Paolo Portoghesi

architetto e saggista italiano

Paolo Portoghesi (Roma, 2 novembre 1931) è un architetto e teorico dell'architettura italiano, esponente della corrente del Postmodernismo.

Paolo Portoghesi nel 1986 (Conferenza su piazza Esedra e la sua storia)

BiografiaModifica

Figlio di un ingegnere, è cresciuto nel rione Pigna del centro storico della capitale, nel cuore della Roma barocca, sua principale fonte d'ispirazione estetica[1].

Nel 1950 si iscrive alla Facoltà di Architettura della Sapienza - Università di Roma; ancora studente, pubblica la prima monografia su Guarino Guarini e alcuni saggi su Francesco Borromini, che resterà un riferimento costante in tutta la sua opera. Dopo lessersi laureato nel 1957, nel 1961 si iscrive al Partito Socialista Italiano, in cui militerà fino allo scioglimento dello stesso[2], facendo parte, durante la segreteria di Bettino Craxi, anche dell'Assemblea nazionale del PSI[3]. L'anno seguente inizia ad insegnare Storia della critica alla facoltà di Architettura a Roma, collaborando con Bruno Zevi alla realizzazione della imponente mostra su Michelangelo architetto. Nel 1964 fonda uno studio insieme all'ingegnere Vittorio Gigliotti, con cui realizzerà la maggior parte dei progetti della sua carriera[4]. Nel 1966 fonda la rivista Controspazio, di cui rimarrà direttore fino al 1983; successivamente dirigerà il Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica (1968) e le riviste Itaca (1977), Eupalino (1985/90), Materia (dal 1990) e Abitare la Terra (dal 2001).

Prima con Casa Baldi del 1960 (ispirata ai ruderi romani[1]) e in seguito con Casa Papanice del 1968, sembra anticipare i temi del movimento postmoderno in Architettura, corrente di cui diverrà poi, fra gli anni settanta e ottanta, capofila in Italia. Preside della facoltà di architettura del Politecnico di Milano nel 1968, in seguito ai moti del Sessantotto viene sospeso dall'insegnamento insieme ad altri colleghi[1].

Nel 1976 pubblica il saggio Le inibizioni dell'architettura moderna, le cui riflessioni saranno alla base di quello che negli anni seguenti diventerà l'approccio postmoderno italiano in architettura[5].

Studioso della cultura islamica e vicino al mondo arabo[1], negli anni settanta progetta il Palazzo dei reali di Giordania ad Amman, l'aeroporto e il piano regolatore di Khartum[1] e, successivamente, le Moschee di Roma (in collaborazione con Vittorio Gigliotti e l'architetto Sami Mousawi) e di Strasburgo.

La Strada Novissima e Il movimento postmoderno in ItaliaModifica

 
Paolo Portoghesi con il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione dell'inaugurazione del Teatro Politeama di Catanzaro

Nel 1979 viene eletto direttore della Biennale di Venezia. Nello stesso anno dà incarico ad Aldo Rossi di costruire il Teatro del Mondo su un natante ormeggiato nel bacino di San Marco, che veleggerà poi fino a Ragusa. Nel 1980 la Biennale da lui diretta vede protagonista l'installazione Strada Novissima in cui venti architetti di fama internazionale, tra cui Frank Gehry, Rem Koolhaas, Charles Moore, Hans Hollein e Franco Purini, furono chiamati a disegnare venti facciate contigue, ognuna di 7 metri di larghezza, con un'altezza che poteva variare da un minimo di 7,20 metri ad un massimo di 9,50 metri. L'evento ha molto clamore mediatico e diventa il manifesto italiano dell'Architettura postmoderna, di cui Portoghesi resterà il principale e più famoso sostenitore in Italia per tutti gli anni ottanta. A tal riguardo ha scritto i saggi Dopo l'architettura moderna e Postmodern: l'architettura nella società post-industriale. Portoghesi non ha rifiutato i canoni del Movimento Moderno nella sua interezza, ma si pone piuttosto all'interno di quel variegato mondo del razionalismo italiano fatto di molte sfaccettature anche contrastanti.

Nel 1981 torna a insegnare nella facoltà di Architettura di Roma[1].

Autore di diverse opere di una certa notorietà, fra le quali la rifunzionalizzazione del borgo di Calcata (nella Valle del Treja), ha operato anche nella ricerca storiografica di settore ed è critico d'arte. È uno studioso del Barocco romano e in particolare di Borromini. Per i meriti conseguiti nell'ambito della sua attività professionale e culturale, è stato nominato membro dell'Accademia delle arti del disegno di Firenze, dall'Accademia di San Luca e dell'Accademia dei Lincei a Roma e dell'American Institute of Architects.

Sempre a Calcata (VT) ha progettato tra il 1990 e il 2008 il grande parco della sua villa, in cui confluiscono tutte le forme tipiche dell'architettura di Portoghesi e che ospita anche la sede del suo studio e la vasta biblioteca personale, collocata in alcuni edifici ristrutturati.

La geoarchitetturaModifica

Negli ultimi anni della sua attività, abbandonata ormai la moda postmoderna, Portoghesi concentra la sua attenzione su quella che, citando Le Corbusier, chiama geoarchitettura.

In linea con la teoria della decrescita di Serge Latouche, Portoghesi definisce la geoarchitettura come un'architettura "umanistica" che rispetta sette criteri fondamentali: imparare dalla natura, confrontarsi con il luogo, imparare dalla storia, impegnarsi nell'innovazione, attingere alla coralità, tutelare gli equilibri naturali e contribuire alla riduzione dei consumi. Sul tema pubblica nel 2005 il saggio Geoarchitettura. Verso un'architettura della responsabilità e fonda la rivista Abitare la terra. Nel 2007 presso la Facoltà di Architettura della Sapienza viene attivato il corso di Geoarchitettura da lui tenuto, in qualità di professore emerito.

Nel 2021, in omaggio ai novant'anni di Portoghesi e a quelli di Monica Vitti, l'immagine dell'attrice affacciata a Casa Papanice è stata proiettata all'interno e all'esterno di edifici di cultura in 4 continenti.[6]

Elenco parziale delle opereModifica

 
Interno della Moschea di Roma, 1974
 
La Chiesa nuova di Calcata
 
Il Teatro Politeama a Catanzaro, 2002
 
La sistemazione di Piazza San Silvestro a Roma, 2012
 
Casa Papanice Una tra le più significative opere di Paolo Portoghesi nell'ambito dell'edilizia residenziale, realizzata tra il 1966 e il 1968 in collaborazione con l'ingegnere Vittorio Gigliotti.
 
Cine-Teatro-Auditorium Parmenide, Paolo Portoghesi e Vittorio Gigliotti, porte di Angelo Casciello, Ascea Marina, Ascea

Elenco parziale degli scrittiModifica

  • Guarino Guarini (1956)
  • Michelangelo architetto (1964) in collaborazione con Bruno Zevi
  • Roma Barocca (1966)
  • Francesco Borromini (1967)
  • Dizionario Enciclopedico di Architettura ed Urbanistica (1969)
  • Roma del Rinascimento (1970)
  • Le inibizioni dell'architettura moderna (1974)
  • Album del Liberty (1975) con Giovanna Massobrio
  • Album degli anni Venti (1976)
  • Album degli anni Cinquanta (1977)
  • Album degli Anni Trenta (1978)
  • Dopo l'architettura moderna (1980)
  • Leggere l'architettura (1981)
  • Postmodern: l'architettura nella società post-industriale (1982)
  • Giovan Battista Filippo Basile (1825-1891) (1995) con Salvo Lo Nardo
  • Victor Horta (1996) con Franco Borsi
  • I grandi architetti del 900 (1998)
  • Architettura e natura (1999)
  • Geoarchitettura. Verso un'architettura della responsabilità (2005)

Radio RaiModifica

OnorificenzeModifica

  Cavaliere di Gran Croce Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 14 febbraio 2006
  Commendatore dell'Ordre des Arts et des Lettres
— Parigi, 1988
  Cavaliere della Legion d'onore
— Parigi, 2010

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Paolo Mieli, Io, cioè l'Architettura, in vari, L'Espresso 1955/'85 - 30 anni di cultura, a cura di Valerio Riva, Trent'anni di cultura, parte seconda, L'Espresso S.p.A., 1985, pp. 97-112.
  2. ^ Migrazione e Architettura: intervista a Paolo Portoghesi, su AGORÀ magazine, 1º febbraio 2019. URL consultato il 7 maggio 2022.
  3. ^ ECCO TUTTI I VIP DEL GAROFANO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 7 maggio 2022.
  4. ^ Christian Norberg-Schulz, Architetture di Paolo Portoghesi e Vittorio Gigliotti, Officina 1982
  5. ^ Gioia Seminario, Paolo Portoghesi: teorie, ricerche, sperimentazioni, 1º gennaio 2008. URL consultato il 7 maggio 2022.
  6. ^ Articolo su Ansa, su ansa.it, ANSA.
  7. ^ Casa Papanice compare nel film di Ettore Scola Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca), con la protagonista, Adelaide Ciafrocchi, interpretata da Monica Vitti, che ci vive per un breve periodo.
  8. ^ Marco Selva, Relazione di prefattibilità tecnica - Colonia Marina di Cesenatico (PDF), su inps.it, 29 gennaio 2008. URL consultato il 7 ottobre 2022.
  9. ^ Centro residenziale-terziario Leon Battista Alberti, edifici con appartamenti, Portoghesi Paolo, Brega Pietro, , Checchi Maurizio, Rimini, via Flaminia, località Colonnella,, su bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 7 ottobre 2022.
  10. ^ Letto Ulisse, su books.google.it (pag.1990)

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Controllo di autoritàVIAF (EN7944371 · ISNI (EN0000 0001 1740 8502 · SBN CFIV001036 · BAV 495/122119 · ULAN (EN500032359 · LCCN (ENn79021328 · GND (DE120217430 · BNE (ESXX898025 (data) · BNF (FRcb120193250 (data) · J9U (ENHE987007266611105171 · WorldCat Identities (ENlccn-n79021328