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Alessandro Specchi

architetto e incisore italiano

BiografiaModifica

Allievo di Carlo Fontana, Specchi si specializzò subito anche come incisore, producendo diverse serie di vedute della città di Roma (Nuovo teatro dei palazzi di Roma, 1699). Sue sono anche le incisioni della monumentale opera a stampa del Tempio Vaticano dello stesso Carlo Fontana (1694).

Fin dal principio l'architettura di Specchi si mostrò ricettiva nei confronti degli stimoli dell'arte borrominiana. La sua prima opera fu la sistemazione urbanistica del Porto di Ripetta, caratterizzato da una pittoresca gradinata a linee concave e convesse digradanti verso il Tevere, distrutta per costruire i nuovi argini del fiume dopo l'Unità d'Italia e sostituita dal Ponte Cavour.

Agli inizi del XVIII secolo, lo Specchi fornì il progetto originale per il palazzo del Collegio Raffaello a Urbino, anche se non venne interamente rispettato, perché fu ritenuto eccessivamente oneroso e per questo vennero apportate diverse modifiche.

Accolto nel 1711 all'Accademia di San Luca.

 
Palazzo de Carolis

Dal 1714 al 1728, lo Specchi costruisse il suo capolavoro del Palazzo De Carolis al Corso per Livio De Carolis.

Già nel 1717, Specchi aveva preparato un disegno per la Scalinata di Piazza di Spagna. Complicazioni diplomatici circa la giurisdizione sul sito tra la Francia e il Papato impedivano l'esecuzione del suo progetto e la scalinata fu construito qualche anno dopo da Francesco De Sanctis, chi communque aveva preso ispirazione di soluzioni architettonici dello Specchi.[1]

Altre sue opere sono il Palazzo Pichini-Gallo, in piazza Farnese, caratterizzato da una bella scalinata, la fontana De Carolis a Frosinone, e la prima sistemazione delle Scuderie del Quirinale, un tempo caratterizzate da una scenografica doppia rampa curvilinea digradante verso la piazza, abolita durante le profonde alterazioni del XIX secolo.

Altre opereModifica

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Tommaso Manfredi, Specchi, Alessandro, in: Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 93 (2018).

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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