Alberto Cavallone

regista e sceneggiatore italiano

Alberto Cavallone (Milano, 28 agosto 1938Roma, 12 novembre 1997) è stato un regista cinematografico e sceneggiatore italiano.

BiografiaModifica

Esordisce nel 1959 con il documentario, oggi perduto, La sporca guerra;[1] gira poi nel 1964 il film drammatico Lontano dagli occhi, cui partecipa il jazzista Lino Patruno, che firma anche la colonna sonora insieme a Gianni Saintjust. Mai distribuito all'epoca, Lontano dagli occhi è riemerso nell'aprile del 2021, trasmesso dal Canale 34 con il titolo N come negrieri. La rititolazione si deve ad alcuni documenti ministeriali dell'epoca, sui quali la Eurolab, che ha curato il trasferimento dei materiali del film, si è basata[senza fonte]. Nel 1968 Cavallone realizza Le salamandre, una sorta di giallo erotico ambientato in Tunisia, storia di un amore saffico tra una modella nera e una fotografa bianca tra le quali si inserisce un medico francese.[2]

Nel 1970 esce Dal nostro inviato a Copenaghen, la storia di due marines che dopo aver combattuto in Vietnam si rifugiano a Copenaghen; uno fa il modello per fumetti pornografici, l'altro di fatto impazzisce e dopo un tentato omicidio viene affidato ai servizi sociali che tentano di sfruttare il suo caso come materia di studio. Nel 1971 firma Quickly ...spari e baci a colazione, una pellicola a metà tra il poliziottesco ante litteram ed il noir. Si tratta di un'operazione di riutilizzo di parte del precedente materiale girato da Cavallone per un film rimasto incompiuto, dal titolo Il ragazzo che fece fumare il Vesuvio. Del 1973 è Afrika, una storia di omosessualità e violenza, film a lungo ritenuto perduto ma in seguito ritrovato[3]. Dopo avere curato i dialoghi italiani di Esotika Erotika Psicotika, Cavallone firma Zelda, un film erotico del 1974, con protagonista Maria Pia Luzi, in arte Jane Avril,[1] allora sua compagna.

Nel 1977 gira L'uomo, la donna e la bestia - Spell (Dolce mattatoio), ambientato nella periferia romana, mettendo in scena le storie di vari personaggi: un pittore e la sua pazza moglie, una giovane prostituta, un macellaio con moglie infelice e figlia incinta. Il precario equilibrio viene sconvolto dall'arrivo di un vagabondo, il tutto condito da un finale a sorpresa. Così ne saluta l'uscita in DVD il Corriere della Sera: “La follia devasta un paese di provincia. Il manifesto cita Max Ernst. Le immagini omaggiano Bataille e L'origine du monde di Courbet, che nel 1977 non conosceva nessuno."

Nel 1978 firma Blue Movie, la storia di un fotografo di modelle che decide di iniziare a fotografare solo oggetti inanimati; lo asseconda una modella (Dirce Funari) stanca della sua bellezza, che si lascia trattare da oggetto inanimato, e una segretaria (Leda Simonetti), sua complice. Nel 1980 il regista firma Blow Job - Dolce lingua, la storia di un uomo e di una donna che fuggono da un albergo, si trovano in un ippodromo dove incontrano una strega, che li condurrà a un castello dove le loro identità si confonderanno in un gioco di specchi con accenti horror. Nello stesso anno arriva La gemella erotica, un film che Cavallone lasciò a metà[4]; la storia narra di due gemelle uguali d'aspetto ma di diversa moralità. Seguono una serie di pellicole per il mercato del porno e del soft-core. Nel 1983 il regista firma il suo ultimo lungometraggio di fiction, I padroni del mondo, girato a Gran Canaria.

I film scomparsi e incompiutiModifica

Cavallone ha scritto e diretto anche un film rimasto inedito, intitolato Maldoror e girato tra Viareggio, Livorno Roma e la Turchia nel 1975. La rivista cinematografica Nocturno ha fornito diversi dettagli nel tempo sul film, intervistando persone presenti sul set e ricostruendo le vicende produttive della pellicola.[5] Del film attualmente rimangono, oltre alla sceneggiatura, un pugno di foto di scena, pubblicate da Nocturno.

Tra le scene presenti nella pellicola: una processione con crocifisso fallico, una ragazza che viene partorita da una mucca tra sangue e carne, un bimbo che esplode ingozzandosi di merendine, un matrimonio con parroco che taglia le lingue degli sposi al momento della comunione[6].

Del 1984 è la produzione di Carillon, un film hard.[7]

FilmografiaModifica

CinemaModifica

RegistaModifica

SceneggiatoreModifica

TelevisioneModifica

RegistaModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Alberto Cavallone, su mymovies.it.
  2. ^ (EN) Roberto Curti, Alberto Cavallone - A one-of-a-kind figure amidst Italian cinema, su Offscreen.com.
  3. ^ Afrika, su Il Sole 24 ORE.
  4. ^ (EN) Roberto Curti, Alberto Cavallone: Story of an Eye, su Esotika Erotica Psychotica.
  5. ^ Massimiliano Speri, Bogazzi/Gasparotti - Extrema Ratio, su OndaRock. URL consultato il 5 maggio 2019.
  6. ^ Alessandro Cariello, I giorni di Maldoror, su Davide Pulici (a cura di), Nocturno, 13 novembre 2009. URL consultato il 9 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2010).
  7. ^ Gordiano Lupi, Alberto Cavallone: lavori incompiuti e dispersi, su Il salto della quaglia, 9 settembre 2020.

BibliografiaModifica

  • Davide Pulici e Manlio Gomarasca, Controcorrente: il cinema milanese di Eriprando Visconti, Cesare Canevari, Alberto Cavallone, Gorgonzola, Cinema bis communication, 2004.
  • (EN) Roberto Curti, Mavericks of Italian Cinema. Eight Unorthodox Filmmakers, 1940s - 2000s, McFarland, 2018, ISBN 9781476672427.
  • Davide Pulici, www.gambala.com - La vita e le opere di Alberto Cavallone, Nocturno, 2020.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN95348889 · ISNI (EN0000 0000 7144 9519 · GND (DE137569858 · BNF (FRcb16105897s (data) · WorldCat Identities (ENviaf-95348889