Bunomys chrysocomus

specie di animali della famiglia Muridae

Bunomys chrysocomus (Hoffmann, 1887) è un roditore della famiglia dei Muridi diffuso sull'isola di Sulawesi.[1][2]

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Bunomys chrysocomus
Immagine di Bunomys chrysocomus mancante
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
SuperordineEuarchontoglires
OrdineRodentia
SottordineMyomorpha
SuperfamigliaMuroidea
FamigliaMuridae
SottofamigliaMurinae
GenereBunomys
SpecieB.chrysocomus
Nomenclatura binomiale
Bunomys chrysocomus
Hoffmann, 1887
Sinonimi

Rattus brevimolaris, Rattus nigellus, Rattus rallus, Bunomys coelestis koka

Areale

Descrizione

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Dimensioni

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Roditore di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 97 e 176 mm, la lunghezza della coda tra 107 e 180 mm, la lunghezza del piede tra 31 e 40 mm, la lunghezza delle orecchie tra 22 e 28 mm e un peso fino a 135 g.[3]

Aspetto

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La pelliccia è densa, soffice e liscia. Le parti superiori sono marroni chiare con riflessi dorati, mentre le parti ventrali sono gialle chiare. I piedi sono lunghi e sottili. La coda è più lunga della testa e del corpo. Sono presenti 15 anelli di scaglie. Il cariotipo è 2n=42 FN=58.

Biologia

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Comportamento

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È una specie terricola.

Alimentazione

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Si nutre di piccoli vertebratii, come rane e lucertole, frutta e vermi.

Riproduzione

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Danno alla luce 1-2 piccoli alla volta.

Distribuzione e habitat

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Questa specie è diffusa sull'isola di Sulawesi.

Vive nelle foreste pluviali primarie tra 200 e 1.500, talvolta anche fino a 2.200 metri di altitudine. È presente anche in foreste degradate.

Conservazione

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La IUCN Red List, considerato il vasto areale, classifica B.chrysocomus come specie a rischio minimo (Least Concern).[1]

  1. ^ a b c (EN) Musser, G., Lunde, D. & Ruedas, L. 2008, Bunomys chrysocomus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Bunomys chrysocomus, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Musser, 1991.

Bibliografia

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