Antonio Novasconi

vescovo cattolico italiano
Antonio Novasconi
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricopertiVescovo di Cremona
(1850-1867)
 
Nato23 agosto 1798 a Castiglione d'Adda
Ordinato presbitero7 ottobre 1821
Nominato vescovo20 maggio 1850 da papa Pio IX
Consacrato vescovo30 giugno 1850 dal cardinale Costantino Patrizi Naro
Deceduto12 dicembre 1867 (69 anni) a Cremona
 
Giuseppe Antonio Novasconi

Senatore del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia
Durata mandato 23 marzo 1865 –
12 dicembre 1867
Legislature dalla VII (nomina 29 febbraio 1860)
Tipo nomina Categoria: 1
Sito istituzionale

Dati generali
Professione Ecclesiastico

Antonio Novasconi (Castiglione d'Adda, 23 agosto 1798Cremona, 12 dicembre 1867) è stato un vescovo cattolico italiano.

BiografiaModifica

Antonio Novasconi nacque a Castiglione d'Adda il 23 agosto 1798 da Pietro (di Giorgio) e Teresa Squassi (di Giovanni Battista). Al momento della nascita fu battezzato "Giuseppe Antonio", con lo stesso nome del fratellino nato nel 1793 e morto in tenera età. Della numerosissima prole della coppia (sedici figli!), raggiunsero la maggiore età una minima parte. La madre era sorella del noto ingegnere Giacinto Domenico Squassi che progettò, tra l'altro, la chiesa di Castiglione d'Adda. Anche i nonni paterni di Mons. Novasconi (Giorgio e Rosa Malusardi) erano di Castiglione d'Adda, almeno fino agli inizi del Settecento. (fonte: ricerca genealogica compiuta a Castiglione d'Adda da Gianantonio Pisati).

Intrapresa la carriera ecclesiastica, fu nominato arciprete della collegiata dei SS. Gervasio e Protasio martiri di Maleo dove restò per sette anni dal 1831 al 1838, e, dopo essere stato nominato arciprete della Cattedrale di S. Maria Assunta di Lodi e Prelato Domestico di Sua Santità, ottenne il governo della Diocesi di Cremona dal 30 giugno 1850. All'unità d'Italia venne nominato senatore del nuovo Regno il 20 settembre 1860, dopo che il 9 agosto 1859 era stato nominato Grand'Ufficiale dell'Ordine sabaudo dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Durante il suo operato nella nuova diocesi, si distinse subito per un atteggiamento politico filosabaudo che lo favorì anche negli anni successivi. Durante le battaglie risorgimentali del 1859 ebbe un ruolo fondamentale sulla popolazione e sul clero della sua diocesi, contribuendo nel contempo all'emergenza data dallo scoppio di una grande epidemia di colera nel territorio cremonese.

Morì a 69 anni a Cremona il 12 dicembre 1867 alle 12 e un quarto.

Genealogia episcopaleModifica

OnorificenzeModifica

  Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 9 agosto 1859

Collegamenti esterniModifica