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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Barbarigo (disambigua).
Stemma del doge Marco Barbarigo
Villa Barbarigo a Noventa Vicentina

I Barbarigo furono una famiglia patrizia di Venezia, del cui patriziato fecero ancora parte anche dopo la serrata del Maggior Consiglio del 1297.

Indice

StoriaModifica

Secondo la tradizione erano originari di Muggia e sarebbero giunta in laguna nei primi anni della Serenissima. Sempre secondo la leggenda, il nome della casata deriverebbe dal soprannome di un suo membro, Arrigo, che nell'880 vinse i Saraceni e si cinse la testa con una sorta di corona ricavata dalle barbe degli sconfitti[1]; in realtà il cognome Barbarigo è considerato un patronimico derivato dal soprannome o dal nome di un antenato con l'aggiunta dell'antico suffisso veneziano in -igo[2].

La famiglia ebbe proprietà nei pressi della chiesa di Santa Maria Zobenigo, di cui, secondo la tradizione, furono i fondatori assieme ai Jubanici[1].

La famiglia si estinse con Giovanni Filippo Barbarigo (1771-1843), morto senza figli[3]. Quest'ultimo aveva nominato suo erede universale il conte Antonio Nicolò Giustinian Cavalli, con l'impegno di aggiungere al proprio cognome quello della casata estinta. Anche i Giustinian Cavalli Barbarigo scomparvero dopo due generazioni con le sorelle Orsola e Maria di Sebastiano Giulio[4].

 
Palazzo Barbarigo a Venezia, sul Canal Grande

Membri illustriModifica

Luoghi e architettureModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Giuseppe Tassini, Curiosità Veneziane, note integrative e revisione a cura di Marina Crivellari Bizio, Franco Filippi, Andrea Perego, Venezia, Filippi Editore, 2009 [1863], p. 233.
  2. ^ Carla Marcato, Patronimici, Enciclopedia dell'Italiano (2011), Treccani.
    «Antiche formazioni patronimiche sono sottintese in cognomi veneti in -igo: Barbarigo, Gradenigo, Pasqualigo, Mocenigo e altri.».
  3. ^ Alvise Zorzi, Canal Grande, Rizzoli, 1991, p. 231.
  4. ^ Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Vol. 8, Milano, Forni, 1928-36, p. 156.
Controllo di autoritàVIAF (EN35353930 · GND (DE123049628 · CERL cnp00573103
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