstdokumentation SBZ/DDR 1945-1990: Aufsätze, Berichte, Materialien, Museumspädagogischer Dienst Berlin in Zusammenarbeit mit der Stiftung Kulturfonds, 1996, p. 112, ISBN 3770138465.
  2. ^ a b c d e f g h i j k (DE) Volker Ullrich, Stalins treue Vasallen. "Die Thälmann-Affäre 1928: Eine Schlüsselepisode in der Geschichte des Kommunismus", in Die Zeit, n. 21, 15 maggio 2003.
  3. ^ a b Branko M. Lazić e Milorad M. Drachkovitch, Biographical dictionary of the Comintern, Hoover Press Publication, 1986, p. 466, ISBN 9780817984038.
  4. ^ a b (DE) Biographie: Ernst Thälmann, 1886-1944, su Deutsches Historisches Museum (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2012).

BibliografiaModifica

  • Friedrich Firsow: Das Eingreifen Stalins in die Politik der Kommunistischen Partei Deutschlands. In: Klaus Schönhoven, Dietrich Staritz (Hrsg.): Sozialismus und Kommunismus im Wandel. Hermann Weber zum 65. Geburtstag. Bund, 1993, pp. 174–187 (DE)
  • Michael Krejsa, Wo ist John Heartfield? in Günter Feist, Eckhart Gillen e Beatrice Vierneisel, Kunstdokumentation SBZ/DDR 1945-1990: Aufsätze, Berichte, Materialien, Museumspädagogischer Dienst Berlin in Zusammenarbeit mit der Stiftung Kulturfonds, 1996, p. 112, ISBN 3770138465.
  • Hermann Weber, Die Wandlung des deutschen Kommunismus. Die Stalinisierung der KPD in der Weimarer Republik, vol. 2, Europäische Verlagsanstalt, 1971, ISBN 3-434-45008-4.