Camillo Castiglioni

imprenditore e banchiere austro-ungarico (1879-1957)

Camillo Castiglioni (Trieste, 22 ottobre 1879Roma, 18 dicembre 1957) è stato un imprenditore, banchiere e finanziere austriaco di origine italiana. Uno degli uomini più ricchi in Europa centrale durante la prima guerra mondiale. Visse a lungo in Austria e Baviera, fu soprannominato l' "Hugo Stinnes" austriaco, si occupò di aviazione e fu un mecenate che investì in opere d'arte.

BiografiaModifica

Castiglioni nacque a Trieste, allora facente parte dell'impero austro-ungarico, dal Rabbino Capo della città giuliana. Camillo si interessò presto dei progressi pionieristici dell'aviazione e studiò legge. Divenne legale di una banca di Padova dove apprese velocemente le nozioni fondamentali riguardanti finanza internazionale e gestione dei capitali.[1]

Il padre, Vittorio Castiglioni, fu un pedagogista e traduttore della Mishnà[2], che nel 1904 in qualità di rabbino capo di Roma inaugurò il Nuovo Tempio capitolino, esercitando un'autorità in prevalenza spirituale sulla comunità del luogo, dove era noto come predicatore e per i numerosi matrimoni celebrati.
Ancora in carica, la sua autorità era indebolita dal giovane fiorentino Margulies, che gestì personalmente i contatti col Re e le autorità civili per la visita di Theodor Herzl nella capitale italiana.[3] Gli succederà Rav Angelo Sacerdoti, fondatore del Rabbinato Militare Italiano durante la Grande Guerra[4], che fu attivo in Italia almeno fino 1933[5] e conclusosi nelle colonie con l'ufficio dei pro-rabbini di Terracina e Sonnino, due anni prima delle Leggi razziali fasciste.[6]

Prima guerra mondialeModifica

Durante la prima guerra mondiale divenne uno dei più ricchi e influenti finanzieri dell'Europa centrale ed il maggiore investitore nella produzione di apparecchi in serie. Nel 1914 comprò la compagnia aeronautica Hansa-Brandenburg, che impiegava Ernst Heinkel come capo progettista. Comprò anche una parte della Austro-Daimler che aveva come capi progettisti Johann Puch e Ferdinand Porsche. Tra i suoi interessi furono anche la stampa (Czar) e le arti. Finanziò Max Reinhardt e l'aiutò nell'organizzazione del festival di Salisburgo. Nel 1917 acquistò la BMW assumendo un ruolo di primo piano nel rilancio dell'allora piccola azienda nella quale investì per tutti gli anni '20.

DopoguerraModifica

Dopo la sconfitta dell'Impero austro-ungarico, prese parte alle trattative, per l'Italia, nelle divergenze fra Austria e Ungheria per i nuovi confini. Collezionista d'arte e mecenate, collaborò con la diplomazia italiana, aderì al fascismo[7], e fu in buoni rapporti prima con ministro degli Esteri italiano Pietro Tomasi della Torretta e poi con il neo presidente del consiglio Mussolini. Il suo impero finanziario collassò nel 1924 per alcune speculazioni con il franco francese, ma poi si riprese. Mantenne i rapporti tra Mussolini e la destra austriaca. Dopo però l'avvento di Hitler, cedette le sue attività in Germania e in Austria e si trasferì nel 1934 negli Stati Uniti mentre i suoi rapporti con Mussolini si raffreddarono dopo le leggi razziali del 1938.[8][9]

Tornò nel 1946 a Roma come fiduciario di banche americane.[10]

NoteModifica

  1. ^ Dizionario Biografico degli Italiani.
  2. ^ Camillo Castiglioni: quelle tre lettere, BMW, che hanno un’anima triestina., su triesteallnews.it. URL consultato l'8 agosto 2019 (archiviato l'8 agosto 2019).
  3. ^ Rav Riccardo Di Segni, Rabbini capo di Roma del 900. Altro che marginali, in Rassegna Mensile di Israel, 18 dicembre 2014. URL consultato l'8 agosto 2019 (archiviato l'8 agosto 2019).
  4. ^ Paolo Abbina, Ci fu un rabbinato militare italiano nella Grande Guerra, su kolot.it, 7 maggio 2014. URL consultato l'8 agosto 2019 (archiviato l'8 agosto 2019).
  5. ^ Archivio UCEI, su archiviostorico.ucei.it. URL consultato l'8 agosto 2019 (archiviato l'8 agosto 2019).
  6. ^ Giovanni Cecini, Ebrei nell'esercito, in Ebrei e Forze Armate nel periodo fascista (Tesi di laurea), 2004. URL consultato l'8 agosto 2019 (archiviato il 14 ottobre 2005). Ospitato su giovannicecini.it. e OPAC
  7. ^ Gianni Scipione Rossi, Lo squalo e le leggi razziali, Rubbettino, 2017, su store.rubbettinoeditore.it. URL consultato il 28 giugno 2017 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2018).
  8. ^ Dizionario biografico Treccani, su treccani.it.
  9. ^ Lo squalo e le leggi razziali: Vita spericolata di Camillo Castiglioni, di Gianni Scipione Rossi
  10. ^ Camillo Castiglioni e il mito della BMW, su fondazionebardelli.org, 29 giugno 2019. URL consultato l'8 agosto 2019 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2019). Ospitato su Comune di Trieste.

BibliografiaModifica

FilmModifica

  • Camillo Castiglioni oder die Moral der Haifische, Regie: Peter Patzak, Österreich 1988 (TV) – 88 Min.
  • Der Millionensassa, Das schillernde Leben des Finanzjongleurs Camillo Castiglioni, ORF-Dokumentationsreihe "Menschen und Mächte", Regie: Georg Ransmayr, Österreich 2019 (TV ORF) – 50 Min.

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