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Battista Guarino o Guarini (Ferrara, 1435Ferrara, 1503) è stato un educatore e umanista italiano, figlio del celebre umanista Guarino Veronese.

Indice

BiografiaModifica

Figlio di Guarino Veronese, si laureò in retorica all'Università di Bologna all'età di 21 anni, per poi prendere il posto del padre come insegnante a Ferrara, dopo la sua morte nel 1460. Fu precettore alla corte estense di Ferrara e a quella gonzaghesca di Mantova.[1]

La didatticaModifica

Grande filologo fu sostenitore della cultura e della lingua greca convinto che la nuova cultura rinascimentale dovesse conciliare lettere e scienze e che il centro dell'insegnamento dovessero essere le nuove scuole sorte nelle corti e nelle cancellerie. Nel 1420 Guarino tenne scuola pubblica per incarico del comune di Verona e insegnò anche privatamente per scolari forestieri o cittadini. Gli studenti più bravi divenivano suoi collaboratori per la conduzione della scuola che prevedeva anche un'intensa attività fisica bastata su esercizi ginnici, passeggiate, nuoto, caccia, danza. I programmi di studio per i tre gradi (elementare, grammaticale e retorico) erano congegnati secondo un piano di difficoltà graduali: mano a mano che procedeva la specializzazione linguistica si andava dai testi più semplici fino a quelli massimi di Platone e Aristotele.

La scuola di Guarino era meritevolmente aperta non solo ai discendenti delle grandi famiglie ma anche agli studenti di condizioni modeste che spesso diventavano essi stessi maestri o pubblici funzionari o avviati alla carriera ecclesiastica. Mentre l’Università si curò della formazione di specialisti quali medici, giuristi, teologi, la scuola di Guarino istituì i fondamenti di ogni futura specializzazione curando la comune umanità, con l'esercizio fisico e con lo studio delle lingue antiche e delle grandi opere pagane di scienza e di pensiero, mettendo così da parte ogni pregiudizio religioso. [2].

OpereModifica

Nel 1459 scrisse una raccolta dei metodi e degli ideali didattici del padre di famiglia chiamata De ordine docendi et studendi, dove indicava come materie adatte all'istruzione dei rampolli delle famiglie principesche il greco e il latino, da insegnarsi simultaneamente; erano da evitare le punizioni corporali ed era consigliata la motivazione degli allievi instaurando un clima di mutua competizione tra essi. Raccomandava inoltre di dedicarsi alla lettura a voce alta, spaziando su argomenti quali la storia, la geografia, la filosofia e l'etica, nonché la letteratura, soprattutto classica.

Guarino scrisse anche il Sermone del cane e del cavallo un dialogo fittizio tra lui e il cortigiano Teofilo Calcagnini su come allevare cani e cavalli. L'opera è apprezzabile per la sua originalità nel mettere assieme un testo enciclopedico, un trattato di caccia e un manuale di veterinaria.

Personaggi correlatiModifica

NoteModifica

  1. ^ Isabella d'Este Gonzaga.
  2. ^ Eugenio Garin, La cultura del Rinascimento, Editori Laterza, Bari, 1973, pp.71-92

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN22985816 · ISNI (EN0000 0000 8076 6196 · LCCN (ENnr96039321 · GND (DE100943985 · BAV ADV10198791 · CERL cnp01356488