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Carlos Reygadas

regista, sceneggiatore e produttore cinematografico messicano

BiografiaModifica

Carlos Reygadas è nato a Città del Messico nel 1971 e ha studiato diritto nella sua città. La tesi di laurea di Reygadas era sulla Corte internazionale di Giustizia e sulle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU riguardanti la pace e la sicurezza internazionale.[senza fonte] Dopo la laurea ha proseguito con un master e con un impiego a New York alle Nazioni Unite, ma nel 1997 abbandona tutto per trasferirsi a Bruxelles e coltivare la sua vera passione: il cinema. nel 1998 tenta di entrare nell'Istituto Nazionale delle Arti dello Spettacolo e delle Tecniche di Diffusione di Bruxelles, ma non viene accettato; la commissione lo reputa già un regista che non necessita di formazione. Per l'ammissione aveva girato il suo primo cortometraggio.[senza fonte] Riesce a mettere in piedi una troupe di amici e non professionisti per il suo primo lungometraggio del 2002, Japón, sceneggiato, diretto e prodotto dallo stesso Reygadas; il film riceverà la menzione speciale della giuria della Caméra d'or al Festival di Cannes dove, qualche anno dopo, verrà presentato anche il suo secondo film, Battaglia nel cielo del 2005. Nello stesso anno Reygadas ha co-prodotto Sangre, la pellicola del connazionale Amat Escalante già aiuto regista in Battaglia nel cielo. Nel 2009 ha prodotto The Tree di Carlos Serrano Azcona, presentato in anteprima mondiale al International Film Festival di Rotterdam.

Il registaModifica

Riguardo ai suoi punti di riferimento cinematografici, Reygadas ammette "Amo Eizenstein ed il suo utilizzo della musica, Ozu per il particolare che diviene universale, Dreyer (soprattutto i suoi ultimi film) per il modo in cui usa la luce, alcuni film di Abel Ferrara, i film degli anni '50-'60 dello spagnolo Luis Garcia Berlanga, Antonioni, Kiarostami prima del digitale, i film del dopo guerra di Rossellini..." Il regista lavora molto sui corpi dei suoi attori e riprende scene di sesso esplicito che hanno suscitato molto scandalo ma che si distaccano dalla pornografia per rappresentare "il sesso così come lo viviamo", quella fusione tra anima e corpo che è solo umana; per Reygadas il corpo esprime un pensiero, è comunicazione e conoscenza. Già dal suo primo lungometraggio, il regista usa la macchina da presa in modo molto creativo e, afferma, "come fosse un pennello, per vedere i colori che traccia nello spazio".

A Reygadas piace lavorare sui sentimenti forti e sul modo in cui si esprimono nei momenti culminanti, ispirandosi in questo a Rossellini, per raccontare storie universali. Il suo intento è scatenare sensazioni forti nello spettatore, senza chiudere con interpretazioni univoche ma lasciando che il pubblico costruisca la sua visione. Aspetto molto importante dei suoi film è anche l'ambientazione e il contesto sociale: natura incontaminata e selvaggia in Japón, metropoli soffocante e oppressa da fanatismo religioso, povertà e istituzioni in Battaglia nel cielo. Per Reygadas, infatti, il paesaggio, insieme al sesso, è uno degli elementi che maggiormente influenzano l'uomo. Nel maggio 2007 presenta in concorso al 60º festival di Cannes il film Stellet licht, che vince il premio speciale della giuria ex aequo con Persepolis. Nel 2012 viene premiato come miglior regista al Festival di Cannes con il film Post Tenebras Lux.

Vita privataModifica

È sposato con la montatrice Natalia López (Stellet Licht, Post Tenebras Lux, Heli, Jauja). La donna ha esordito come attrice, insieme allo stesso Reygadas, nel suo ultimo film: Nuestro Tiempo (2018), presentato alla 75ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

La coppia ha due figli: Rut e Eleazar, anche loro presenti, in veste di attori, nelle ultime due pellicole del regista messicano.

FilmografiaModifica

CortometraggiModifica

  • Maxhumain (1999)
  • Este es mi reino - (episodio del film collettivo Revolution, 2010)

LungometraggiModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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