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Nella fotografia, il bagno di sviluppo - anche detto rivelatore - ha la funzione, sia per le pellicole che per le carte, di mostrare l'immagine latente attraverso la riduzione dell'alogenuro di argento in argento metallico nero.

Tipi di bagniModifica

In linea generale si possono identificare due tipi di bagni:

  • rivelatori per pellicola
  • rivelatori per carta

I rivelatori per carta possono essere suddivisi in:

  • rivelatori a tono neutro
  • rivelatori a tono freddo
  • rivelatori a tono caldo

Il tono dell'immagine viene spesso determinato dalla quantità di bromuro di potassio (KBr) nel rivelatore.

ComposizioneModifica

I liquidi di sviluppo sono generalmente composti di metolo (monometil-p-amminofenolo) e idrochinone (1,4-diidrossibenzene), sostanze potenzialmente tossiche, di cui ci si deve servire in aree ben ventilate. Diverso il caso di un rivelatore ecologico a base di vitamina C e fenidone, senza problemi di tossicità, come l'XTol, rivelatore per pellicola della Kodak, e il Neutol Plus, rivelatore per carta a tono neutro di Agfa.

È possibile autoprodurre un rivelatore ecologico a base di vitamina C e fenidone (1-fenil-4-pirazolidone) a partire dai singoli composti chimici in polvere, reperibili anche su internet. Il vantaggio non è solo ecologico, ma anche economico: infatti i composti chimici in polvere, se ben conservati, hanno una durata assai lunga finché non vengono sciolti in acqua.

Sono frequentemente usati come riducenti, oltre alle sostanze sopra citate, anche la p-fenilendiamina, il p-amminofenolo (per esempio nell Agfa Rodinal), il 2,4-diaminofenolo (o amidolo), la pirocatechina (1,2-diidrossibenzene), il pirogallolo (1,2,3-triidrossibenzene), la p-idrossifenilglicina. Anticamente venivano adoperati anche l'ossalato ferroso e l'acido gallico.

Nello sviluppo di pellicole invertibili, possono essere usati per ridurre anche l'alogenuro di argento non esposto (dopo il primo sviluppo e la sbianca, tramite ossidazione) anche forti riducenti, come l'idrazina e il cloruro stannoso, qualora non si volesse esporre l'emulsione alla luce e procedere con i metodi convenzionali.

BibliografiaModifica

  • T. H. James, The Theory of the Photographic Process, 1977, Prentice Hall.
  • Ansel Adams, Il Negativo, Zanichelli, 1987.

Voci correlateModifica