Aurelio Liotta

generale e politico italiano
Aurelio Liotta
Gen Aurelio Liotta.jpg
NascitaSant'Agata di Militello, 10 novembre 1886
MorteMessina, 26 marzo 1948
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
Regia Aeronautica
CorpoCorpo aeronautico militare
Reparto8º Reggimento Bersaglieri
Anni di servizio1906 - 1938
GradoGenerale di Squadra
GuerrePrima guerra mondiale
Comandante diVIII Gruppo (poi 8º Gruppo Volo)
1º Raggruppamento Aeroplani da caccia
2º Raggruppamento Aeroplani
3ª Zona Aerea Territoriale (Z.A.T.)
Comando aeronautica dell'Africa orientale italiana
Comando servizi aerei speciali
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare
Medaglia d'argento al valore militare (2)
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Aurelio Liotta
Aurelio Liotta.jpg

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 27 marzo 1939 –
Legislature dalla XXX (nomina 5 aprile 1939)
Sito istituzionale

Dati generali
Titolo di studio Scuola militare
Professione Militare di carriera

Aurelio Liotta (Sant'Agata di Militello, 10 novembre 1886Messina, 26 marzo 1948) è stato un generale e politico italiano.

BiografiaModifica

Nato da una famiglia aristocratica, il padre Ignazio era medico e la madre, la baronessa Pirrone Maria, era proprietaria di latifondi presso San Fratello. Aurelio venne indirizzato inizialmente dai genitori verso gli studi religiosi presso un collegio palermitano, ma preferì la vita militare. Trasferitosi a Modena, frequentò la scuola militare di Modena (poi Accademia militare di Modena) dal 5 novembre 1906, specializzandosi nel campo aeronautico, ed uscì da sottotenente il 4 settembre 1908 con l'assegnazione all'8º Reggimento Bersaglieri diventando Tenente dal 4 settembre 1911.

Il 23 novembre arriva a Homs (Libia) per la Campagna di Libia fino al 23 ottobre 1912. Trasferì la sua residenza a Roma in Via Gian Battista Benedetti, 3. Dal 1º giugno 1913 fece parte del battaglione ciclisti con il quale dal 23 maggio 1915 va in zona di guerra diventando Capitano dal 6 luglio. A gennaio del 1916 chiese di essere ammesso alla scuola di pilotaggio al campo di Cascina Costa di Samarate al Battaglione Scuole Aviatori, dal 18 maggio a Busto Arsizio e dal 29 giugno a Cascina Malpensa su Caproni.

Dal 31 luglio è temporaneamente comandante del Campo Scuola di Cameri e dal 20 giugno 1917 di Venaria Reale. Fu promosso Maggiore il 16 agosto, dopo un periodo passato da insegnante, rientrò ai reparti di linea nella Campagna di Albania al comando prima dell'VIII Gruppo (poi 8º Gruppo Volo) dal 27 agosto 1918, poi della 116ª Squadriglia fino al 15 gennaio 1920. Il 1º giugno torna a Valona con la Squadriglia mista fino al 20 agosto e dal 10 aprile 1921 passa al Corpo Aeronautico Militare nel 9º Raggruppamento Aeroplani da ricognizione. Il 4 settembre passa al 1º Raggruppamento Aeroplani da caccia diventandone comandante interinale dal 24 settembre fino al 18 febbraio 1923 quando frequenta il corso di perfezionamento alle Scuole Centrali di Civitavecchia.

Il 31 marzo diventa comandante del 2º Raggruppamento Aeroplani. Il 16 ottobre 1923 entra nel Corpo di Stato Maggiore Generale, all'atto della costituzione della Regia Aeronautica, col grado di Tenente Colonnello che si chiama ora Comandante di Gruppo che dal 5 aprile 1925 cambia in Vice Comandante di Stormo e dal 25 giugno in Ten. Col. Arma Aeronautica Ruolo Combattenti. Dal 1º febbraio 1926 ricoprì diversi incarichi di stato maggiore, il 21 luglio 1927 diventa Colonnello e dal 24 settembre 1931 Generale di Brigata.

Il 3 ottobre diventa Ispettore delle Squadriglie da turismo aereo e dal 24 settembre 1932 Capo di Stato Maggiore della 3ª Zona Aerea Territoriale (Z.A.T.) cessando dall'incarico di Direttore della Rivista Aeronautica. Il 15 ottobre 1933 comanda la 3ª Z.A.T. e dal 30 ottobre diventa Generale di Divisione. Dal 17 febbraio 1936 diventa Generale di Squadra ed il 20 agosto passa al Ministero dell'Aeronautica. Nei successivi gradi si occupò degli aeroporti (costruzione) e del Reale Aero Club d'Italia come commissario straordinario.

In Africa OrientaleModifica

Il 19 dicembre 1936 assunse il comando del Comando aeronautica dell'Africa orientale italiana. Nel '37 il generale Liotta salvò la vita al viceré Rodolfo Graziani durante l'attentato: "...Un secondo ordigno sfiora ancora le autorità italiane, ma un terzo colpisce in pieno il Viceré, esplodendo alle sue spalle e riempiendo il suo corpo di ferite. Graziani cade a terra, riverso in una pozza di sangue, mentre tutto intorno a lui si scatena la strage. Vengono lanciate altre bombe, 7 o 8 secondo i primi rapporti, più tardi si parla di 18. Si contarono sette morti e una cinquantina di feriti. Fra di essi il generale Liotta, cui fu amputata una gamba e che perse la vista da un occhio."

Le gravi ferite riportate gli valsero la medaglia d'Oro militare aeronautica di lunga navigazione aerea di 1º grado ma lo resero inabile al servizio aprendogli le porte della carriera diplomatica come addetto militare aeronautico all'Ambasciata d'Italia a Berlino (4 aprile 1938) per essere poi collocato fuori quadro. Qui conobbe la sua anima gemella Steiman Elena (da lui soprannominata "Lilly") la quale aveva già una figlia Schoch Ester. Per questo amore il generale Aurelio Liotta ottenne una seconda residenza a Berlino in C/o Regia Ambasciata d'Italia a Berlino.

Il 27 marzo 1939 dal ministero dell'aeronautica e prefetto di Messina Ciampani Tommaso fu proposta la nomina a senatore che fu convalidata il 5 aprile 1939. Ha eseguito il giuramento il 17 aprile 1939. Allo scoppio della seconda guerra mondiale riprese il Comando servizi aerei speciali fino al 1941. Morì a Messina il 26 marzo 1948 dopo essere stato epurato e spogliato (18 gennaio 1945) del titolo di Senatore dall'Alta Corte di Giustizia per le Sanzioni contro il Fascismo (ACGSF). Le spoglie furono trasferite nella sua città natale, Sant'Agata di Militello, dove l'amministrazione comunale, i concittadini e il sindaco proclamarono lutto cittadino. Per contribuire ad una degna commemorazione del generale, il giorno del funerale, l'aviazione militare italiana inviò una serie di idrovolanti per "sorvegliare" la cittadina nebroidea scortando la salma nel tragitto verso il cimitero. In suo onore fu intitolata una delle vie centrali di Sant'Agata di Militello.

Onorificenze[1]Modifica

Onorificenze italianeModifica

  Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
  Grand'Ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
  Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
  Medaglia d'oro al valor militare
«Quale comandante dell'Aeronautica dell' A.O.I., durante le operazioni per l'occupazione integrale del territorio dell'Impero, assolveva il grave compito con lo slancio del suo temperamento dinamico e generoso, mettendo in luce eccellenti qualità di capo, di organizzatore e di valoroso tra i valorosi. Pilota d'entusiasmo senza pari; sempre primo fra i primi dove più forte era il rischio, più infido era il terreno e più insidiosa la sorpresa, sprezzante delle difficoltà e del pericolo, portava in ogni azione il contributo della sua grande perizia, del ragionato suo coraggio e la forza dell'esempio più sublime. Per meglio collaborare al successo delle operazioni, non esitava a compiere atterraggi di fortuna presso comandi di colonne operanti ed in terreni infestati da ribelli. In occasione dell'attentato del 19 febbraio 1937 visto cadere il Vice Re gravemente ferito, con generoso impulso, si slanciava audacemente contro gli attentatori con l'intenzione di fare scudo del suo corpo al Vice Re ed impedire che fosse ulteriormente colpito; ma, nell'attuazione del nobile gesto, una bomba gli maciullava una gamba e lo feriva gravemente in altre parti del corpo. Prima di abbandonarsi alle cure necessarie, sopportando con vero stoicismo le atroci sofferenze delle mutilazioni subite, impartiva al Capo di Stato Maggiore gli ordini per l'immediato intervento degli apparecchi sul cielo della Capitale per parare gli eventuali ulteriori sviluppi dell'attentato. Esempio luminoso di altissimo senso del dovere, di nobile spirito di sacrificio e di ragionato coraggio.»
— Africa Orientale Italiana, settembre 1936 - febbraio 1937.
  Medaglia d'argento al valore militare
«Comandante dell'Aeronautica in Albania durante due mesi di lotta contro gli insorti dava valide prove di perizia e di valore ottimamente indirizzando l'azione molto utile degli aerei dipendenti contribuendo inoltre personalmente con quotidiani e pericolosi voli giornalmente esposti e colpiti da efficaci tiri nemici, a rendere precisamente edotto il Comando della Divisione ed a tenere gli insorti sotto la continua molestia dei bombardamenti e mitragliamento degli aerei.»
— Cielo di Valona, giugno luglio 1920 - R.D. 7.4.1921
  Medaglia d'argento al valore militare
«Pilota audacissimo, Comandante di qualità eccezionali, superbo temperamento di combattente, istintivamente orientato verso lo slancio eroico durante un'azione di grande polizia coloniale contro formazioni ribelli, scendeva a bassissima quota a mitragliare gli avversari per sostenere una nostra colonna fortemente impegnata. Nonostante il suo apparecchio fosse ripetutamente colpito, rimaneva a bassa quota nel cielo bombardando e mitragliando fino all'arrivo di nuove unità aeree da lui stesso chiamate, in rincalzo. Fulgido esempio di coraggio ragionato, magnifica coscienza del proprio dovere.»
— Arbaguma Chevenna (Sidamo) 18-20 gennaio 1937 - R.D. 24 maggio 1937
  Croce al merito di guerra
  Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918
  Medaglia militare aeronautica di lunga navigazione aerea di 1º grado
  Medaglia militare aeronautica di lunga navigazione aerea di 2º grado
  Croce per anzianità di servizio militare

Onorificenze straniereModifica

  Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)

Servizi belliciModifica

  • 1911-1912 guerra italo-turca
  • 1915-1918 I guerra mondiale
  • 1919-1920 campagna d'Albania
  • 1935-1936 operazioni in A.O.I

CommissioniModifica

  • Membro della Commissione degli affari esteri, degli scambi commerciali e della legislazione doganale (17 aprile 1939-27 gennaio 1941)
  • Membro della Commissione per il giudizio dell'Alta Corte di Giustizia (17 aprile 1939-5 agosto 1943)
  • Membro della Commissione delle forze armate (27 gennaio 1941-5 agosto 1943)

NoteModifica

  1. ^ *Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia 7 aprile 1918
    • Cavaliere ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia 15 ottobre 1923
    • Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia 27 ottobre 1930
    • Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia 20 dicembre 1934
    • Cavaliere dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro 1º luglio 1926
    • Cavaliere ufficiale dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro 3 giugno 1932
    • Commendatore dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro 4 giugno 1936
    • Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia 5 settembre 1936, 19 febbraio 1937
    • Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia 13 maggio 1937
    • Commendatore della Legione d'onore 29 luglio 1937

BibliografiaModifica

  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999

Collegamenti esterniModifica

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