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Atari Jaguar
console
Atari-Jaguar-Console-Set.jpg
ProduttoreAtari
TipoDa tavolo
GenerazioneQuinta
In venditaStati UnitiCanada 23 novembre 1993
Giappone 21 novembre 1994
EuropaAustralia 1994
Dismissione1996
Unità vendute250.000[1]
Gioco più diffusoAlien vs Predator
PredecessoreAtari 7800
Successore
Caratteristiche tecniche
Supporto di
memoria
Cartuccia
Dispositivi
di controllo
Joypad
CPUVari
RAM totale2 MB

L'Atari Jaguar è una console per videogiochi introdotta nel novembre 1993 dalla Atari.

Presentata come una potente piattaforma di nuova generazione, è stata spesso erroneamente definita come "Il primo sistema a 64 bit". La console si dimostrò tuttavia un flop commerciale decretando definitivamente il ritiro dal mercato delle console da parte di Atari.

StoriaModifica

L'accordo con Flare e la progettazioneModifica

Nel 1988, la Flare Technology, un'azienda creata da Martin Brennan e John Mathieson con i finanziamenti di Atari, affermò di poter costruire una console non solo superiore al Sega Mega Drive o al NEC TurboGrafx-16 ma anche economica. Impressionata dal lavoro fatto sulla Konix Multisystem, una console che stava sviluppando insieme al produttore di joystick Konix, Atari strinse subito un accordo con Flare per lavorare ad una propria console.

Il progetto però si sdoppiò: da una parte c'era chi voleva una console 16 bit, capace di elaborare il miglior 2D possibile, dall'altra invece c'era chi desiderava una macchina di 32 bit, con supporto al 3D. Atari decise di produrle entrambe: "Panther", la prima, nel 1989 e "Jaguar", la seconda, nel 1992. L'intenzione era quella di proporre un'ottima console a 16 bit ma nel frattempo avvantaggiarsi sulla concorrenza, lavorando già alla successiva generazione.

Quando però SNK propose a Jack Tramiel una macchina a 16 bit adatta sia alla sala giochi (con il nome di SNK Neo Geo MVS), che ad un utilizzo casalingo (con il nome di Atari Mirai), il Panther venne messo da parte e si continuò solo con il Jaguar. Per ironia della sorte, nemmeno l'Atari Mirai vedrà mai la luce, siccome, essendo previsto per il 1990, l'azienda non sarebbe stata in grado di ammortizzare i costi. Questo progetto darà poi vita al Neo Geo AES.

Il lancio sul mercato e l'insuccessoModifica

I rallentamenti dovuti alle vicende Panther e Mirai, fecero sì che, al 1992, fossero davvero pochi i giochi pronti per il Jaguar. Si decise in questo modo di far slittare l'uscita all'anno seguente. La macchina fu così messa in commercio nel novembre 1993 ad un prezzo di vendita di $249,99, sotto un accordo di produzione da 500 milioni di dollari con IBM. Il sistema fu inizialmente venduto solo a New York City e nella Baia di San Francisco. Il lancio nazionale statunitense seguì nei primi mesi del 1994.

I problemi arrivarono sin da subito. Infatti, avendo posticipato la messa in vendita, non si poté godere del vantaggio temporale sulle concorrenti. Il 3DO di Trip Hawkins aveva già fatto il suo debutto durante l'estate 1993 e ciò creò non pochi problemi. Anch'esso a 32 bit, era però in grado di renderizzare molti più poligoni rispetto al Jaguar, che in compenso aveva una velocità di calcolo superiore. Per enfatizzare ciò, il Jaguar fu pubblicizzato come hardware a 64 bit, dal valore d'ampiezza del suo bus dati.

Il sistema fu venduto con lo slogan "Do the Math", cioè "Fate i conti" (vale a dire: i giochi di una console a 64 bit sono 4 volte migliori rispetto a quelli di una console a 16 bit), ostentando superiorità nei confronti dei rivali sistemi a 16 bit. Inizialmente le vendite furono soddisfacenti, superando considerevolmente il 3DO Interactive Multiplayer.

Tuttavia la console si rivelò un fallimento, a causa del fatto che il Jaguar non era semplice da programmare e disponeva di una libreria di giochi composta complessivamente di soli 82 titoli. Il sistema era, inoltre, afflitto da un certo numero di bug dell'hardware, incluso uno nel controllore della memoria, che fermava alcuni dei processori del sistema mentre eseguivano il codice dalla RAM[2][3]. Era presente inoltre un bug sull'UART. Ma il vero macigno rimaneva la softeca. I giochi disponibili erano pochi e non sfruttavano appieno le potenzialità della macchina. Molte erano infatti le conversioni da console 16 bit e PC, e praticamente solo Atari stessa s'impegnò nel proporre videogiochi tridimensionali e sviluppati ad-hoc per il Jaguar. Gli altri produttori preferirono infatti destinare le loro attenzioni a macchine più potenti e competitive.

L'ultimo grande impedimento alla diffusione di questa console, fu l'uscita del Sega Saturn, ma soprattutto della PlayStation. In un'intervista, Sam Tramiel, amministratore delegato di Atari, disse che il Jaguar era molto più potente del Saturn e appena più debole della PlayStation. Affermò che, se la Sony avesse tentato di vendere la Playstation a 250 o 300 dollari, lui l'avrebbe denunciata per concorrenza sleale. Interrogato su ciò che considerava un "prezzo equo" per la Playstation, rispose "500 dollari". Queste dichiarazioni si sono piazzate al terzo posto tra "I 25 eventi più stupidi nella storia dei videogiochi", classifica redatta dal noto portale GameSpy,[4] poiché alla luce dei fatti Sony piazzò sul mercato la PlayStation proprio a 300$, ma nessuna critica o denuncia fu fatta da Tramiel.

In seguito, Atari tentò di screditare queste due console, sostenendo che il Jaguar fosse la sola console a 64 bit, mentre i detrattori della Jaguar sostenevano che questo non era un vero sistema a 64 bit ma solo una coppia di processori a 32 bit che lavoravano in parallelo.[5]

La dismissioneModifica

Nel 1995, alcune indiscrezioni divulgarono che Atari avrebbe sviluppato il Jaguar II, notizia mai ufficializzata.[6] Nel 1996 la produzione del Jaguar fu interrotta dopo che l'Atari si fuse con la JT Storage, dunque sfortunatamente l'ultimo tentativo di Atari di ritagliarsi uno spazio nel mercato delle console fallì. Pochi giochi vennero ufficialmente sviluppati per il Jaguar, ma la console rimase in commercio fino al 1996.

Le periferiche e la diffusione del codiceModifica

Furono annunciate svariate periferiche tra cui un Voice Modem, e un casco VR, ma le uniche periferiche messe in commercio furono l'Atari Jaguar CD ed il JagLink, quest'ultimo un semplice dispositivo di networking tra console. Prototipi funzionanti delle apparecchiature annunciate esistono (come ad esempio il Jaguar Voice Modem, in una quantità relativamente larga), incluso una versione totalmente funzionante del casco VR, con rilevazione del movimento della testa ad infrarossi, ed un adattatore stereo per connettere il Jaguar all'impianto Hi-Fi.

Dopo che l'Atari fu acquistata dalla Hasbro Interactive nei tardi anni novanta, la Hasbro rese disponibile il codice di criptatura del Jaguar, aprendo finalmente le porte agli appassionati ed ai programmatori amatoriali, permettendo loro di realizzare i propri giochi e programmi per Jaguar. Molte software house di videogiochi, tra cui Telegames e Songbird Productions, hanno reso disponibile materiale non ultimato, ed altri vari titoli inediti, allo scopo di soddisfare gli appassionati.

Il dibattito sulle reali capacitàModifica

Per competere con le console a 16 bit di SEGA e Nintendo, il Jaguar venne lanciato come 64 bit per una scelta di marketing. In passato infatti il numero di bit di una console avevano la stessa importanza pubblicitaria che ha oggi il numero di poligoni renderizzati. In realtà il Jaguar non aveva al suo interno un'unica CPU a 64 bit, utilizzava invece un insieme di processori con un bus di ampiezza variabile da 16 a 64 bit e un motore grafico a 32 bit.

Il numero di bit del Jaguar è ancora al giorno d'oggi fonte di dibattito[senza fonte]. Esistono 2 principali teorie tra coloro che hanno familiarità con l'hardware della macchina. Siccome il bus dati principale del Jaguar e alcune CPU sono a 64 bit, alcuni affermano che l'intero sistema è considerabile come a 64 bit. D'altro canto altri affermano che può essere considerato come un ibrido tra un 32 ed un 64 bit.

 
Il controller della console, da molti ritenuto ostico e complesso da adoperare e nel suo design[senza fonte]

Specifiche tecnicheModifica

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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