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Alpinia galanga

specie di pianta della famiglia Zingiberaceae
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Alpinia galanga
Maranta galanga Ypey51.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Zingiberidae
Ordine Zingiberales
Famiglia Zingiberaceae
Genere Alpinia
Specie A. galanga
Nomenclatura binomiale
''Alpinia galanga''
(L.) Willd.

La galanga (Alpinia galanga (L.) Willd.), è una pianta erbacea della famiglia delle Zingiberaceae (la stessa famiglia dello zenzero e del cardamomo) originaria del sud-est asiatico.

Indice

DenominazioniModifica

 
Rizomi di galanga.

In Indonesia la varietà maggiore è conosciuta come Laos mentre la varietà minore è denominata Kecur, Khaa in Thailandia e Laos, e Lengkaus in Malaysia.[1]

AspettoModifica

La pianta si sviluppa da un rizoma simile a quello dello zenzero, con foglie grandi e abbondanti e frutti rossi. La varietà minore raggiunge il metro di altezza e produce piccoli fiori striati di rosso, mentre la varietà maggiore raggiunge anche i 2 metri d'altezza.

StoriaModifica

La galanga era conosciuta già nell'antico Egitto, e impiegata per fumigazioni. Venne introdotta in Europa nel medioevo, ma è andata col tempo in disuso al di fuori del sudest asiatico.[1]

UsiModifica

In cucinaModifica

È usata soprattutto in gastronomia come spezia per insaporire le pietanze, in particolare nella cucina tailandese e indonesiana, il suo rizoma ha un odore pungente e un gusto dolce. È uno degli ingredienti base delle zuppe thailandesi tom yam e tom kha kai. Nel medioevo veniva utilizzata, insieme ad altre spezie, per la preparazione dell'Ippocrasso, un vino liquoroso speziato, molto apprezzato sia dal popolo che dagli aristocratici del tempo.

In medicinaModifica

Nel sudest asiatico si prepara un tonico con succo di limetta e galanga grattugiata. È usata nella medicina orientale come rimedio per il catarro e altri problemi respiratori.[1] I frutti sono impiegati nella medicina tradizionale cinese.

ProdottiModifica

Dal 1777 è uno degli ingredienti dell'amaro Petrus.

NoteModifica

  1. ^ a b c Il libro completo delle spezie (The complete boock of spieces), Jill Norman (1990) [Trad. Simonetta Bertoncini] - ISBN 88-402-9198-9

Voci correlateModifica

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