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Arturo Colombi

politico e sindacalista italiano
Arturo Raffaello Colombi
ArturoRaffalloColombi.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature I, II, IV, V, VI, VII
Gruppo
parlamentare
Comunista
Circoscrizione Lombardia (II), Emilia Romagna (IV, V, VI e VII)
Collegio Ostiglia (II), Carpi (IV e VII), Modena (V, VI)
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature III
Gruppo
parlamentare
PCI
Collegio Bologna
Incarichi parlamentari
  • Componente della XI Commissione (Agricoltura e foreste)
Sito istituzionale

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Comunista
Collegio XIII (Bologna)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano
Professione Pubblicista di origine operaio

Arturo Raffaello Colombi (Massa, 22 luglio 1900Roma, 6 dicembre 1983) è stato un politico, sindacalista e partigiano italiano, dirigente e parlamentare del Partito Comunista Italiano.

Indice

BiografiaModifica

Infanzia e Resistenza ItalianaModifica

A Vergato, nell'Appennino bolognese, inizia a lavorare a 11 anni come manovale in un'impresa edile. A 14 anni è segretario del circolo giovanile socialista e più tardi della Lega dei muratori di quel comune. Nel 1921 aderisce al Partito Comunista e nel maggio di quell'anno è segretario della sezione comunista di Vergato. Attivo antifascista, è arrestato con false accuse ed è tenuto in carcere per otto mesi. Dopo aggressioni e nuovi arresti emigra in Francia nel 1923. Nel 1928 è fra i delegati italiani al VI Congresso dell'Internazionale Comunista. Membro del Comitato centrale e poi membro candidato della Direzione del Partito Comunista d'Italia, rientra clandestinamente in Italia alla fine del 1931. Nel settembre 1933 è arrestato a Genova e condannato dal Tribunale Speciale Fascista a 18 anni di carcere. Liberato il 20 agosto 1943 ritorna all'attività di direzione politica nel PCI, quale segretario della Federazione di Bologna e poi di Torino. Partecipa alla lotta partigiana e nel febbraio 1945 assume la prima direzione de' l'Unità clandestina a Milano e ne sarà il primo direttore subito dopo il 25 aprile.

In questi anni conosce la moglie Nella Marcellino, compagna di partito ed attiva nell'organizzazione della Resistenza torinese.[1]

DopoguerraModifica

Nel maggio 1945 è di nuovo a Bologna come Segretario della federazione provinciale del PCI e poi segretario regionale per l'Emilia, prima di passare al medesimo incarico in Lombardia. Membro della Consulta nazionale, è Deputato alla Costituente per il PCI, eletto nel XIII Collegio (Bo-Fe-Fo-Ra). Senatore di diritto nella I legislatura.

È eletto al Senato nella II legislatura nel Collegio di Ostiglia (Lombardia). Nella III legislatura è eletto alla Camera dei deputati nella III nella XII Circoscrizione (Bo-Fe-Fo-Ra). Nella IV e VII legislatura è di nuovo eletto al Senato nel Collegio di Carpi, mentre nella V e VI legislatura è eletto nel Collegio di Modena.

Membro della Direzione Nazionale del PCI, dal V Congresso, sarà responsabile della commissione agraria del partito dal 1954 al 1969. Dal XII al XV Congresso del partito è costantemente riconfermato Presidente della Commissione centrale di controllo. Le Città di Bologna e Vergato gli hanno dedicato una via.

NoteModifica

  1. ^ isec, Nella Marcellino (PDF), su fondazioneisec.it. URL consultato il 26 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).

Altri progettiModifica

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN79130010 · ISNI (EN0000 0001 0991 9126 · SBN IT\ICCU\CFIV\002142 · LCCN (ENno2004123882 · GND (DE129624756 · BNF (FRcb12769212m (data)