Apparecchio utilizzatore

In elettrotecnica un apparecchio utilizzatore, comunemente chiamato utilizzatore o carico,[1][2] è un componente elettrico che trasforma l'energia elettrica in un'altra forma di energia.[3] Per il suo funzionamento necessita quindi di un'alimentazione elettrica e un conseguente assorbimento di potenza. Un apparecchio utilizzatore può influenzare il comportamento dell'impianto elettrico a cui è collegato, nel senso che da esso dipendono i valori di tensione e corrente.

DescrizioneModifica

Ogni utilizzatore finale è caratterizzato da una sua impedenza che determina il consumo che può essere espressa in "W" (Watt) o in "A" (Ampere) corrente elettrica assorbita. L'una o l'altra in ogni caso determinano la potenza specifica dell'utilizzatore.

TipologieModifica

In ambiente domestico gli utilizzatori elettrici possono essere: gli elettrodomestici, gli elettroutensili da cucina e da casa, gli elettroutensili per piccole lavori, corpi illuminanti, ecc.

ElettrodomesticiModifica

Elettroutensili da casaModifica

Corpi illuminantiModifica

Elettroutensili per piccoli lavoriModifica

Componenti elettrici non utilizzatoriModifica

Anche una prolunga multipresa marcata CE può avere incisa la potenza elettrica ma con un suffisso "MAX" che sta ad indicare la massima potenza che può attraversare la prolunga. La prolunga quindi non è un utilizzatore ma un componente elettrico.

NoteModifica

  1. ^ Utilizzatore, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ Carico, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  3. ^ Comitato elettrotecnico italiano, Norma CEI 64-8/2: Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V in corrente alternata e a 1500V in corrente continua. Parte 2:Definizioni, 6ª ed., gennaio 2007.
    «27.3 Termine generale usato per indicare sia i componenti dell’impianto sia gli apparecchi utilizzatori.»

Voci correlateModifica