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Antrozous pallidus

specie di pipistrello
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DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Pipistrello di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 92 e 135 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 45 e 60 mm, la lunghezza della coda tra 35 e 53 mm, la lunghezza del piede tra 11 e 16 mm, la lunghezza delle orecchie tra 21 e 37 mm e un peso fino a 28,9 g.[3]

Caratteristiche craniche e dentarieModifica

Il cranio ha una scatola cranica alta e liscia e un rostro grande, con due distinte creste laterali. La regione inter-orbitale è affossata. La bolla timpanica è grande. Gli incisivi superiori sono grandi e semplici. Quelli inferiori sono trifidi. I canini sono moderatamente grandi.

Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

3 1 1 1 1 1 1 3
3 2 1 2 2 1 2 3
Totale: 28
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

AspettoModifica

La pelliccia è lanosa. Le parti dorsali sono bruno-giallastre con la base dei peli più chiara, mentre le parti ventrali sono giallo-brunastre chiare. Il muso è troncato, termina con un disco carnoso sormontato da una cresta cutanea leggermente elevata che si estende lateralmente fino alle narici che si aprono frontalmente ed è ricoperto di piccole verruche, associate ai follicoli piliferi. Gli occhi sono piccoli Le orecchie sono grandi, triangolari e separate tra loro. Il trago è sottile, lanceolato, lungo la metà del padiglione auricolare e con il bordo posteriore dentellato. Le membrane alari sono grigiastre ed attaccate posteriormente alla base dell'alluce. I piedi sono moderatamente grandi. I metacarpi del terzo e quarto dito sono uguali. L'estremità della lunga coda si estende leggermente oltre l'ampio uropatagio. La sottospecie A.p.pacificus è la più grande. Il cariotipo è 2n=46 FN=50.

EcolocazioneModifica

Emette ultrasuoni a basso ciclo di lavoro, con impulsi di breve durata a banda larga e frequenza modulata iniziale a 70 kHz e finale a 25 kHz.

 
Colonia all'interno di una grotta nellArizona sud-orientale

BiologiaModifica

ComportamentoModifica

Si rifugia nei crepacci, vecchi edifici, ponti, grotte, miniere e cavità degli alberi in colonie di 30-70 individui, raramente di diverse centinaia di esemplari. Forma vivai in primavera, tra marzo e maggio, i quali persistono fino ad ottobre, mentre i maschi tendono ad essere solitari. Non tollera ricoveri con temperature superiori ai 40 °C. Sono stati registrate 5 diverse vocalizzazioni, una intimidatoria, una utilizzata durante i litigi, una strettamente utilizzata per segnalare la presenza agli altri individui della stessa specie durante il volo, una di soddisfazione e una lamentosa.

AlimentazioneModifica

Si nutre di artropodi, in particolare di scorpioni, Gryllacrididae, Solpugidae, Tenebrionidae, Scarabaeidae, Carabidae, Silphidae, Acrididae, Cicadidae, Tettigoniidae, Mantidae, Cerambycidae e Sphingidae. Talvolta può mangiare anche lucertole. Cattura le prede direttamente al suolo oppure in volo a circa 3-6 metri dal suolo.

RiproduzioneModifica

Danno alla luce uno o due piccoli nella prima estate, dopo aver trattenuto lo sperma durante l'inverno e iniziato l'ovulazione a primavera. Gli accoppiamenti avvengono in inverno. I nascituri sono dipendenti per le prime 6 settimane e vengono svezzati dopo 6-8 settimane.

Distribuzione e habitatModifica

Questa specie è diffusa nel Nord America occidentale, dalla Columbia Britannica sud-orientale, attraverso gli stati americani dell'Ovest, fino al Messico centrale e sull'isola di Cuba.

Vive nelle aree desertiche, in foreste di conifere, boschi, terreni arbustivi, canyon e fattorie fino a 1.830 metri di altitudine. In California è stato osservato in querceti e foreste di sequoia fino a 2.100 metri.

TassonomiaModifica

Sono state riconosciute 7 sottospecie:

ConservazioneModifica

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, la popolazione numerosa e la presenza in diverse aree protette, classifica A.pallidus come specie a rischio minimo (LC).[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Arroyo-Cabrales, J. & de Grammont, P.C. 2008, Antrozous pallidus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Antrozous pallidus, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Hermanson & O'Shea, 1983.

BibliografiaModifica

  • John W.Hermanson & Thomas J.O'Shea, Antrozous pallidus (PDF), in Mammalian Species, nº 213, 1983.
  • Ronald M. Novak, Walker's Mammals of the World, 6th edition, Johns Hopkins University Press, 1999. ISBN 9780801857898

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