Apri il menu principale

Gli Atti di Neutralità vennero approvati dal Congresso degli Stati Uniti negli anni trenta, in risposta alla crescente agitazione in Europa e Asia che alla fine portò alla seconda guerra mondiale. Essi vennero stimolati dalla crescita nell'isolazionismo e nel non interventismo negli Stati Uniti successivo alla costosa partecipazione nella prima guerra mondiale, e cercarono di assicurare che gli Stati Uniti non si sarebbero di nuovo invischiati in conflitti stranieri.

L'eredità degli Atti di neutralità è ampiamente considerata come generalmente negativa: non fecero alcuna distinzione tra aggressore e vittima, trattandoli entrambi come "belligeranti"; e limitarono la capacità del governo degli Stati Uniti di aiutare la Gran Bretagna e la Francia contro la Germania nazista. Gli atti vennero in gran parte abrogati nel 1941, a fronte degli attacchi sottomarini tedeschi delle navi statunitensi e dell'attacco giapponese a Pearl Harbor.

Indice

StoriaModifica

Le udienze della Commissione Nye tra il 1934 e il 1936 e diversi libri tra i più venduti del periodo, come I mercanti di morte(1934) di H. C. Engelbrecht, sostennero la convinzione di molti americani che l'entrata degli Stati Uniti nella guerra mondiale era stata orchestrata da banchieri e mercanti d'armi per motivi di profitto. Questo rafforzò la posizione degli isolazionisti e dei non interventisti nel paese.

Le forze potenti nel Congresso degli Stati Uniti che spingevano per il non-interventismo e per forti Atti di Neutralità furono i senatori repubblicani William Edgar Borah, Arthur H . Vandenberg, Gerald P. Nye e Robert M. La Follette Jr.,[1] ma il supporto del non-interventismo non era limitato al partito repubblicano. L'Emendamento Ludlow, che richiedeva un referendum pubblico prima di ogni dichiarazione di guerra, tranne nei casi di difesa contro un attacco diretto, venne introdotto più volte senza successo tra il 1935 e il 1940 dal deputato democratico Louis Ludlow.

Il presidente democratico Roosevelt e soprattutto il suo Segretario di Stato Cordell Hull erano critici degli Atti neutralità, temendo che avrebbero limitato le azioni dell'amministrazione per sostenere le nazioni amiche. Anche se sia la Camera che il Senato avevano grandi maggioranze democratiche nel corso di questi anni, ci fu un sostegno sufficiente agli atti tra i democratici (in particolare quelli che rappresentavano gli Stati del Sud) per garantire il loro passaggio. Sebbene il supporto del Congresso non fosse sufficiente a sostituire un veto presidenziale, Roosevelt sentiva che non poteva permettersi di snobbare il Sud e la rabbia dell'opinione pubblica, soprattutto mentre fronteggiava la rielezione nel 1936 e necessitava della cooperazione del Congresso sulle questioni di politica interna. Con notevole riluttanza, il presidente firmò gli Atti di Neutralità come legge.[2] Quando il Congresso approvò la legge di neutralità del 1935, il Dipartimento di Stato istituì un ufficio per far rispettare le disposizioni della legge. L'Ufficio di Controllo di Armi e Munizioni, ribattezzato Divisione dei Controlli nel 1939 quando l'ufficio venne ampliato, era composto da Joseph C. Verde e Charles W. Yost.

Atto di Neutralità del 1935Modifica

Il Dipartimento di Stato di Roosevelt fece pressioni per le disposizioni di embargo che avrebbero permesso al Presidente d'imporre sanzioni in modo selettivo. Queste vennero respinte dal Congresso. L'atto, firmato il 31 agosto 1935, impose un embargo generale sulla negoziazione di armi e materiale bellico con tutte le parti in guerra. Dichiarò inoltre che i cittadini americani che viaggiavano sulle navi in guerra viaggiavano a proprio rischio. L'atto venne impostato per scadere dopo sei mesi.

Roosevelt invocò l'atto dopo l'invasione italiana dell'Etiopia nel mese di ottobre 1935, evitando tutte le spedizioni di armi e munizioni ai paesi belligeranti. Egli dichiarò anche un "embargo morale" contro i belligeranti, coprendo il commercio che non rientrava sotto la legge di neutralità.[3]

Atto di Neutralità del 1936Modifica

L'Atto di Neutralità del 1936, approvato nel febbraio dello stesso anno, rinnovò le disposizioni dell'atto del 1935 per altri 14 mesi. Vietò inoltre tutti i prestiti o i crediti ai belligeranti.

Tuttavia, questo atto non coprì le "guerre civili", come quella in Spagna (1936-1939), né copriva materiali come camion e olio. Le aziende statunitensi come la Texaco, la Standard Oil, la Ford, la General Motors, e la Studebaker sfruttarono questa scappatoia per vendere tali articoli al generale Franco a credito. Nel 1939, Franco dovette a queste e ad altre società più di 100.000.000 $.[4]

Atto di Neutralità del 1937Modifica

Nel gennaio 1937, il Congresso approvò una risoluzione comune che vietava il commercio di armi con la Spagna. L'Atto di Neutralità del 1937, approvato a maggio, comprendeva le disposizioni degli atti precedenti, questa volta senza data di scadenza, e venne esteso anche alle guerre civili.[5] Inoltre, alle navi americane era proibito il trasporto di passeggeri o articoli ai belligeranti, e ai cittadini americani era vietato di viaggiare su navi delle nazioni belligeranti.

Su concessione di Roosevelt, venne aggiunta una disposizione "Cash & Carry" che venne messa a punto dal suo consigliere Bernard Baruch: il presidente avrebbe potuto consentire la vendita di materiali e forniture ai belligeranti in Europa fino a quando i destinatari organizzavano il trasporto e pagavano immediatamente in contanti, con l'argomento che non richiamava gli Stati Uniti nel conflitto. Roosevelt credeva che il Cash & Carry avrebbe aiutato la Francia e la Gran Bretagna, in caso di una guerra con la Germania, poiché erano gli unici paesi che controllavano i mari ed erano in grado di approfittare della disposizione.[2] La clausola di cash-and-carry venne impostata per scadere dopo due anni.

Il Giappone invase la Cina nel luglio del 1937, iniziando la seconda guerra sino-giapponese. Il presidente Roosevelt, che sosteneva la parte cinese, scelse di non invocare gli Atti di Neutralità, in quanto le parti non avevano formalmente dichiarato guerra. Così facendo, si assicurò che gli sforzi della Cina per difendersi non venissero ostacolati dalla normativa: la Cina era dipendente dalle importazioni di armi e solo il Giappone sarebbe stato in grado di approfittare del cash-and-carry. Ciò indignò gli isolazionisti del Congresso, che sostennero che lo spirito della legge era stato minato. Roosevelt dichiarò che avrebbe vietato alle navi americane di trasportare armi ai belligeranti, ma permise alle navi inglesi il trasporto di armi americane alla Cina.[6] Roosevelt pronunciò il suo Discorso della Quarantena nel mese di ottobre 1937, che delineava un allontanamento dalla neutralità e un avvicinamento alla "messa in quarantena" di tutti gli aggressori. Impose poi un "embargo morale" sulle esportazioni degli aerei in Giappone.[3]

Atto di Neutralità del 1939Modifica

All'inizio del 1939, dopo che la Germania nazista invase la Cecoslovacchia, Roosevelt pressò il Congresso per rinnovare la clausola cash-and-carry. Venne respinto, la disposizione scadette, e l'obbligo dell'embargo sulle armi rimase in vigore.

Nel settembre del 1939, dopo che la Germania invase la Polonia, la Gran Bretagna e la Francia dichiararono guerra alla Germania. Roosevelt invocò le disposizioni dell'Atto di Neutralità, ma andò davanti al Congresso e si lamentò che gli Atti di Neutralità avrebbero potuto dare un aiuto passivo ad un aggressore.[7]

Egli prevalse sugli isolazionisti, e il 4 novembre venne approvato l'Atto di Neutralità del 1939, consentendo il commercio di armi con i paesi belligeranti (Gran Bretagna e Francia) su una base Cash & Carry, così di fatto finì l'embargo sulle armi. Inoltre, vennero abrogati gli Atti di Neutralità del 1935 e del 1937, ai cittadini e alle navi americane venne impedito di entrare in zone di guerra designate dal Presidente, e il Consiglio Nazionale del Controllo delle Munizioni (che era stato creato dall'Atto di Neutralità del 1935) venne incaricato di rilasciare le licenze di tutte le importazioni e di tutte le esportazioni di armi. Il commercio di armi senza licenza divenne un crimine federale,[8] con una pena fino a due anni di carcere.

Fine della politica di neutralitàModifica

La fine della politica di neutralità avvenne con il Lend-Lease Act del marzo 1941, che permise agli Stati Uniti di vendere, prestare o dare materiale bellico alle nazioni che l'amministrazione voleva sostenere.

Dopo ripetuti attacchi da parte dei sottomarini tedeschi sulle navi degli Stati Uniti, Roosevelt annunciò, l'11 settembre 1941, che aveva ordinato alla US Navy di attaccare le navi da guerra tedesche ed italiane nelle "acque che riteniamo necessarie per la nostra difesa ". Dopo l'affondamento del cacciatorpediniere americano USS Reuben James il 31 ottobre, molte delle disposizioni delle leggi sulla neutralità vennero abrogate il 17 novembre 1941, le navi mercantili vennero autorizzate ad essere armate e ad effettuare eventuali carichi di nazioni belligeranti. Gli Stati Uniti dichiararono formalmente guerra al Giappone l'8 dicembre 1941 in seguito all'attacco di Pearl Harbor del giorno precedente; Germania e Italia dichiararono guerra agli Stati Uniti l'11 dicembre 1941, e gli Stati Uniti risposero con una dichiarazione di guerra lo stesso giorno.

Applicazioni successiveModifica

La disposizione contro il commercio di armi senza licenza dell'Atto del 1939 restò in vigore.

Nel 1948, Charles Winters, Al Schwimmer e Herman Greenspun vennero condannati ai sensi della legge 1939 dopo il contrabbando di bombardieri Boeing B-17 Flying Fortress dalla Florida allo stato nascente d'Israele durante la guerra arabo-israeliana del 1948.[9] Tutti e tre ricevettero la grazia presidenziale nei decenni successivi.[10]

NoteModifica

  1. ^ David G Delaney, Neutrality Acts, Novel guide. URL consultato il 5 giugno 2008 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2009)..
  2. ^ a b The Neutrality Acts, 1930s, US, State Department. URL consultato il 5 giugno 2008..
  3. ^ a b Jerald A. Combs. Embargoes and Sanctions. Encyclopedia of American Foreign Policy, 2002
  4. ^ Anderson, James M. The Spanish Civil War: A History and Reference Guide, Westport, CT: Greenwood Press. ISBN 0-313-32274-0
  5. ^ Kennedy, David M. Freedom From Fear: The American People in Depression and War, 1929-1945, New York, Oxford University Press. 1999. ISBN 0-19-503834-7
  6. ^ Ronald E Powaski, Toward an Entangling Alliance: American Isolationism, Internationalism, and Europe, 1901–1950, Westport, Greenwood, 1991, p. 72..
  7. ^ September 21, 1939: FDR urges repeal of Neutrality Act embargo provisions, History.com. Retrieved 4 February 2011
  8. ^ Douglas Brinkley e David Rubel, World War II: The Axis Assault, 1939-1942, Macmillan, 2003, pp. 99–106.
  9. ^ Eric Lichtblau, Jailed for Aiding Israel, but Pardoned by Bush, in New York Times, 24 dicembre 2008, p. A1. URL consultato il 28 gennaio 2010.
  10. ^ Pardon granted to man who flew planes to Israel, Jewish Telegraphic Agency, 23 dicembre 2008. URL consultato il 23 dicembre 2008.

BibliografiaModifica

  • Robert A. Divine, The Illusion of Neutrality, University of Chicago Press, 1962, OCLC 186301491.
  • James W. Garner, Recent American Neutrality Legislation, in International Affairs, vol. 16, nº 6, 1937, pp. 853–869, JSTOR 2602764.

Collegamenti esterniModifica