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Alberto Lembo

Presidente della XIII Commissione (Agricoltura) della Camera dei deputati
Durata mandato 7 giugno 1994 –
29 maggio 1996
Presidente Irene Pivetti
Predecessore Francesco Bruni
Successore Francesco Ferrari

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XII

- XIII

Gruppo
parlamentare
Lega Nord, poi Alleanza Nazionale dall'ottobre 1999
Coalizione XII:

Polo delle Libertà

XIII:

Nessuna

Circoscrizione Veneto 1
Collegio 11-Arzignano
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Alleanza Nazionale (1999-2001)

In precedenza:

Lega Nord (1994-1999)

Titolo di studio Laurea in Scienze Politiche
Professione Giornalista

Pubblicista

Imprenditore

Alberto Lembo (Zevio, 28 luglio 1944) è un imprenditore, giornalista e politico italiano.

BiografiaModifica

Laureato in scienze politiche, dal 1977 è giornalista pubblicista[1]. Collaboratore di vari periodici a partire dal 1973, ha scritto un grande numero di articoli a sfondo storico. È altrettanto attivo come conferenziere. È studioso di storia militare e per il Museo storico italiano della guerra di Rovereto ha allestito due esposizioni su decorazioni e distintivi militari, curandone i cataloghi di mostra[2].

Dal 1994 al 2001 è stato parlamentare alla Camera dei deputati. Oltre agli altri compiti istituzionali, anche in questa veste si è occupato di onorificenze, partecipando alla Commissione consultiva per gli ordini cavallereschi non nazionali istituita presso il Ministero degli affari esteri e presiedendo, dal 2004, la Commissione di studio e aggiornamento per le onorificenze e le benemerenze della Repubblica della Presidenza del Consiglio. L'archivio personale politico è stato da lui donato alla Biblioteca civica Bertoliana di Vicenza[3].

È cavaliere di grazia magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta.

PoliticaModifica

Eletto alla Camera dei Deputati per la XII legislatura nel 1994, è stato presidente della Commissione Agricoltura. Rieletto per la XIII legislatura nel 1996, ha fatto parte della Giunta per il Regolamento e del Comitato per la legislazione, del quale è stato presidente[4].

Il 23 aprile 1995 è stato il candidato della Lega Nord per la Presidenza della Regione Veneto, ottenendo circa il 17,5%.

Alle elezioni provinciali del 6-7 giugno 2009, è stato candidato con la Democrazia Cristiana, nel collegio Padova I, dove la lista, coalizzata con PdL, LN e Partito Pensionati-AUA, ha ottenuto lo 0,68% dei voti.

Ha fatto parte della Lega Nord, della quale è stato vicecapogruppo alla Camera nel 1996, successivamente di Alleanza Nazionale, poi della Democrazia Cristiana. Collabora con Alleanza Monarchica.

Opere a stampaModifica

  • Mondialismo e resistenza etnica, Edizioni di Ar, Padova 1999
  • Onore al merito. Onorificenze e decorazioni nella Prima guerra mondiale, Museo storico italiano della guerra, Rovereto 2005
  • Kappenabzeichen. I distintivi militari austro-ungarici 1914-1918, Museo storico italiano della guerra, Rovereto 2007 con la collaborazione di Siro Offelli
  • Il tenente von H., Aletti, Villalba di Guidonia 2010
  • Elena di Leopoli, Aletti, Villalba di Guidonia 2011
  • Anna Erizzo, Venexiana, Aletti, Villalba di Guidonia 2011
  • Stars and bars, Aletti, Villalba di Guidonia 2012
  • Contarina. Una donna del '500, Editori Veneti, Noventa Vicentina (Vi) 2012

NoteModifica

  1. ^ Scheda dell'iscritto, su ordinegiornalisti.veneto.it. URL consultato il 15 luglio 2016. Dall'albo ufficiale dei giornalisti del Veneto
  2. ^ Alberto Lembo biografia, su zam.it. URL consultato il 15 luglio 2016. Scheda biografica dal sito letterario Zam.it
  3. ^ Cerimoniale e onorificenze nella Repubblica Italiana. Incontro pubblico venerdì 27 gennaio in sala Stucchi con la presenza dell'ambasciatore Stefano Rocca, Capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica, e Alberto Lembo, già deputato al Parlamento, su comune.vicenza.it. URL consultato il 15 luglio 2016. Notizia del 26 gennaio 2012 dal sito ufficiale della Città di Vicenza
  4. ^ LEMBO Alberto. La scheda personale, su leg13.camera.it. URL consultato il 15 luglio 2016.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN68605379 · ISNI (EN0000 0000 4467 0883 · LCCN (ENno2002091204 · WorldCat Identities (ENno2002-091204