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Historia Augusta

raccolta di biografie di imperatori e usurpatori romani
Storia Augusta
Titolo originaleHistoria Augusta
Bust Hadrian Musei Capitolini MC817 cropped.jpg
Adriano, il primo imperatore della raccolta delle vite
Autoresconosciuto
1ª ed. originaleIV secolo; età costantiniana oppure età teodosiana
Genereraccolta biografica
Lingua originale latino

La Storia Augusta (in latino: Historia Augusta) è una raccolta di biografie di imperatori e usurpatori romani comprendente l'arco di tempo che va da Adriano a Numeriano. Sia pur con qualche considerevole lacuna, fra le quali si segnala per estensione quella relativa agli anni 244-253, essa è l'unica fonte letteraria continua per questo periodo, il cui contenuto coincide a volte con quello di epigrafi e di altro materiale documentario pervenutoci e quindi, pur con tutti i suoi limiti, è di interesse considerevole.

Indice

Autori o autore, destinatari ed epoca di composizione della Historia AugustaModifica

Pur sembrando che la Historia Augusta sia un insieme di vite redatta da sei scrittori differenti - rispondenti ai nomi di "Aelius Spartianus", "Iulius Capitolinus", "Vulcacius Gallicanus", "Aelius Lampridius", "Trebellius Pollio" e "Flavius Vopiscus" - indirizzata a cesari e imperatori dell'età dioclezianeo-costantiniana, come si evince dalle dediche, tuttavia una serie di incongruenze, anacronismi, falsificazione di dati, termini tecnico-amministrativi e nomi di personaggi riconducibili e in auge in epoche più tarde, dà adito a una serie di perplessità e forti dubbi non soltanto sulla paternità dell'opera stessa, ma anche sull'attendibilità del suo contenuto, sui destinatari dell'opera e conseguentemente sulla data di composizione.

A smontare le certezze su cui si reggeva il tradizionale impianto basato sulla convinzione che la H.A. fosse opera di sei autori vissuti nel sopraddetto periodo fu uno studio del 1889 di Hermann Dessau nel quale, per la prima volta, fu avanzata l'ipotesi che i nomi dei sei Scriptores fossero tutti fittizi e che il lavoro fosse stato composto da un singolo autore, all'epoca di Teodosio I; a supporto di questa intuizione, H. Dessau addusse come prova il fatto che la vita di Settimio Severo è copiata da Aurelio Vittore e che quella di Marco Aurelio è intrisa di elementi che fanno pensare a Eutropio: fonti entrambe, com'è noto, riconducibili alla fine del IV secolo. La tesi del Dessau, che metteva a nudo le varie incongruenze sopra dette, fu condivisa, fra gli altri, da Otto Seeck, ma trovò fieri oppositori in altri storici "conservatori" del calibro di Elemir Klebs, Heinrich Wölfflin e H. Peter che collocavano, invece, la composizione della Historia Augusta all'epoca dioclezianea-costantiniana, attribuendola ai sei citati autori.

Una posizione intermedia veniva assunta da Theodor Mommsen che faceva risalire le varie incongruenze, presenti nella H.A., all'opera di interpolatori che avrebbero modificato, nel V secolo, il contenuto della prima redazione dell'opera, risalente, a suo modo di vedere, al 330. Il XX secolo fu caratterizzato dalle prese di posizioni pro o contro le opposte tesi, e mentre per l'arco di tempo della composizione dell'opera le congetture oscillano tra il 392 il 423 (per quest'ultima datazione propende Johannes Straub, per il 420 Santo Mazzarino). Per quanto riguarda l'autore o gli autori, si è sempre più diffusa fra gli studiosi la convinzione che a comporla fosse stato soltanto un biografo. Rimette tutto in discussione Arnaldo Momigliano con un invito alla comunità scientifica a riconsiderare l'insieme della problematica venutasi sempre più a stratificarsi attorno a ipotesi che, per quanto suggestive, privilegiano più spesso soluzioni di fantasia discostandosi dai dati reali dei singoli problemi.

Per ciò che riguarda il problema della paternità dell'opera e l'epoca di composizione, studi recenti mostrano, uniformità di stile in buona parte dell'opera, orientando la quasi totalità degli eruditi contemporanei verso l'accettazione della teoria che a comporre l'opera sia stato un singolo autore, tardo e di identità sconosciuta, anche se l'analisi stilistica del lavoro, effettuata con l'ausilio del computer ha dato risultati incerti: alcuni elementi di stile, infatti, sono abbastanza uniformi in tutta l'opera, rendendo legittima l'ipotesi di un unico biografo, mentre altri variano in una direzione che ne suggerisce la molteplicità. In merito alla individuazione degli obbiettivi della Historia c'è da dire che le opinioni, fino al XX secolo, sono, nella loro non univocità, settoriali: per alcuni si tratta di un lavoro di pura evasione o di satira, concepito al solo scopo di intrattenere, per altri, invece, esso è un attacco di parte pagana contro il Cristianesimo che induce l'autore a celare la sua identità per motivi di sicurezza personale. Una lettura più attenta ha indirizzato però gli studiosi su una tematica decisiva, in quanto presente e costantemente portata avanti in ogni biografia.

I modelli ai quali si ispiraModifica

Che nell'opera si riscontrino queste caratteristiche messe assieme è cosa abbastanza evidente, tanto più che essa, nel complesso, si presenta come cronaca della vita, soprattutto privata, degli imperatori, aderendo, ma in modo esagerato, dichiaratamente, al modello svetoniano, a cui si era già ispirato Mario Massimo, discostandosene, però, quest'ultimo alquanto, per aver messo in netta preminenza, rispetto al dato storico a cui invece si atteneva Svetonio, il lato privato e domestico, il pettegolezzo di corte, fine a sé stesso, sino alla calunnia: in merito vedasi il trattamento, per aver tolto ai senatori il comando delle legioni affidandolo al ceto equestre, riservato a Gallieno, buon imperatore secondo altre fonti. Pertanto l'autore (o gli autori) della Historia Augusta pur prendendo le mosse da Svetonio, nello sviluppo delle argomentazioni fa riferimento, si basa e segue Mario Massimo, citato come fonte ben 18 volte e della cui opera non ci rimane altro. Di fondamentale importanza è la testimonianza dello storico Ammiano Marcellino, fra altre, il quale sostiene che l'opera di Mario Massimo dilettasse parecchio i suoi lettori: altro che Sallustio, Livio e Tacito, storici accurati e severi, all'epoca in cui fu scritta la Historia Augusta, e ancor prima, a tenere banco, tra gli aristocratici era proprio l'opera storica, o per meglio dire, romanzesca di Mario Massimo, unitamente alle satire di Giovenale, autore quest'ultimo quasi dimenticato, prima di questo periodo, e ritornato di gran moda in seguito, probabilmente, ai commenti che ne fece il grammatico Servio.

Contenuto della lista degli imperatori narratiModifica

Dinastia degli Antonino AntoniniModifica

Ritratto Nome Nascita Regno Morte Note
Inizio Fine

 

Adriano
Publio Elio Adriano
Publio Elio Traiano Adriano
24 gennaio 76 11 agosto 117 10 luglio 138 morte naturale Non è chiaro se fu mai adottato ufficialmente da Traiano (forse fu scelto dall'augusta Plotina, vedova di Traiano)

 

Antonino Pio
Tito Aurelio Fulvo Boionio Arrio Antonino
Tito Elio Adriano Antonino
19 settembre 86 10 luglio 138 7 marzo 161 morte naturale Figlio adottivo di Adriano; primo della dinastia degli Antonini
  Marco Aurelio
Marco Annio Catilio Severo
Marco Annio Vero
Marco Aurelio Antonino
26 aprile 121 7 marzo 161 17 marzo 180 malattia Figlio adottivo di Antonino Pio, nonché suo genero e nipote;
regnò assieme a Lucio Vero sino al 169, e insieme a Commodo a partire dal 177; secondo della dinastia degli antonini.
Gaio Avidio Cassio usurpatore in Siria nel 175
  Lucio Vero
Lucio Ceionio Commodo Vero
15 dicembre 130 gennaio 169 ictus oppure peste Figlio adottivo di Antonino Pio;
regnò assieme a Marco Aurelio
  Commodo
Marco Aurelio Commodo Antonino
31 agosto 161 17 marzo 180 31 dicembre 192 assassinato Figlio di Marco Aurelio;
regnò insieme al padre dal 177 al 180. Terzo e ultimo degli antonini.

Guerra civile romana (193)Modifica

Ritratto Nome Nascita Regno Morte Note
Inizio Fine
  Pertinace
Publio Elvio Pertinace
1º agosto 126 1º gennaio 193 28 marzo 193 assassinato dai pretoriani Comandante militare, scelto dal Senato e dalle legioni.
  Didio Giuliano
Marco Didio Severo Giuliano
30 gennaio 133 28 marzo 193 1º giugno 193 assassinato da un sicario del Senato Acquistò il titolo dai pretoriani e fu riconosciuto inizialmente anche dal Senato, ma non dalle legioni

Declino del Principato (193-284)Modifica

Dinastia dei Severi (193-235)Modifica

Ritratto Nome Nascita Regno Morte Note
Inizio Fine
  Settimio Severo
Lucio Settimio Severo
11 aprile 146 9 aprile 193 4 febbraio 211 morte naturale Conquistò il potere in lotta con Pescennio Nigro (193-194) e con Clodio Albino (193-197), quest'ultimo inizialmente associato al potere come Cesare
  Caracalla
Lucio Settimio Bassiano
Marco Aurelio Severo Antonino
4 aprile 188 4 febbraio 211 8 aprile 217 assassinato durante una spedizione in Partia Figlio di Settimio Severo;
fu associato al trono dal padre nel 209
  Geta
Publio Settimio Geta
7 marzo 189 19 dicembre 211 assassinato dal fratello Caracalla Figlio di Settimio Severo;
fu associato al trono dal padre nel 209
  Macrino
Marco Opellio Macrino
164 circa 8 aprile 217 giugno 218 assassinato Non dinastico, era prefetto del pretorio
  Associato al trono
Diadumeniano
Marco Opellio Antonino Diadumeniano
200 circa 218 giugno 218 assassinato Figlio e co-augusto di Macrino
  Eliogabalo
Sesto Vario Avito Bassiano
Marco Aurelio Antonino
20 marzo 204 16 maggio 218 11 marzo 222 assassinato a Roma insieme alla madre Giulia Soemia Regnò sotto la tutela della nonna Giulia Mesa e della madre Giulia Soemia
  Alessandro Severo
Marco Bassiano Alessiano
Marco Aurelio Severo Alessandro
1º ottobre 208 13 marzo 222 18/19 marzo 235 assassinato a Magonza insieme alla madre Giulia Mamea Cugino di Eliogabalo, da questi adottato. Regnò con la madre Giulia Mamea

Anarchia militare fino a Gallieno (235-268)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Crisi del III secolo.
Ritratto Nome Nascita Regno Morte Note
Inizio Fine
  Massimino Trace
Gaio Giulio Vero Massimino
173 circa 20 marzo 235 10 maggio 238 assassinato Primo imperatore di origine barbarica e che non venne mai a Roma, essendo impegnato in guerra. Nel 238 fu dichiarato dal Senato "nemico pubblico"
  Gordiano I
Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano
159 circa 22 marzo 238 fine aprile 238 suicida Regnò insieme al figlio, Gordiano II
  Gordiano II
Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano
192 circa 12 aprile 238 caduto in battaglia Regnò insieme al padre, Gordiano I
  Pupieno
Marco Clodio Pupieno Massimo
170 circa 1º febbraio 238 11 maggio 238 assassinati dai pretoriani Pupieno e Balbino furono eletti dal Senato e regnarono insieme
  Balbino
Decimo Celio Calvino Balbino
178 circa
  Gordiano III
Marco Antonio Gordiano Pio
20 gennaio 225 29 luglio 238 11 febbraio 244 caduto in battaglia oppure assassinato dal prefetto del pretorio Filippo Figlio di Antonia Gordiana, figlia di Gordiano I
  Filippo l'Arabo
Marco Giulio Filippo
204 circa febbraio 244 primavera 249 caduto in battaglia Marco Silbannaco usurpatore in Germania nel 248;
Tiberio Claudio Marino Pacaziano usurpatore in Mesia e Pannonia nel 248-249;
Marco Fulvio Rufo Iotapiano usurpatore in Siria nel 249
  Associato al trono
Filippo II
Marco Giulio Severo Filippo
238 circa 247 primavera 249 assassinato dai pretoriani Figlio e co-augusto di Filippo l'Arabo
  Decio
Gaio Messio Quinto Traiano Decio
201 circa primavera 249 1º luglio 251 caduto in battaglia Tito Giulio Prisco usurpatore in Macedonia nel 250;
Giulio Valente Liciniano usurpatore a Roma nel 250
  Associato al trono
Erennio Etrusco
Quinto Erennio Etrusco Messio Decio
220 circa 251 1º luglio 251 caduto in battaglia Figlio e co-augusto di Decio
  Treboniano Gallo
Gaio Vibio Treboniano Gallo
206 circa 1º luglio 251 agosto 253 assassinato dai pretoriani Lucio Giulio Sulpicio Uranio Antonino usurpatore in Siria nel 253-254
  Associato al trono
Ostiliano
Gaio Valente Ostiliano Messio Quinto
230 circa 1º luglio 251 novembre 251 peste Figlio di Decio e co-augusto di Treboniano
  Associato al trono
Volusiano
Gaio Vibio Afinio Gallo Veldumniano Volusiano
? novembre 251 agosto 253 assassinato dai pretoriani Figlio e co-augusto di Treboniano
  Emiliano
Marco Emilio Emiliano
207 circa luglio 253 settembre 253 assassinato dai suoi soldati
  Valeriano
Publio Licinio Valeriano
200 circa settembre 253 aprile o maggio 260 morto in circostanze mai verificate, prigioniero dal re sasanide Sapore I Usurpatori:
In Pannonia: Ingenuo (258-260) e Regaliano (263)
In Egitto: Mussio Emiliano (258-259)
In Siria: Macriano Maggiore, Macriano Minore e Quieto (260-261)
In Rezia: Aureolo (268)
Nelle Gallie: Postumo (259-268), Leliano (268), Aurelio Mario (268) e Vittorino (268-271)
  Gallieno
Publio Licinio Egnazio Gallieno
218 fine 253 268 ucciso a tradimento Figlio di Valeriano, regnò insieme al padre fino alla sua cattura;
nominò correctior totius Orientis Settimio Odenato di Palmira (260-267)
  Associato al trono
Cornelio Valeriano
Publio Licinio Cornelio Valeriano
? 258 circa ucciso a tradimento Figlio di Gallieno, non è chiaro se sia stato o meno co-augusto di suo padre e di suo nonno
  Associato al trono
Cornelio Salonino
Publio Licinio Cornelio Valeriano Salonino
243 circa 260 circa assassinato Figlio di Gallieno e co-augusto di suo padre e di suo nonno

Imperatori illirici (268-284)Modifica

Ritratto Nome Nascita Regno Morte Note
Inizio Fine
  Claudio il Gotico
Marco Aurelio Claudio
10 maggio 213 o 214 settembre o ottobre 268 luglio 270 peste Marco Piavonio Vittorino usurpatore nelle Gallie (268-271)
  Quintillo
Marco Aurelio Claudio Quintillo
220 circa 270 forse suicida Fratello di Claudio;
fu deposto
  Aureliano
Lucio Domizio Aureliano
9 settembre 214 270 25 settembre 275 assassinato Dopo la morte, vi fu un interregno di due mesi in cui l'impero venne probabilmente governato dalla vedova, l'augusta Ulpia Severina[1]
Usurpatori:
Nelle Gallie: Vittorino (268-271), Domiziano II (271 ?), Tetrico I (271-274), Tetrico II (271-274) e Faustino (273-274)
In Dalmazia: Settimio (271-272)
In Siria e in Oriente: Vaballato, figlio di Zenobia di Palmira (271-274)
  Tacito
Marco Claudio Tacito
200 circa novembre 275 giugno 276 forse avvelenato o soffocato
  Floriano
Marco Annio Floriano
? giugno 276 agosto 276 assassinato dai suoi soldati Probabilmente fratellastro di Tacito
  Probo
Marco Aurelio Probo
9 agosto 232 agosto 276 settembre o ottobre 282 ucciso in una rivolta militare Usurpatori in Gallia: Tito Ilio Proculo (280) e Gaio Quinto Bonoso (280);
usurpatore in Asia: Gaio Giulio Saturnino (280)
  Caro
Marco Aurelio Caro
230 circa settembre o ottobre 282 luglio o agosto 283 malattia oppure incidente
  Carino
Marco Aurelio Carino
250 circa luglio o agosto 283 luglio 285 caduto in battaglia Figlio di Caro;
regnò in Occidente;
Giuliano usurpatore in Pannonia (284/285)
  Numeriano
Marco Aurelio Numerio Numeriano
254 circa novembre 284 assassinato da Arrio Apro Figlio di Caro;
regnò in Oriente

Il vero filo conduttoreModifica

Dall'incertezza generale, che tuttavia caratterizza l'intera opera, emerge un unico dato sicuro: essa è, senz'ombra di dubbio, espressione dell'opposizione senatoria all'istituto imperiale del quale si dà una rappresentazione ora banalizzata, con l'indugiare su particolari a volte esageratamente falsi e in ogni caso tendenziosi, che riguardano la vita privata dei singoli imperatori, ora un resoconto a fosche tinte con descrizioni aventi per oggetto la crudelitas, l'ebrietas e tutta la sequela delle umane aberrazioni: e ogni qual volta qualche notizia era estremamente esagerata fino all'inverosimile, se ne attribuiva la paternità a un certo Cordus, storico, si fa per dire, non altrimenti noto, sicuramente ad hoc inventato. La controprova che il filo conduttore dell'opera sia da ricercare nell'avversione all'istituto imperiale sta nel fatto che pochi imperatori, come Settimio Severo e Marco Aurelio Probo sono oggetto di lodi, lodi che danno agli autori (o all'autore) occasione di parlare di un ritorno dei vecchi tempi, sotto forma di laudatio temporis acti (rimpianto del tempo passato), di quella res publica romana dei tempi d'oro, quando a decidere delle sorti dello stato era la prestigiosa classe senatoria e non il capriccio o l'estrosità, come spesso è dato leggere in quest'opera, degli odiati imperatori: persino i rigidi appartenenti alla gens Catoniana, dice l'autore della Historia Augusta, sarebbero stati lieti di vivere sotto i suddetti imperatori, lodati per il loro comportamento deferente nei confronti del senato.

E, a ben considerare, l'atteggiamento ostile della classe senatoria nei confronti dell'istituto imperiale trovava una sua motivazione precisa, dovuta al fatto che in epoca repubblicana il ruolo di guida dello stato era esclusivamente nelle mani dell'aristocrazia senatoriale, e con esso tutta una serie di interessi che vedeva cointeressati alcuni clan di una ristretta oligarchia nella spartizione di incarichi, altamente remunerativi, sia in patria che soprattutto in territorio provinciale; i sudditi, paragonati a pecore da tosare a zero, erano spesso sottoposti a gravami e soprusi di ogni genere tali da generare malcontenti e da alimentare movimenti di ribellione: nella migliore delle ipotesi i provinciali avevano la possibilità di denunciare i governatori di province corrotti che, appartenendo alla classe aristocratica, venivano sistematicamente assolti da tribunali le cui giurie, se si eccettua qualche decennio, erano rigorosamente di estrazione aristocratica. Ma questo era solo uno degli aspetti: l'oligarchia senatoria dei tempi d'oro della repubblica aveva un potere illimitato e distribuiva cariche onori e incarichi avendo il delicato compito di condurre la direzione della politica sia interna che estera.

La svolta augustea, il declino e il risentimento dell'ordine senatorioModifica

Con l'avvento dell'impero vennero meno al senato quasi tutte queste prerogative, pur se formalmente continuava a svolgere il proprio ruolo. Ma da Augusto in poi, il suo prestigio e soprattutto il suo potere decisionale subì un improvviso drastico ridimensionamento. Una serie di provvedimenti presi da Augusto in materia di governatorato delle province che gli garantivano il controllo degli eserciti, rese inoffensivo il consesso senatorio, ridotto a mite e mero strumento di approvazione della volontà del sovrano in ogni campo della vita pubblica. Stretto nella dura morsa tra l'imperatore da una parte e l'esercito, a questi fedelissimo, dall'altra, il senato perdette progressivamente il suo ruolo e dovette accontentarsi di svolgere compiti subordinati al volere e spesso al capriccio di imperatori non sempre illuminati. Costretta a subire, la classe senatoria trovò modo di sfogare tutto il suo risentimento in opere pseudo storiche quale quella, come detto di Mario Massimo che, prendendo le mosse da Svetonio, ma solo per ciò che riguardava l'aspetto della vita privata degli imperatori, ridicolizzava e colpevolizzava gli imperatori per i mali dai quali era affetto l'Impero, nell'approssimarsi del proprio declino.

E a Mario Massimo, come già detto, molto deve la Historia Augusta soprattutto per ciò che di infamante, di ridicolo, di falso e anche di tragicamente vero nei confronti di taluni imperatori si potesse dire. Rimarrebbe da parlare della presenza di parecchie ed evidenti contraddizioni interne nella Historia Augusta, di cui qui non è il caso nemmeno di far cenno, e per il cui approfondimento si rimanda il lettore all'introduzione al lavoro di Paolo Soverini citato, qui appresso, in bibliografia. La H. A. continua ad essere ancora al centro di importanti convegni che annualmente si tengono su tematiche che ne riguardano esclusivamente i molteplici aspetti.

NoteModifica

  1. ^ Watson, Alaric (1999). Aurelian and the Third Century. London: Routledge. ISBN 0-415-07248-4.

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

  • Historia Augusta – Römische Herrschergestalten, übersetzt von Ernst Hohl, 2 Bde., Zürich-München 1976.
  • Augustan History - Una traduzione in inglese completa è disponibile presso la Loeb Classical Library,
  • Lives of the Later Caesars. Traduzione della prima metà pubblicata da Penguin Books
  • Scrittori della storia augusta, a cura di Paolo Soverini, voll.2, Torino, Utet, 1983.

Fonti secondarieModifica

  • Holger Sonnabend: Geschichte der antiken Biographie, Stuttgart 2002.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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