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Basilica di San Vittore (Arsago Seprio)

edificio religioso di Arsago Seprio
Basilica di San Vittore martire
Basilica di San Vittore Martire di Arsago Seprio.JPG
Lato settentrionale della chiesa con la torre campanaria
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàArsago Seprio
ReligioneCristiana cattolica di rito ambrosiano
TitolareVittore il Moro
Arcidiocesi Milano
Stile architettonicoRomanico lombardo
Inizio costruzioneIX-XII secolo
(su una chiesa del V-VI secolo)

Coordinate: 45°41′15″N 8°43′46.45″E / 45.6875°N 8.729569°E45.6875; 8.729569

La basilica di San Vittore martire è una chiesa facente parte, insieme all'antistante battistero, di uno dei più importanti complessi romanici della Lombardia. Si trova ad Arsago Seprio, in provincia di Varese, a circa 17 km dal capoluogo[1].

La chiesa risale al IX-XII secolo e fu costruita su un più antico edificio datato V-VI secolo, del quale sono ancora visibili le tracce all'esterno dell'abside[2], probabilmente sotto la spinta di Arnolfo II da Arsago, arcivescovo di Milano dal 998 al 1018[1].

La realizzazione della chiesa e del battistero venne affidata ai Maestri comacini, ma non è chiaro se i due edifici siano coevi, oppure realizzati in periodi differenti.

Indice

ArchitetturaModifica

La pianta della chiesa è rettangolare e priva di transetto e presenta un presbiterio rialzato, ma privo di cripta[1]. La facciata a salienti, sulla quale si aprono il portale d'ingresso e tre finestre con arco a tutto sesto, fa intuire già dall'esterno che l'aula dell'edificio è suddivisa in tre navate. Otto fori quadrati allineati orizzontalmente si aprono all'altezza del frontone che sovrasta la porta: erano probabilmente utilizzati per sostenere delle travi in legno che andavano a costituire un portico oggi scomparso. Sulla sommità della facciata, a decorazione della linea della copertura si trova una serie di archetti ciechi[2].

 
L'interno della chiesa

All'interno, le tre navate sono separate da due serie di pilastri alternati a colonne realizzate con materiali di recupero di origine romana e terminano con tre absidi rivolte a est. Le originali decorazioni pittoriche dell'intera chiesa sono andate perdute e nel XX secolo le pareti interne sono state completamente intonacate[2].

CampanileModifica

Il campanile è realizzato in pietra ricavata da costruzioni precedenti. La torre presenta grandi lesene angolari che delimitano delle specchiature separate da fasce formate da pietre disposte a dente di sega e archetti ciechi. L'originale cella campanaria fu murata nel 1872 e oggi le campane si trovano sul terrazzo soprastante, privo di copertura[2].

BattisteroModifica

 
Il battistero fotografato dal lato ovest

Il battistero, dedicato a San Giovanni evangelista, è posto davanti alla facciata della chiesa, con due ingressi posti sui lati meridionale e settentrionale. Risale alla metà del XII secolo e la muratura si presenta del tutto simile a quella della chiesa. La pianta è di forma ottagonale e l'edificio è sormontato da un tiburio a sedici lati solcati da un profondi archi ciechi, ognuno dei quali presenta una piccola apertura di diversa forma (a croce, circolare, ad arco), che racchiude la cupola emisferica. La copertura è piramidale. Tre delle otto pareti presentano delle bifore divise da colonnine[2].

All'interno si trovano otto nicchie a pianta rettangolare o trapezoidale ricavate nello spessore della muratura, ad eccezione di quella orientale, semicircolare e con altare ricavato da un cinerario romano. Le nicchie sono sormontate da una serie di archetti e affiancate da semicolonne che si innalzano fino al livello del matroneo che corre lungo tutto il perimetro del battistero e al quale si accede attraverso due scale incavate nello spessore murario. Al centro dell'edificio si trova l'antica vasca battesimale posto più in basso rispetto al livello del pavimento, al quale è collegato tramite tre gradini (oggi ne rimangono solo due)[2].

Sul lato orientale del battistero si trova una finestra non perpendicolare alla parete, ma inclinata con orientamento a sud, probabilmente per consentire la visione della Stella del Mattino all'alba successiva al giorno di Pasqua, quando anticamente venivano battezzati i catecumeni[2].

NoteModifica

  1. ^ a b c Luca Frigerio, Arsago Seprio: il battistero e San Vittore [collegamento interrotto], su chiesadimilano.it. URL consultato il 29 dicembre 2015.
  2. ^ a b c d e f g Direzione Culturale del FAI (a cura di), Basilica e Battistero di San Vittore, Arsago Seprio (PDF), su fondoambiente.it, FAI. URL consultato il 29 dicembre 2015.

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