Muggia

comune italiano
Muggia
comune
(IT) Muggia
Muggia – Stemma Muggia – Bandiera
Muggia – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoLaura Marzi (Sinistra Ecologia Libertà) dal 5-6-2016
Lingue ufficialiitaliano, sloveno
Data di istituzione1954
Territorio
Coordinate45°36′N 13°46′E / 45.6°N 13.766667°E45.6; 13.766667 (Muggia)Coordinate: 45°36′N 13°46′E / 45.6°N 13.766667°E45.6; 13.766667 (Muggia)
Altitudinem s.l.m.
Superficie13,85 km²
Abitanti12 980[1] (30-4-2020)
Densità937,18 ab./km²
FrazioniAquilinia (Žavlje), Belpoggio (Beloglav), Chiampore (Čampore), Farnei, Lazzaretto-San Bartolomeo (Lazaret-Sveti Jernej), Rabuiese (Rabujez), Santa Barbara (Korošci), Vignano (Vinjan), Zindis
Comuni confinantiAncarano (Ankaran) (SLO), Capodistria (Koper) (SLO), San Dorligo della Valle (Dolina), Trieste
Altre informazioni
Cod. postale34015
Prefisso040
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT032003
Cod. catastaleF795
TargaTS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona D, 1 929 GG[2]
Nome abitantimuggesani (mujesani in istroveneto)
Patronosanti Giovanni e Paolo
Giorno festivo26 giugno
PIL(nominale) €228.610.356
PIL procapite(nominale) €17.238 [1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Muggia
Muggia
Muggia – Mappa
Posizione del comune di Muggia nell'ex provincia di Trieste
Sito istituzionale

Muggia (Muja in dialetto istroveneto e in dialetto triestino, Milje in sloveno[3]) è un comune italiano di 12 980 abitanti del Friuli-Venezia Giulia. È il comune situato più a meridione della regione Friuli-Venezia Giulia ed all'estremità più settentrionale dell'Istria.

Geografia fisicaModifica

Il territorio comunale muggesano si allunga sul versante settentrionale dell'omonimo promontorio, tra i Monti di Muggia e le acque del Vallone di Muggia che lo separano dalla città di Trieste. Il capoluogo, esposto a nord-est, sorge sul mare e si estende sulle colline e valli retrostanti. Il territorio comunale è caratterizzato da un tipico paesaggio collinare costiero, digradante verso il golfo di Trieste: dalle propaggini occidentali del promontorio si può godere dello spettacolo (cosa che avviene in pochi altri luoghi dell'Italia) del tramonto sul mare Adriatico. È l'unico lembo d'Istria – insieme ad una sezione del comune di San Dorligo della Valle/Dolina – rimasto alla Repubblica italiana dopo la seconda guerra mondiale ed in seguito al Memorandum di Londra (1954) ratificato dal Trattato di Osimo (1975).

StoriaModifica

Muggia sorse probabilmente come castelliere (villaggio fortificato) protostorico (età del ferro, VIII-VI secolo a.C.).

La cittadina sorse sicuramente sul colle di 172 m denominato “Muggia-Vecchia”. Nei pressi della cittadina furono rinvenute iscrizioni romane, un orologio solare, frammenti di mosaico e mattoni con bollo di fabbrica. Il primo documento certo in cui appare il nome di Muggia risale all’anno 931 e concerne la donazione fatta dai re d’Italia Ugo e Lotario al Patriarca di Aquileia dei “Castellum Mugla“.

Dopo l'inizio della penetrazione romana nel Friuli e la fondazione di Aquileia nel 181 a.C., il territorio muggesano venne conquistato insieme al resto dell'Istria con le campagne condotte nel 178-177 a.C. I Romani vi posero un accampamento in posizione elevata, Castrum Muglae, per difendere le vie di comunicazione con la colonia dalle incursioni degli istri.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, a Muggia si avvicendarono le dominazioni del goto Teodorico, dei Longobardi, dei Bizantini e dei Franchi. Nel 931 fu donata dai re d'Italia Ugo e Lotario al Patriarcato di Aquileia. Nel 1354 subì un attacco da parte dei Genovesi e scelse di passare nel 1420 con la Repubblica di Venezia.

Alla fine del XV secolo l'abitato sul colle, l'odierna Muggia Vecchia, perse progressivamente importanza, col trasferimento di buona parte degli abitanti sulla riva del mare, presso il "Borgolauro", dove tuttora si trova il centro cittadino.

Dopo la fine della Repubblica di Venezia (1797) e la breve parentesi del Regno italico napoleonico (1805-1814), passò sotto il dominio asburgico, sotto il quale sviluppò una fiorente industria cantieristica navale, continuata fino alla crisi solo nella seconda metà del XX secolo, in seguito alla mutata politica italiana del dopoguerra in merito alle strategie produttive. Dopo la chiusura del Cantiere S.Rocco dove fu varata la prima corazzata in ferro della marina Asburgica (con trasferimento di molte maestranze al Cantiere "San Marco" di Trieste), e di quello chiamato Felszegy, sopravvisse solo il piccolo Cantiere Matassi che ha cessato un'attività piena solo nel 1990.

Alla fine dell'Ottocento il dialetto muglisano, una parlata ladina simile al friulano, si estinse. Le testimonianze delle ultime persone che parlavano il Muglisano sono state raccolte dall'abate Jacopo Cavalli nel 1889[4]. L'ultimo dei "Muglisani" fu Niccolò Bortoloni che fu una delle fonti, la più attendibile, a cui attinse il Cavalli e che morì all'inizio del 1898[5]. Va rilevato che per lungo tempo prima d'estinguersi il muglisano aveva convissuto con l'attuale muggesano, dialetto di tipo istro-veneto.

Storia contemporaneaModifica

Dopo la prima guerra mondiale il territorio di Muggia passò come l'intera Venezia Giulia al Regno d'Italia e nel 1919 l'ex Campo di aviazione austro-ungarico di Zaule del 1911 ospitava la 38ª Squadriglia del Regio Esercito italiano fino al 20 dicembre 1920 e la 77ª Squadriglia aeroplani fino al maggio 1919, dal 28 febbraio 1919 il I Gruppo fino a maggio e da giugno la 91ª Squadriglia.

Nel 1923 il comune di Muggia cedette la frazione di Albaro Vescovà e parte della frazione di Valle Oltra al comune di Capodistria[6].

Dopo l'8 settembre 1943 il territorio subì l'occupazione militare tedesca diventando parte dell'Adriatisches Küstenland. Infatti, anche se quest'area divenne formalmente parte della nuova Repubblica Sociale Italiana, e rimase de iure sempre entro la sovranità del Regno d'Italia, fu di fatto sottoposta all'amministrazione militare diretta del 3º Reich. Il sentimento antinazista fu subito fortemente sentito, al punto che numerosi cittadini entrarono nella resistenza o la sostennero, aiutando però di fatto un'altra occupazione, quella jugoslava, salutata festosamente da certa parte della cittadinanza inneggiante all'istituzione della settima repubblica federativa. Fu grazie anche a concittadini fra i quali Vittorio Vidali se la linea del Partito Comunista jugoslavo non trovò applicazione e Muggia rimase italiana.

È negli anni dal 1943 al 1945 che si svolgono le vicende che hanno portato Muggia a ricevere la Medaglia d'Argento al Valor Militare (la massima onorificenza non fu concessa a causa dei movimenti filo-jugoslavi) per la Guerra di Liberazione, per i sacrifici delle sue genti e per l'attività nella lotta partigiana contro l'occupatore nazista "dopo l'8 settembre 1943" e fino alla fine della seconda guerra mondiale. Il suo comune subì le prime amputazioni territoriali a seguito del trattato di pace del 1947.
Le ulteriori rettifiche territoriali previste dal Memorandum di Londra (1954), con la definitiva assegnazione della Zona B del Territorio Libero di Trieste all'amministrazione jugoslava, furono effettuate a spese di Muggia (più di 10 km² circa con 3 500 abitanti) perdendo gli abitati di Albaro Vescovà, dei Monti di Muggia e la zona di Punta Grossa che sino ad allora si trovavano nella Zona A del Territorio Libero di Trieste.
Le principali frazioni e località perdute sono:

Molte delle località sopra elencate facevano parte dei Comuni Censuari Italiani (e prima ancora del Catasto Probatorio Austriaco detto Tavolare) di Plavia, Val d'Oltra e dei Monti di Muggia. Tenendo conto che oggi l'area comunale è di circa 13 km², il comune muggesano perse nelle due fasi la metà del suo territorio, in cui risiedeva un terzo della popolazione comunale che in larga maggioranza partì esule dopo il 1954. Il 10 novembre 1975 fu firmato il trattato di Osimo da delegati italiani e jugoslavi per accordarsi riguardo al confine tra zona A e zona B amministrate da Italia e Jugoslavia. Oggi la cittadina di Muggia punta sul turismo e sul commercio, grazie all'apertura delle frontiere ed ai progetti di collaborazione transfrontaliera.

Frazioni e localitàModifica

  • Aquilinia (Žavlje): 1.576 ab.
  • Belpoggio (Beloglav): 50 ab.
  • Boa: 53 ab.
  • Chiampore (Čampore)
  • Farnei: 57 ab.
  • Lazzaretto-San Bartolomeo (Lazaret-Sveti Jernej): 61 ab.
  • Muggia, capoluogo comunale: 11.000 ab
  • Noghera o Noghere (Oreh): 44 ab.
  • Rabuiese (Rabujez): 75 ab.
  • San Rocco
  • Santa Barbara (Korošci)
  • Stramare (Stramar): 30 ab.
  • Valico Rabuiese: 59 ab.
  • Vignano (Vinjan): 125 ab.
  • Villaggio Castelletto: 66 ab.
  • Zindis

OnorificenzeModifica

Muggia è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana dopo l'8 settembre 1943 durante la fase finale della seconda guerra mondiale[7]:

  Medaglia d'argento al valor militare

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Il castello di Muggia visto dal porto

Parco archeologico e Santuario di Muggia VecchiaModifica

Sul colle Muggia Vecchia è stato realizzato il Parco archeologico di Muggia Vecchia (Castrum Muglae), che ospita la Basilica di Santa Maria Assunta, unico edificio rimasto in piedi, ed i resti archeologici dell'abitato medioevale. La basilica venne probabilmente fondata in epoca longobarda dai monaci benedettini bianchi di San Colombano già presenti nell'area veneta, nel regno longobardo e soprattutto lungo la Via Postumia dopo la fondazione regia dell'abbazia matrice di San Colombano di Bobbio e l'espansione monastica dal VII al IX secolo nel regno; testimonianza anche toponimi longobardi e di Colombano presente nelle chiese e nella località Colombano o Kolomban (oggi sotto Capodistria).

Si riteneva che l'abitato di Muggia Vecchia cessò di essere luogo abitato, dopo la sua distruzione avvenuta da parte dei genovesi e di Paganino Doria nel 1353, invece fu distrutta, lasciando in piedi la basilichetta dai triestini in perenne lotta contro i muggesani, causa le saline[8].

Prima dell'attuale chiesa doveva esserci una precedente del VIII o IX secolo, della quale esistono alcuni elementi: l'ambone, il leggio e due grandi e larghe transenne o balaustre di marmo a pluteo di arte longobarda databili al periodo longobardo di re Liutprando VIII secolo o comunque al periodo della Rinascenza liutprandea VIII-IX secolo[9][10][11], a destra ed a sinistra dell'ingresso, dopo il rifacimento avvenuto nel secolo XIII. I resti del borgo medioevale sono stati rimessi in luce dalle indagini archeologiche: un tratto di strada su cui si aprivano diverse distinte case, su un lato della strada appoggiate alle mura di cinta, un'abitazione che conserva resti del piano superiore, accessibile da una scala esterna in muratura e presumibilmente sede dell'officina di un fabbro al piano terra.

Gli scavi hanno rimesso in luce anche tracce di frequentazione nell'VIII secolo d.C., ovvero una cava da cui furono scavate lastre di Arenaria, successivamente sistemata con murature di contenimento. I rinvenimenti testimoniano la presenza di un centro abitato del periodo risalente l'età del ferro, collocabile tra l'VIII e VI-V secolo a.C.

L'attuale borgo di Muggia Vecchia è una località sorta relativamente di recente.

Castello di MuggiaModifica

Il castello si affaccia in posizione elevata sul porto, è di proprietà dello scultore Villi Bossi e di sua moglie Gabriella, e viene aperto al pubblico in particolari occasioni, specie per iniziative culturali e musicali. Il primo nucleo del castello fu una torre fatta erigere dal patriarca di Aquileia, Marquardo di Randeck, nel 1374, nella zona chiamata Borgolauro. Successivamente venne aggiunto un quadrilatero di mura e delle torri di guardia per ospitare una guarnigione di soldati, la cui costruzione si protrasse sino al 1399. I merli della torre sono piani, ovvero di tipo guelfo. Nel 1701 fu avviato un primo progetto di restauro, curato dal conte Giovanni Polcenigo, che però fu effettuato solo nel 1735, su spinta del governo della Serenissima, nella cui orbita Muggia gravitava. Nell'Ottocento, il castello ricadde in uno stato di abbandono, nel quale rimase sostanzialmente sin quasi alla fine del secondo millennio, quando gli attuali proprietari lo riportarono all'originale splendore.

Duomo di MuggiaModifica

Il Duomo di Muggia, dedicato ai Santi Giovanni e Paolo, fu consacrato nel 1293. L'attuale facciata, in stile gotico-veneziano, è opera del XV secolo

Chiesa di San Matteo a ZindisModifica

Questa chiesa fu costruita nella prima metà degli anni '70 del Novecento in seguito alla creazione della parrocchia parimenti dedicata.

Chiesa di San Rocco a San RoccoModifica

La piccola chiesetta di San Rocco fu edificata nel 1864 e dipende dalla parrocchia di San Matteo Apostolo di Zindis.

Chiesa di Santa BarbaraModifica

Posta nell'omonimo paese, la chiesa di Santa Barbara fu costruita nella seconda metà dell'Ottocento lì dove è accertato che nel XVII secolo esisteva una piccola cappella.

Chiesa di San Benedetto Abate ad AquiliniaModifica

La chiesa di Aquilinia fu costruita nel 1962 ed è stata eretta a parrocchiale nel 1964.

Civico museo archeologico di MuggiaModifica

Il Civico museo archeologico di Muggia, inaugurato nel 1997, ha sede presso la Casa Veneta nel centro storico di Muggia, e offre un'esposizione di reperti ritrovati nei 25 siti sparsi sul territorio di Muggia, in particolare sul Monte Castellier: la stele dedicata al Dio Mitra, la Necropoli di Santa Barbara e il Castelliere di Elleri.

Museo d'arte moderna Ugo CaràModifica

Il Museo d'arte moderna Ugo Carà, inaugurato nel 2006 in seguito a una donazione del maestro al Comune di Muggia, rappresenta l’unico corpus di opere dello scultore e designer Ugo Carà (Muggia, 26 novembre 1908 - Trieste, 12 dicembre 2004) e offre ogni anno un fitto programma di mostre d'arte moderna e contemporanea.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[12]

Lingue e dialettiModifica

Muggia fa parte dei comuni del Friuli-Venezia Giulia in cui vige la tutela della comunità slovena[13]. Tuttavia, pur esistendo un ufficio dedicato alla minoranza slovena, non viene applicato il bilinguismo visivo previsto dalla legge.

La popolazione è quasi per la sua totalità di madrelingua italiana. È altresì molto diffuso il dialetto muggesano (mujesan), una varietà locale di transizione tra il dialetto triestino, ormai dominante, e l'istroveneto.

La minoranza slovena storica è concentrata soprattutto nella zona di Rabuiese/Rabujez, Vignano/Vinjan, Belpoggio/Beloglav e nelle frazioni di Santa Barbara/Korošci ed Aquilinia/Žavlje.

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Istat 1971
95,30% madrelingua italiana
4,70% madrelingua slovena

CulturaModifica

EventiModifica

Fonti storiche[senza fonte] lo fanno risalire addirittura al XV secolo. Il sapore di un multicolore spettacolo popolare è però rimasto la caratteristica principale di questa festa. Nella sua formula attuale il Carnevale è organizzato come un concorso a premi per carri e gruppi in costume che, bandito dall'apposito comitato organizzatore, sfila per le strade di Muggia la domenica di carnevale; le compagnie carnevalesche sono (in ordine alfabetico) : Bellezze Naturali, Bora, Brivido, Bulli & Pupe, Lampo, Mandrioi, Ongia, Trottola.

La Brivido e l'Ongia sono le compagnie che sfilano da più anni; infatti sono le due più in competizione l'una con l'altra. La Brivido ha 1 punto in più rispetto all'Ongia vincendo anche l'edizione del 2014.

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Muggia e Ferrovia Parenzana.

Dal 1902 al 1935 era in funzione la Ferrovia Parenzana che collegava Trieste con Parenzo (oggi in Croazia) e ad Muggia aveva la sua stazione ferroviaria, che dopo la chiusura della linea fu demolita.

AmministrazioneModifica

Fonte= [14]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
novembre 1989 17 dicembre 1990 Jacopo Rossini Partito Socialista Italiano Sindaco
17 dicembre 1990 21 novembre 1993 Fernando Ulcigrai Partito Socialista Italiano Sindaco
21 novembre 1993 26 marzo 1996 Sergio Milo Indipendente di centro-sinistra Sindaco
26 marzo 1996 1º dicembre 1996 Pasquale Vergone - Comm. straord.
1º dicembre 1996 24 giugno 2001 Roberto Dipiazza indipendente di centro Sindaco
24 giugno 2001 10 aprile 2006 Lorenzo Gasperini Lega Nord Sindaco
10 aprile 2006 17 maggio 2011 Nerio Nesladek (primo mandato) Coalizione di sinistra Sindaco
17 maggio 2011 5 giugno 2016 Nerio Nesladek (secondo mandato) Partito Democratico Sindaco
5 giugno 2016 in carica Laura Marzi Sinistra Ecologia Libertà (oggi inesistente, confluito in Sinistra Italiana) Sindaco

GemellaggiModifica

SportModifica

Le principali società della cittadina sono:

- Interclub Muggia, basket;

- A.S.D Muglia Fortitudo, calcio;

- Pullino, società di canottaggio;

- Società Velica di Muggia;

- Tennis Borgolauro

CalcioModifica

La principale squadra di calcio della città era l'A.S.D. Muggia 1945 che militava nella Eccellenza Friuli-Venezia Giulia. Nacque nel 1945. Giocava le partite interne presso lo stadio comunale Paolo Zaccaria in via dei mulini; le altre società dilettantistiche del comune muggesano sono l'A.S.D. Muglia Fortitudo, nata nel 2004, che milita in prima categoria. Nel 2015 poi la società A.S.D. Muggia è fallita, quindi si è unita con il Muglia Fortitudo, l'unica squadra di calcio del comune. Oltre a questa società è presente anche l'A.S.D. Zaule Rabuiese, che rappresenta la zona di Aquilinia, frazione del comune muggesano, anch'essa militante nella Promozione del Friuli Venezia-Giulia.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ La denominazione in sloveno non è ufficiale ma la minoranza linguistica è soggetta a tutela, cfr. Comune di Muggia – Statuto.
  4. ^ Jacopo Cavalli, Reliquie ladine raccolte a Muggia d’Istria con un’appendice sul dialetto tergestino, in Archivio Glottologico Italiano, XII, 1893, p. 202.
  5. ^ Matteo Bartoli, Due parole sul neolatino indigeno di Dalmazia, in Rivista Dalmatica, III, II, 1900, p. 209. Nella nota a pie' pagina si legge: L'ultimo che sapesse ancora il "tergestino" fu un G. de Jurco. morto nel 1889, l'ultimo dei "Muglizains" un Niccolò Bortoloni, morto nell'inverno 1898, pochi mesi dunque prima dell'ultimo "Dalmatico".
  6. ^ Regio Decreto 18 gennaio 1923, n. 53, art. 3
  7. ^ http://www.istitutonastroazzurro.it/istituzionidecoratemedagliaargentovalormilitare.html
  8. ^ Storia di Muggia Vecchia - La fase medievale del Parco di Muggia Vecchia, dal portale ParcodiMuggiavecchia.it
  9. ^ La basilica di Santa Maria Assunta di Muggia Vecchia e gli antichi plutei longobardi
  10. ^ Museo dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio - La lapide di Cumiano, lastra identica ai plutei dell'antica chiesa di Muggia Vecchia
  11. ^ Storia e fasi costruttive della Basilica di Santa Maria Assunta, dal portale ParcodiMuggiavecchia.it
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Legge n. 38/2001
  14. ^ Sindaci di Muggia (1993-2020), su tuttitalia.it.

BibliografiaModifica

  • Dario Alberi, Istria, storia, arte, cultura, Lint Editoriale Trieste
  • Fabio Amodeo, Tutto Istria, Lint Editoriale Trieste
  • AA. VV., Istria, Cherso, Lussino, guida storico artistica, Bruno Fachin Editore
  • Gaetano Longo, Terra d'Istria, Lint Editoriale Trieste

Voci correlateModifica

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