Battaglia di Doberdò

battaglia durante la prima guerra mondiale
Battaglia di Doberdò
parte del fronte italiano della prima guerra mondiale
Kämpfe auf dem Doberdo.JPG
Rappresentazione della battaglia di Doberdò
Dataagosto 1916
LuogoDa Monfalcone a Gorizia
EsitoVittoria italiana
Schieramenti
Comandanti
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La battaglia di Doberdò è stato uno degli scontri più sanguinosi della prima guerra mondiale, combattuto nell'agosto 1916 tra l'esercito del Regno d'Italia e quello dell'Austria-Ungheria, quest'ultimo composto prevalentemente da reggimenti ungheresi e sloveni.

Lo scontro, che fa parte della sesta battaglia dell'Isonzo, ebbe luogo in un'area strategica posta sul bordo più occidentale dell'altopiano del Carso. Dopo aver conquistato la pianura tra Monfalcone e Ronchi dei Legionari, gli italiani tentarono di sfondare in direzione dell'altopiano del Carso, al fine di prendere il controllo della strada principale di connessione tra il porto di Trieste e la città di Gorizia. Dopo violenti combattimenti e numerose perdite, gli attaccanti riuscirono nel loro proposito. Le forze austro-ungariche si ritirarono, e Gorizia fu conquistata dagli italiani. Tuttavia, questi ultimi non riuscirono ad avanzare verso Trieste, e furono fermati a nord-ovest di Duino.

Molto conosciuta nella storiografia dei paesi che un tempo facevano parte della monarchia multietnica dell'Austria-Ungheria, la battaglia è detta anche "la battaglia dei popoli" poiché tra le unità dell'esercito del Regno d'Italia e quelle dell'Austria-Ungheria che furono protagoniste dell'evento troviamo una forte connotazione etnico-identitaria. I reggimenti asburgici provenivano infatti dal Regno d'Ungheria, ed erano quindi composti soprattutto da ungheresi, transilvani (quindi rumeni anche), slovacchi, e dalla Slovenia. Le unità di parte italiana appartenevano invece in prevalenza alla Brigata Sassari, composta da soldati della medesima provenienza regionale, sardi nella fattispecie.

Va osservato a tal proposito che il carattere per così dire etnico-identitario (tipico degli eserciti austro-ungarico e tedesco) fu un caso unico in tutto l'esercito italiano, dove le unità - nonostante i frequenti loro nomi regionali o legati a città - erano composte da soldati provenienti un po' da tutte le regioni d'Italia. Fu in questa battaglia che la Brigata Sassari si distinse per valore ed efficacia militare. Un valore che poi fu alla base della nascita del mito del soldato sardo, coraggioso e forte. Un mito che contribuì non poco anche al risveglio identitario della Sardegna[1].

NoteModifica

  1. ^ Paolo Rumiz e Alessandro Scillitani, Inchiodati sull'Isonzo, Roma, GEDI Gruppo Editoriale, 2018.

BibliografiaModifica

  • Géza Lukachich, A Doberdó védelme az első isonzói csatában. [La difesa di Doberdó nella prima battaglia dell'Isonzo], Budapest, Atheaneum, 1918, p. 89.
  • Paolo Rumiz e Alessandro Scillitani, Inchiodati sull'Isonzo, Roma, GEDI Gruppo Editoriale, 2018.

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