Battaglia di Resena

Battaglia di Resena
parte della campagna sasanide di Gordiano III
Gordian III Musei Capitolini MC995.jpg
Gordiano III, il vincitore della battaglia, aveva diciannove anni, e il comando effettivo dell'esercito era di suo suocero, il prefetto del pretorio Timesiteo
Data243
LuogoResena in Mesopotamia
EsitoVittoria romana
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Sconosciuti150/170.000 armati
(13 legioni al completo,
14 vexillationes legionarie
oltre a numerosi auxilia) lungo l'intero limes orientale (metà o 1/3 dei quali, impiegato nella "campagna militare di invasione").[1][2][3][4][5]
Perdite
PesantiSconosciute
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

La battaglia di Resena fu combattuta nel 243 tra l'esercito romano dell'imperatore Gordiano III e l'esercito sasanide di Sapore I, nei pressi di Resena: i Romani furono vincitori.

Contesto storicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Campagna sasanide di Gordiano III.

Il giovane imperatore Gordiano III, dopo aver fatto aprire le porte del tempio di Giano[4][6][7][8] (nel 242) e, dopo aver mobilitato l'esercito, marciò personalmente verso Oriente, con il comando effettivo della campagna affidato a Timesiteo e all'altro prefetto del pretorio, Gaio Giulio Prisco. Giunto ad Antiochia (forse sul finire dell'anno), che sembra riconquistò dopo essere caduta in mano a Sapore I,[9] passò l'Eufrate a Zeugma, sconfiggendo ripetutamente i Persiani e strappando loro Carre e Nisibis.[10][11][12]

BattagliaModifica

La campagna romana del 243 culminò con una netta vittoria romana, dopo l'occupazione di Carrhae ed Edessa. Lo scontro più importante fu proprio a Resena, dove ottennero una vittoria decisiva, riprendendo la città,[13] ma soprattutto tornando ad occupare parte dei territori dell'alta Mesopotamia ed Osroene, andati perduti qualche anno prima (239-241).

ConseguenzeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Mesiche.

Lo stesso imperatore tornato a svernare nella provincia romana di Siria, stava progettando una nuova campagna per l'anno successivo, con lo scopo di raggiungere ed occupare la capitale nemica, Ctesifonte,[10][14] quando il suocero, Timesiteo morì.[13][15] Senza l'esperienza militare ed il carisma del suocero, Timesiteo, la campagna in territorio sasanide e la sicurezza stessa dell'imperatore erano ora a rischio.[13]

Il corso della guerra cambiò: Timesiteo, il vero vincitore della battaglia di Resena, fu quindi sostituito dal nuovo prefetto del pretorio, Filippo l'Arabo. A metà febbraio 244, i due eserciti si scontrarono ancora, a Mesiche, non lontano da Ctesifonte: questa volta fu forse Sapore a vincere. Gordiano morì, o in battaglia, o assassinato dai suoi uomini, e Filippo divenne il nuovo imperatore: per ottenere la pace da Sapore, Filippo dovette accettare un trattato molto oneroso.

NoteModifica

  1. ^ J.R.Gonzales, Historia de las legiones romanas, p.730.
  2. ^ Erodiano, VI, 3.2.
  3. ^ Le forze stimate in 150/170.000 armati da parte romana (13 legioni al completo oltre a vexillationes di 14 altre legioni), significa considerare che buona parte di queste rimasero a difendere i confini imperiali (almeno la metà, pari a 85.000 armati), mentre la restante parte (l'altra metà), potrebbe aver costituito l'armata di "invasione".
  4. ^ a b Historia Augusta, Gordiani tres, 26, 3.
  5. ^ Yann Le Bohec, L'esercito romano, p. 34 e 45.
  6. ^ Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, IX, 2.
  7. ^ Aurelio Vittore, De Caesaribus, XXVII, 7-8; Epitome de Caesaribus, XXVII, 1-3.
  8. ^ Giovanni di Antiochia, Historia chronike, fram.147.
  9. ^ Historia Augusta, Gordiani tres, 26, 5.
  10. ^ a b Zonara, L'epitome delle storie, XII, 18.
  11. ^ Historia Augusta, Gordiani tres, 26, 6.
  12. ^ Historia Augusta, Gordiani tres, 27, 6.
  13. ^ a b c Zosimo, Storia nuova, I, 18.2.
  14. ^ Historia Augusta, Gordiani tres, 27, 7.
  15. ^ Historia Augusta, Gordiani tres, 28, 1.

BibliografiaModifica

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • J.Boardman, The Cambridge ancient history, Cambridge University Press, ISBN 0521301998, pp. 35–36.
  • J.R.Gonzales, Historia de las legiones romanas, Madrid 2003.
  • T.C.F.Hopkins, Wars, and Battles: The Middle East from Antiquity to the Rise of the new world, (Macmillan, 2007), p. 95.
  • Y.Le Bohec, L'esercito romano, Roma 2008.
  • E.Yarshater, The Cambridge History of Iran, vol. 3 The Seleucid, Parthian and Sassanian periods, Cambridge University Press, 1983, ISBN 052120092X, p. 125.

Collegamenti esterniModifica