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Carmine Iorio
Carmine Iorio aka Yousef el Musulmani.jpg
Carmine Iorio durante la rivolta in Cirenaica
8 dicembre 1892 – 17 dicembre 1928
SoprannomeYousef el Musulmani
Nato aAltavilla Silentina
Morto aGialo
Cause della mortefucilazione
Luogo di sepolturaGialo
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Flag of Cyrenaica.svg Rivoltosi della Cirenaica
Corpo79º reggimento Cacciatori d'Africa
Anni di servizio1901-1928
ComandantiGuerra italo-turca:
Carlo Caneva
Augusto Aubry
Guerriglia in Cirenaica:
Idrīs al-Senussi
GuerreGuerra Italo-Turca, Guerriglia in Cirenaica
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Carmine Iorio dopo l'arresto nel 1928

Carmine Immacolato Antonio Iorio, conosciuto anche come Yousef el Musulmani (in arabo: وسف المسلمانى‎, Yousef el Moslamany) dopo la conversione all'Islam (Altavilla Silentina, 8 dicembre 1892Gialo, 17 dicembre 1928), è stato un militare italiano.

Dopo esser stato catturato dalle truppe della resistenza libica di Omar al-Mukhtar disertò e combatté le truppe italiane in Libia.

Indice

BiografiaModifica

Nato in Cilento in provincia di Salerno nel 1892, nel 1901 si specializzò nella manutenzione e riparazione di armi leggere per il Regio Esercito. Nel 1911 si sposò con una ragazza del suo paese ma il 15 ottobre a solo 19 anni in occasione della Guerra italo-turca venne trasferito nella forza navale di 15.000 persone dirette alla città di Derna, nella Libia orientale.

Dopo dieci giorni di bombardamenti e atterraggi[non chiaro] falliti, la forza di difesa di 3.500 soldati turchi e arabi venne definitivamente sconfitta e gli italiani occuparono la guarnigione turca della città e la fecero proprio. Il conte Trombi fu quindi nominato da un governatore e la guarnigione fu rafforzata da 1.500 soldati e due battaglioni di cacciatori alpini.

Carmine Iorio divenne uno dei soldati nella Guarnigione italiana di Derna. Sembra che sia molto curioso nel suo nuovo ambiente e desideri imparare l'arabo e capire il Corano. Il suo battaglione fece alcuni combattimenti contro la resistenza libica nel gennaio del 1915 intorno a Derna e vicino a Martouba.

Nella notte del 14 luglio 1916 Carmine lasciò la guarnigione di Tocra venne catturato da una carovana beduina che lo portò ad Agedabia da Muhammad Idris al-Mahdi al-Senussi, futuro re di Libia.

Ad Agedabia, Carmine Iorio sfuggì al patibolo perché fu preso sotto la protezione del fratello di Idris, Sayied Muhammad er-Rida. Così il disertore italiano accettò di rimanere tra i la resistenza libica, di convertirsi all'islam diventando Yusuf el-Musulmani e di combattere insieme al suo amico Omar al-Mukhtar.

Yousef el Musulmani divenne uno dei migliori combattenti della terra e un grande aiuto alla causa con la sua esperienza nelle armi di piccolo calibro e nelle tattiche di guerra italiane. Era presente nelle battaglie di Marsa Brega, Bilal Bir, Soluch e molte altre. Omar al-Mukhtar lo nominò tenente e sposò una ragazza di Cufra chiamata Tibra Musa Al Majebri. Aveva due figli, un ragazzo di nome Mohamed e una ragazza di nome Aisha.

Venne catturato nell'oasi di Gicherra a 20 km dall'oasi di Gialo da alcuni alti funzionari fascisti stavano seguendo personalmente il suo caso, venne condannato a morte per alto tradimento e con il verdetto della pena capitale. Gli è stata data la scelta di convertirsi nuovamente al cristianesimo, ma lui rifiutò ma non lo fece fatto solo per l'onore dei suoi due figli che erano rimasti nella resistenza libica.

Lesse alcuni versetti del Corano prima di essere colpito dal plotone di esecuzione nella piazza del mercato del Gialo il 17 dicembre 1928 qualche giorno dopo aver compiuto 36 anni.

Nel 2018 la compagnia teatrale "Compagnia Fantasma" di Bologna ha messo in scena la vita di Carmine Iorio[1].

FontiModifica

  • ACS, Roma, Tribunali militari, Tribunali militari coloniali, "Cirenaica Sentenze Bengasi", 1928
  • Dante Maria Tuninetti, Il mistero di Cufra, Nicola Calcagni Editore, Bengasi, 1931.
  • Fathi Ali Saahli, Carmine Jorio Giuseppe, 2007.
  • Gian Antonio Stella, Carmine Pascià (che nacque buttero e morì beduino), Milano, Rizzoli, 2008. ISBN 978-88-17-02733-5.

BibliografiaModifica

  • Dante Maria Tuninetti, Il mistero di Cufra, Nicola Calcagni Editore, Bengasi, 1931.
  • Fathi Ali Saahli, Carmine Jorio Giuseppe, 2007.
  • Gian Antonio Stella, Carmine Pascià (che nacque buttero e morì beduino), Milano, Rizzoli, 2008. ISBN 978-88-17-02733-5.

NoteModifica

Voci correlateModifica

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