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Caproni Ca.59
Descrizione
Tipoaereo di linea
Equipaggio2
CostruttoreItalia Caproni
Esemplari1
Sviluppato dalCaproni Ca.58
Dimensioni e pesi
Lunghezza14,96 m
Apertura alare29,53 m
Altezza7,39 m
Superficie alare250 m
Peso a vuoto5 400 kg
Passeggeri30
Capacità3 500 kg
Propulsione
Motore5
Potenza400 hp ciascuno
Prestazioni
Velocità max130 km/h
Autonomia5 h

dati estratti da Gli Aeroplani Caproni[1]

voci di aerei civili presenti su Wikipedia

Il Caproni Ca.59 fu un aereo da trasporto passeggeri pentamotore triplano sviluppato dall'azienda aeronautica italiana Caproni nei primi anni venti del XX secolo.

Il modello, conversione dell'originale Ca.58, costituisce uno dei primi esempi di velivolo italiano caratterizzato dalla possibilità di trasportare un elevato numero di passeggeri su rotte di grande traffico o a lungo raggio.[2][3]

TecnicaModifica

Il modello, di grandi dimensioni, era caratterizzato da una configurazione a doppia trave di coda.

La gondola centrale era del tipo "a valigia", con struttura interna divisa tra due piani comunicanti tra loro grazie ad una scala interna, dotata di interni di lusso, di un buffet, spazio dedicato alla ristorazione, uno scompartimento bagagli e di una toilette.[2][3] Sul tetto della cabina inferiore erano collocati i due abitacoli aperti riservati a pilota e meccanico e posteriormente la struttura accoglieva uno dei tre gruppi motoelica in configurazione spingente.

La velatura era di tipo triplana, con i piani alari di eguale apertura e tutti dotati di alettoni. Le due travi di coda erano collegate all'intradosso dell'ala mediana, e fungevano da supporto ai due motori in configurazione traente e, posteriormente, all'impennaggio costituito da un largo ed unico piano orizzontale dotato di equilibratore e di due derive dalle forme squadrate.

Il carrello d'atterraggio era caratterizzato da una coppia di telai che integravano una struttura con due elementi in linea a ruote gemellate mentre posteriormente l'appoggio a velivolo fermo era garantito da appositi pattini collocati all'apice inferiore di un lungo montante collegato ad ognuna delle travi di coda.

La propulsione era garantita da cinque motori aeronautici raffreddati a liquido, tre in configurazione spingente e due in configurazione traente. Oltre a quelli già citati i due rimanenti erano collocati in due gondole esterne alle due travi di coda, per una potenza complessiva di 2 000 hp.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b Caproni 1937, p. 134.
  2. ^ a b Barbero, p. 23.
  3. ^ a b Caproni 1937, p. 133.

BibliografiaModifica

  • T. L. Barbero, I cento aeroplani Caproni, 1909-1930, ISBN non esistente.
  • Gianni Caproni, Gli Aeroplani Caproni - Studi, progetti, realizzazioni dal 1908 al 1935, Milano, Edizione del Museo Caproni - Ed. d'Arte E. Bestetti, 1937.