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Azione delle torpediniere italiane nella battaglia di Creta

1leftarrow blue.svgVoce principale: Battaglia di Creta.

Nei piani dei comandi tedeschi l'occupazione di Creta doveva essere compito esclusivo della Luftwaffe e dei suoi paracadutisti attraverso la Divisione aviotrasportata composta da 22.000 uomini al comando del Generalmajor Kurt Student, che avrebbero occupato gli aeroporti nemici da dove sarebbe poi giunta la 5a Divisione da montagna del Generalleutnant Julius Ringel che doveva essere trasportata, con l'armamento pesante e che avrebbe portato a termine la conquista dell'isola.

Qualche giorno prima dell'inizio delle operazioni i generali tedeschi si resero conto che il piano originario dipendeva troppo dall'assalto e dalla sorpresa iniziali e corsero ai ripari organizzando alcuni sbarchi secondari di Gebirgjäger (truppe alpine) sulle coste dell'isola chiedendo l'appoggio della Regia Marina per dirigere verso Creta i piccoli convogli con le truppe da sbarcare. Questi convogli carichi di soldati erano costituiti da piccoli pescherecci requisiti ai greci, detti caicchi. L'azione delle navi italiane doveva essere solo di direzione e non di scorta, in quanto la protezione dei convogli sarebbe stata assicurata dalla Luftwaffe, ma nella circostanza le torpediniere italiane Lupo e Sagittario finirono per agire da scorta.

Indice

La notte del LupoModifica

Il 19 maggio 1941, uno di questi convogli composto da ventuno caicchi, partì dal porto del Pireo, ma sette furono costretti a tornare indietro per avarie. A scortarli era destinata la torpediniera Sirio, che per un'avaria all'elica di dritta venne sostituita dalla torpediniera Curtatone che a sua volta affondò in giorno dopo su delle mine mentre cercava di raggiungere il convoglio. Fu allora ordinato alla torpediniera Lupo[1][2] di scortare il convoglio fino a Creta. Il Lupo raggiunse il convoglio il 21 maggio 1941 e alle 22:33 una vedetta segnalato a circa 1000 metri di distanza un caccia nemico sul lato di dritta; si trattava del cacciatorpediniere britannico Janus contro il quale la Lupo lanciò due siluri mancando il bersaglio. La torpediniera Lupo iniziò allora a distendere una cortina fumogena a protezione delle piccole unità scortate. Subito dopo fu avvistato ad una distanza di 700 metri un incrociatore britannico, il Dido, che aprì il fuoco contro la torpediniera italiana, la quale rispose con tutte le armi e lanciando un siluro. Durante lo scambio di cannonate comparve improvvisamente a brevissima distanza un secondo incrociatore britannico, l’Orion, su cui la torpediniera concentrò il fuoco delle sue artiglierie e lanciò un secondo siluro che causò danni alla carena dell'Orion, mentre apparivano via via nella foschia, causata dalla cortina fumogena, altre sagome di navi nemiche. Il tiro delle navi inglesi fu molto preciso e la Lupo fu ripetutamente colpita da proiettili e da colpi di mitragliera che tuttavia non provocarono gravi danni ma uccisero due marinai, il sottocapo furiere Orazio Indelicato e il cannoniere Nicolò Moccole, ferendone altri ventisei.

Nella mischia, le unità nemiche nella confusione creata dalla scarsa visibilità, si scambiarono cannonate fra di loro e la Lupo riuscì a sfuggire abilmente all'impari lotta.

Dopo che la formazione britannica si allontanò la Lupo ritornò sulla scena d'azione per recuperare i naufraghi. Successivamente le navi inglesi, grazie al radar, rintracciarono il convoglio e ben dieci barche vennero affondate con circa 800 soldati tedeschi morti in questo fallito tentativo di sbarco, mentre le altre imbarcazioni sfuggite alle navi nemiche ritornarono in Grecia.

Per questa azione la bandiera di guerra della Lupo venne decorata con la Medaglia d'Argento al Valor Militare mentre al suo comandante il Capitano di Fregata Francesco Mimbelli fu conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare[3]. La formazione inglese era composta dagli incrociatori Ajax, Orion, Dido e dai cacciatorpediniere Hereward, Hasty, Janus e Kimberley ed era comandata dal Contrammiraglio Irvine Glennie che andò incontro a molte critiche in quanto sebbene le navi inglesi avessero impedito lo sbarco dei piccoli pescherecci si erano fatte sfuggire una piccola torpediniera che da sola aveva saputo tener testa ad un'intera formazione.

La giornata del SagittarioModifica

Un altro convoglio composto da 38 caicchi e piroscafetti carichi di truppe tedesche, con a bordo 4000 Gebirgsjäger della 5. Gebirgs-Division tedesca che avrebbero dovuto sbarcare sull'isola di Creta[4][5] salpò dall'isola di Milo all'una del pomeriggio del 20 maggio 1941, scortati dalla torpediniera Sagittario.[6] partita dal Pireo al comando del tenente di vascello Giuseppe Cigala Fulgosi per scortare a Creta il convoglio oltre alle imbarcazioni carichi di truppe tedesche, includeva anche la piccola nave ospedale Brigitte.[7] Alle 13.51 la vecchia torpediniera Curtatone, che precedeva la Sagittario, urtò una mina e saltò in aria: la nave di Cigala Fulgosi diresse prontamente sul luogo dell'affondamento e, coadiuvata da alcune barche condotte da artiglieri tedeschi, recuperò 22 naufraghi, che trasbordò poi sul posamine Rovigno[4]. Raggiunta anche da alcuni MAS, la Sagittario protrasse le ricerche sino alle quattro del pomeriggio, poi riprese la navigazione[4]. Alle 17.15 la nave si ancorò al largo di Lavrion e rimase in attesa delle unità del convoglio, divise in due gruppi: il primo, proveniente da nord, arrivò quasi subito (e alle 17.45 la torpediniera imbarcò il capitano di fregata della Kriegsmarine Von Lipinski), il secondo, proveniente da Megara, venne avvistato alle 21.50, quindi, nel giro di dieci minuti, la Sagittario salpò per venirgli incontro, assumendo poi rotta per Milo con a rimorchio un motoveliero con problemi al motore[4]. Alle cinque di mattina del 21 maggio il convoglio si era parzialmente disperso, quindi la torpediniera dovette tornare a Lavrion, dov'erano tornati diversi motovelieri in avaria, dando loro assistenza e prendendone alcuni a rimorchio[4]. Infine Cigala Fulgosi decise di dividere il convoglio in due gruppi, le navi più veloci insieme alla Sagittario e quelle più lente in un secondo gruppo[4]. Alle 12.40 la Sirio ed il primo gruppo si misero alla fonda a meridione di Milo, in attesa delle altre unità: fu presa la decisione di ripartire alle 19 (ora per cui si riteneva che il secondo gruppo sarebbe arrivato) lasciando a Milo le unità più lente ed in avaria e imbarcando sulla Sagittario le truppe a bordo di tali imbarcazioni, ma alle 16 Marisudest ordinò di restare a Milo per la notte, perciò la torpediniera e le imbarcazioni del primo gruppo si portarono all'àncora nella rada di Milo, raggiunte nel frattempo anche dal secondo gruppo[4]. Alle 18.50 tutta la flottiglia era riunita nella rada, e risultò possibile riparare tutte le avarie alle varie imbarcazioni, consentendo così di non rinunciare a nessuna di esse[4]. Alle 2.30 del 22 maggio le unità ripartirono alla volta di La Canea, su ordine di Marisudest, ma alle 7.30 un contrordine fece invertire la rotta, tornando verso Milo: entro le 8.15 tutte le navi del convoglion avevano assunto la nuova rotta[4].

Alle 8:35 avendo il comandante del Sagittario Giuseppe Cigala Fulgosi avvistata la formazione inglese, rimontò il convoglio sul lato di dritta stendendo una fitta cortina fumogena per proteggere le piccole imbarcazioni ed invertita la rotta ripercorse lo stesso tragitto per rendere la cortina ancora più densa e per aumentare la velocità della propria nave. Alle 9:01 gli inglesi notato il convoglio aprirono il fuoco al quale la torpediniera italiana rispose con il cannone di prora da 100mm ed alle 9:07, circondata dalle colonne d'acqua alzate dai proiettili nemici, la Sagittario lanciò i suoi due siluri di dritta e frapponendosi tra il convoglio e le navi inglesi, attirava su di sé tutto il fuoco delle navi nemiche. Alle 9:14 alcuni uomini avvistarono due colonne alzarsi su un fianco di un incrociatore e pochi minuti dopo la formazione britannica attaccata anche dagli aerei della Luftwaffe virando verso sud si allontanava. Alle 9:22 venne avvistato un terzo cacciatorpediniere, il Kingston che, attaccava la torpediniera italiana venendo colpito due volte, in plancia e sul fumaiolo. L'azione della Sagittario fu decisiva, in quanto a quel punto il comandante della formazione inglese ammiraglio King, che sarebbe stato immediatamente sbarcato per ordine diretto di Winston Churchill, decise di non attaccare il convoglio proseguendo la sua rotta verso sud. Alle 09:25 lo scontro era finito. il comandante della Sagittario Giuseppe Cigala Fulgosi[8] venne decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ L'azione della torpediniera Lupo nelle acque di Creta, su marina.difesa.it. URL consultato il 28 febbraio 2008.
  2. ^ La notte del Lupo, su regiamarinaitaliana.it. URL consultato il 28 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2008).
  3. ^ La motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare a Francesco Mimbelli, su marina.difesa.it.
  4. ^ a b c d e f g h i Regia Tp Sagittario - Rapporto Missione Maggio 1941 - Betasom - XI Gruppo Sommergibili Atlantici
  5. ^ Creta2 Archiviato il 19 maggio 2008 in Internet Archive.
  6. ^ La giornata del Sagittario, su regiamarinaitaliana.it. URL consultato il 28 febbraio 2008.
  7. ^ Feldgrau.net • View topic - Invasion of Crete/Kreta May 1941 Greek fishing vessels
  8. ^ La motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare a Giuseppe Cigala Fulgosi, su marina.difesa.it.
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