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Aldo Fiorini
Aldo Fiorini uniforme.jpg
4 Marzo 1916 – 16 Novembre 1940
Nato aAncona
Morto aVizakulit (Albania)
Cause della mortecaduto in combattimento
Dati militari
Paese servitoItalia
Forza armataFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
ArmaFanteria
Corpo5º Reggimento bersaglieri
Anni di servizio1940
GradoSottotenente di complemento
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna italiana di Grecia
Decorazionivedi qui
voci di militari presenti su Wikipedia
Aldo Fiorini nel periodo trascorso all'Accademia di Educazione Fisica della Farnesina
Cartolina postale n°83 della serie "Le Medaglie d'Oro di questa guerra"
Attestato del Ministero della Guerra

Aldo Fiorini (Ancona, 4 marzo 1916Vizakulit (Albania), 16 novembre 1940) è stato un militare italiano. Sottotenente nel 5º Reggimento Bersaglieri della Divisione Corazzata “Centauro”, ha combattuto sul fronte greco durante la seconda guerra mondiale. Decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

Indice

BiografiaModifica

Aldo Fiorini nasce ad Ancona il 4 Marzo 1916 e muore da valoroso sulle alture di Vizakulit, in Albania, il 16 Novembre 1940. È vissuto appena 24 anni, ma ha lasciato un ricordo indelebile fra i tanti amici e parenti grazie alla sua coinvolgente simpatia e vitalità. Fin da ragazzo ha sviluppato la passione sportiva impegnandosi nelle competizioni attraverso la corsa e il valore agonistico. Nell'ambiente calcistico fece parte della "Società Sportiva Enzo Andreanelli" per poi passare titolare nella prima squadra di Ancona, la "Unione Sportiva Anconetana", diventandone un idolo e riscuotendo incondizionati applausi per la sua bravura e serietà. Dopo il diploma dell'Istituto Magistrale, si trasferì a Roma per conseguire il titolo di Professore di Educazione Fisica presso l'Accademia della Farnesina.

Rientrato ad Ancona, fece parte per alcuni anni del corpo docente dell'Istituto Tecnico Commerciale "Benvenuto Stracca" ubicato in Via Podesti (oggi trasferito in altra sede e denominato "Savoia-Benincasa"). Fu a seguito della Seconda Guerra Mondiale che, richiamato alle armi, fu promosso Sottotenente nel 5º Reggimento Bersaglieri della Divisione Corazzata "Centauro". Il 28 ottobre del 1940, con il suo Reggimento, si imbarcò a Brindisi per partecipare alle operazioni belliche sul fronte greco-albanese.

Nonostante i bollettini di guerra minimizzassero, per ragioni politiche, le enormi difficoltà dovute alle asperità del terreno e alla carenza dei mezzi, i combattimenti furono molto cruenti e i nostri bersaglieri furono costretti a difendersi strenuamente per resistere alle offensive delle truppe greche che si prefiggevano di raggiungere la città di Valona. Fu una tremenda carneficina, con un continuo succedersi di assalti e contrassalti che diedero luogo a numerosi episodi di eroismo individuale e collettivo. In quel freddo mese di novembre, il 5º Reggimento Bersaglieri, decimato numericamente, fu costretto a retrocedere rischiando di essere accerchiato e sovrastato dal nemico. A seguito di questi drammatici avvenimenti, Aldo Fiorini si offrì volontario, con il suo plotone, per proteggere la dolorosa ritirata dei commilitoni e resistere fino alla estreme conseguenze. La sera del 16 novembre, terminate le munizioni, Aldo Fiorini decise di salvare la vita ai suoi soldati facendoli ripiegare nelle retrovie e di affrontare da solo l'avanzata del nemico. Votandosi al sacrificio, uscì al contrattacco con l'utilizzo delle residue bombe a mano riuscendo a mettere in fuga il nemico, ma venne purtroppo troncato da una raffica di mitragliatrice mentre lanciava il suo ultimo grido di battaglia. Un nobilissimo gesto eroico, altruistico ed umano, doverosamente riconosciuto dal Ministero della Guerra che provvide, in data 17 settembre 1941, a conferirgli, alla memoria, la Medaglia d'Oro al Valor Militare[1].

Da quel momento, la famiglia Fiorini ha voluto che la Medaglia d'Oro fosse portata, nelle ricorrenze nazionali e nelle manifestazioni ufficiali, dalla sorella gemella Alda e, dopo la sua morte, dal nipote dr. Aldo Fiorini Campi. Con l'inaugurazione del nuovo anno scolastico, il 16 novembre 1953 venne collocato nel cortile dell'Istituto "Stracca", a memoria del suo docente, un basamento in marmo sormontato da una erma bronzea raffigurante Aldo Fiorini. Alla solenne cerimonia, presenti le massime autorità civili e militari, il Provveditore agli Studi, prof. Rocco Fedele, ricordò la figura dell'eroe anconetano come esempio di onestà, di dovere e soprattutto di solidarietà umana. Dopo ventidue anni dal suo sacrificio, il 17 marzo 1962 i resti di Aldo Fiorini furono riportati finalmente ad Ancona tra l'abbraccio commosso della popolazione. Solo l'Amministrazione Comunale di allora non sentì il dovere di tributare i massimi onori ad un eroe caduto nel compimento del suo dovere. Infatti, il mesto corteo militare, accompagnato da labari e da bandiere tricolori, si sciolse in Via Giannelli, a fianco del Municipio, senza avere l'onore di passare lungo la via principale di Ancona, Corso Garibaldi; un privilegio concesso invece ad altri personaggi anconetani.

Nel 2017, nell'ambito del concorso scolastico "Pietre della Memoria"[2] indetto dalla Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di guerra (ANMIG), l'Istituto Tecnico Commerciale "Savoia-Benincasa", dove viene ancora conservata l'erma e la lapide, ha realizzato un interessante documentario sulla figura di Aldo Fiorini. La ricerca storica, grazie all'impegno di docenti e di allievi, ha permesso di richiamare alla memoria, soprattutto per le nuove generazioni, un gesto eroico da ricordare per il suo elevato valore umano e patriottico. Le immagini simboliche dell'estremo atto valoroso di Aldo Fiorini sono state anche raffigurate e inserite in una serie di cartoline postali editate e poste in vendita nell'immediato dopoguerra. In memoria di Aldo Fiorini è stata intitolata una via nella città di Ancona, una Scuola Primaria nel comune di Barbara e la sezione anconetana dell'Associazione Nazionale Bersaglieri.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
««Comandante di un plotone bersaglieri, guidava il reparto per più giorni di combattimento con eroico valore e successivamente resisteva a rinnovati attacchi di forze soverchianti fino ad esaurire le dotazioni di munizioni. Incaricato con pochi valorosi di proteggere il ripiegamento della compagnia, consapevole dell'importanza e difficoltà del compito ricevuto, con fiero sentimento del dovere militare, attendeva, votato al sacrificio, il nemico. Nella lotta che se ne seguiva, si lanciava decisamente al contrassalto e riusciva con sole bombe a mano e con indomito ardimento a volgere in fuga l'avversario. Mentre fiero del successo lanciava orgoglioso il grido di vittoria, veniva abbattuto da una raffica di mitragliatrice. Fulgido esempio delle più nobili e gloriose tradizioni militari italiane.»»
— (Vizakulit, Albania, 16 Novembre 1940)

NoteModifica