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Angelo Cambiaso
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricopertiVescovo di Albenga
 
Nato13 giugno 1865
Ordinato presbitero21 settembre 1889
Nominato vescovo22 gennaio 1915
Consacrato vescovo21 marzo 1915
Deceduto6 gennaio 1946
 

Angelo Cambiaso (Genova, 13 giugno 1865Albenga, 6 gennaio 1946) è stato un vescovo cattolico italiano.

BiografiaModifica

Dopo gli studi liceali, filosofici e teologici, divenne sacerdote dell'Arcidiocesi di Genova il 21 settembre 1889. Dapprima vice parroco e poi nominato cappellano di una comunità di religiose a Ronco Scrivia, divenne infine parroco di Bavari, di Murta e, successivamente, dell'importante parrocchia di Arenzano. Sensibile verso l'incipiente dottrina sociale della Chiesa, proposta nel magistero dell'allora pontefice Leone XIII, ad Arenzano, durante una controversia fra i padroni dei pescherecci ed i pescatori, difese le ragioni dei più poveri di questi ultimi, vedendosi bruciato per rappresaglia il calesse. Nominato canonico della Basilica di Carignano in Genova, il 22 gennaio 1915 papa Benedetto XV lo designò vescovo di Albenga; consacrato il 21 marzo a Genova dall'arcivescovo Ludovico Gavotti, fece l'ingresso nella diocesi ingauna poco prima dell'inizio del grande conflitto mondiale. Nel 1918, travisando il senso spirituale delle parole di una sua lettera pastorale, intitolata "Perché non s'intese il segnale del Cielo che ci chiama a Dio", fu processato, primo vescovo dopo l'unità d'Italia, a causa del clima bellico e per l'anticlericalismo allora forte, per "disfattismo in tempo di guerra"; assolto dall'accusa con formula piena dalla Corte d'Appello di Genova pochi mesi prima della fine della guerra, gli fu conferita l'anno successivo dal Governo italiano una medaglia per meriti patriottici. Nel 1924 diede inizio alla costruzione del nuovo seminario diocesano, sul lungomare di Albenga e poi, terminata la costruzione nel 1928, promosse la formazione di un'intera generazione nuova di docenti che accrebbero il livello degli studi liceali (aperti anche ai giovani della città) e filosofico-teologici dei futuri sacerdoti.

Durante la seconda guerra Mondiale fu spesso oppositore all'esercito nazifascista, intervenendo più e più volte per salvare le vite dei prigionieri. Arrivò ad offrire la propria vita in cambio dei 150 ostaggi rastrellati ad Albenga la notte del 28 settembre 1943.[1]

Morì ad Albenga, il 6 gennaio 1946. Sul manifesto di partecipazione del Comune venne scritto:

«il vescovo che visse e morì povero»

Durante il rito funebre, officiato nella chiesa cattedrale di Albenga, dall'Arcivescovo di Genova Monsignor Giuseppe Siri, il Can.co Belgrano, nell'orazione funebre lo salutò con l'appellativo Defensor Civium ("difensore dei cittadini"). Venne sepolto nella cappella del seminario da lui edificato.

NoteModifica

  1. ^ Mario Moscardini, Albenga, dal fascismo alla Repubblica, Albenga, Bacchetta Editore, 2013.

BibliografiaModifica

  • A. Borzacchiello, Mons. Angelo Cambiaso, Albenga, Edizioni Vetta, 1969.
  • Mario Moscardini, Albenga, dal fascismo alla Repubblica, Albenga, Bacchetta Editore, 2013.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN90204295 · ISNI (EN0000 0004 1965 7811 · SBN IT\ICCU\CUBV\031305 · WorldCat Identities (EN90204295