Bertrando Rossi seniore

condottiere italiano

Bertrando de' Rossi, in latino Rubeis (... – Cremona, ottobre 1345) è stato un nobile italiano della famiglia Rossi di Parma.

Stemma dei Rossi di Parma

BiografiaModifica

Figlio di Rolando de' Rossi e di Agnese Ruggeri, figlia di Bonaccorso, feudatario di Felino,[1] nacque agli inizi del XIII secolo. Nipote di Pietro de' Rossi, di Marsilio e di Ugolino, vescovo di Parma,[1] fu bandito dalla città emiliana insieme agli altri Rossi da Mastino della Scala, su istigazione di Azzo da Correggio.[1]

 
Il leone di San Marco, simbolo della Serenissima, parete ovest Sala delle Gesta Rossiane, Rocca dei Rossi, San Secondo Parmense.

Ritornato in città dopo che questa era stata ceduta da Azzo di Correggio a Obizzo d'Este, fu uno dei protagonisti della rivolta di Parma del 6 aprile 1345 contro la signoria estense.[1] I rivoltosi, che si prefiggevano lo scopo di dare la città a Luchino Visconti, signore di Milano, furono però sconfitti e Bertrando dovette riparare precipitosamente nella città lombarda, alla corte del Visconti.

Insieme al fratello Giacomo, Bertrando, per la devozione alla causa della repubblica di Venezia, ottenne dal doge Andrea Dandolo la conferma per se stesso e per i suoi successori del titolo di Patrizio veneto che a suo tempo era stato conferito al padre Rolando per i servigi resi alla Serenissima.[2] Il titolo nobiliare della serenissima sarà mantenuto nei secoli dalla famiglia Rossi e, a conferma del forte legame della famiglia con la città veneta, nella Sala delle Gesta Rossiane della Rocca dei Rossi di San Secondo Parmense è rappresentato sulla parete ovest il vessillo della repubblica di Venezia.

Bertrando morì solo sei mesi dopo la rivolta,[3] in età molto giovane[2] a Cremona.[1] Fu sepolto nella chiesa domenicana di Cremona e da lì traslato a San Francesco a Parma nella cappella gentilizia della famiglia per volere del figlio Bertrando juniore che per il padre volle "un'arca pulcra et honorabili".[4][5]

DiscendenzaModifica

Bertrando sposò Sara di Guglielmo da Camposampiero, di Padova, dalla moglie ebbe due figli:

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Pompeo (1781-1851) Litta, Famiglie celebri di Italia. Rossi di Parma / P. Litta. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  2. ^ a b Carrari 1583, pp. 109–110.
  3. ^ Affò,1795, p.331.
  4. ^ Arcangeli, Gentile, p.192.
  5. ^ Pezzana,1852, p.216.

BibliografiaModifica

  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Rossi di Parma, Torino, 1835.
  • Letizia Arcangeli e Marco Gentile, Le signorie dei Rossi di Parma tra XIV e XVI secolo, Firenze, Firenze University Press, 2007, ISBN 978-88-8453- 683-9.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo primo, Parma, Reale Tipografia, 1852.
  • Vincenzo Carrari, Historia de Rossi parmigiani, Ravenna, 1583.
  • Giuseppe Maria Cavalli, Cenni storici della borgata e chiesa di San Secondo nel parmigiano, Parma, 1870.
  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo quarto, Parma, Stamperie Carmignani, 1795.