Ora

unità di misura del tempo
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Ora
Orologio Santa Maria della Scala Siena.JPG
Orologio da torre dell'Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena, costruito nel 1643 da Sallustio Barili. L'orologio ha solo la lancetta delle ore che indica le 3:36.
Informazioni generali
Grandezzatempo
Simboloh
Conversioni
1 h in... ...equivale a...
Unità SI3600 s
Unità di Planck6,678×1046 tP

L'ora (indicata con h, dal latino hora) è un'unità di misura del tempo pari a 3 600 secondi,[1] ovvero a 60 minuti. Un giorno è composto da 24 ore. In un giorno ci sono 1440 minuti.

L'ora non è un'unità di misura del SI, ma ne è accettato l'uso con il SI.[2]

Altre unità di misura omonimeModifica

Definizioni storiche di oraModifica

  • Un dodicesimo del tempo compreso tra l'alba e il tramonto. Con questa definizione le ore dei giorni estivi risultano più lunghe di quelle dei giorni invernali e sono uguali negli equinozi, quando il giorno e la notte sono di pari durata. Prima del 1873 in Giappone la misurazione del tempo avveniva con un sistema analogo, in cui sia il periodo di luce che quello di oscurità venivano però frazionati in sei parti chiamate toki.
  • La ventiquattresima parte del giorno solare vero (il tempo che trascorre tra un mezzogiorno e l'altro). Con questa definizione le ore variano un poco durante l'anno a causa della piccola variazione annuale del giorno solare vero, dovuta al fatto che l'orbita della Terra intorno al Sole è leggermente ellittica e la velocità angolare della sua rivoluzione varia.
  • La ventiquattresima parte del giorno solare medio. Con questa definizione l'ora è sostanzialmente costante durante tutto l'anno. Minime variazioni sono dovute al fatto che la velocità di rotazione della Terra varia lentamente nel tempo.

Concezione delle oreModifica

 
Tavola delle «ore ineguali» o «planetarie» di Egnazio Danti, che associa ogni pianeta al rispettivo giorno della settimana: la prima ora è quella che determina la qualità planetaria dell'intera giornata; ad esempio il sabato è associato a Saturno, la domenica al Sole, e così via. Le ore successive sono associate a pianeti diversi a seconda dei giorni della settimana.[3]

Anticamente la suddivisione del tempo in ore aveva un valore più qualitativo che quantitativo, nel senso che ad esse venivano attribuiti dei contenuti archetipici, corrispondenti a determinati fatti o azioni da intraprendere.[4]

I Caldei ad esempio associavano ogni ora del giorno ad un pianeta, che ne determinava la qualità: tale associazione rendeva una certa ora adatta ad una specifica preghiera, o ad un culto verso un particolare dio; vi erano pianeti che sovrintendevano agli affari, altri ai sentimenti, e così via. La vita dei fedeli veniva scandita con un sistema di rapida successione di diverse possibili attività a seconda del trascorrere delle ore.

Questa tradizione si è mantenuta nelle discipline come l'astrologia e la magia che tengono conto del calcolo planetario delle ore, per stabilire azioni o rituali da compiere in corrispondenza di esse secondo il principio dell'analogia o della sincronicità.[5] Da questo significato dell'ora deriva il termine «oroscopo», che vuol dire propriamente «leggere l'ora».[6]

NoteModifica

  1. ^ (EN) IUPAC Gold Book, "hour"
  2. ^ Non-SI units accepted for use with the SI, and units based on fundamental constants, in SI brochure (8th edition), BIPM. URL consultato il 24 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2008).
  3. ^ «...planetarie sono chiamate, perché in ciascuna di dette hore predomina, et signoreggia un Pianeta, et di qui hanno preso il nome i giorni della Settimana» (Trattato dell'uso della Sfera di Egnatio Danti, pag. 18, Firenze 1573).
  4. ^ Thorwald Dethlefsen, Il Destino come scelta, pp. 76-77, trad. it., Mediterranee, 1984.
  5. ^ Le ore planetarie, su cronacheesoteriche.com.
  6. ^ Oroscopo, su etimoitaliano.it.

Voci correlateModifica

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