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Castello di Montebello (Bellinzona)

castello di Bellinzona
Castello di Montebello
castelli di Bellinzona
Montebello Bellinzona LCD.jpg
StatoComo-Stemma.pngComune di Como
Arms of the House of Sforza.svgDucato di Milano
Early Swiss cross.svgConfederazione dei XIII cantoni
Stato attualeSvizzera Svizzera
CittàBellinzona
Coordinate46°11′29″N 9°01′36″E / 46.191389°N 9.026667°E46.191389; 9.026667Coordinate: 46°11′29″N 9°01′36″E / 46.191389°N 9.026667°E46.191389; 9.026667
Mappa di localizzazione: Svizzera
Castello di Montebello (Bellinzona)
Informazioni generali
Tipofortezza
CostruzioneXIII secolo-XV secolo
Condizione attualeben conservato e restaurato
Proprietario attualeCanton Ticino
Visitabile
voci di architetture militari presenti su Wikipedia
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
I tre castelli e la cinta muraria di Bellinzona
(EN) Three Castles, Defensive Wall and Ramparts of the Market-Town of Bellinzone
ChateauMontebelloBellinzona.jpg
TipoCulturali
Criterio(iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2000
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Il castello di Montebello[1] si trova a Bellinzona[2]. I suoi nomi precedenti erano "Castello piccolo", "Castello nuovo" e "Castello di mezzo" dal XIV al 1506, poi Castello di Svitto fino al 1818 e infine Castello di San Martino. Il complesso medievale di cui fa parte, che include Castelgrande, Sasso Corbaro e le mura che li collegano, a partire dal 2000 fa parte del patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO[3]. Oggi ospita la sezione di Archeologia e Storia delle origini della città del Museo Civico.

StoriaModifica

La costruzione del castello, il secondo più antico di Bellinzona, risale probabilmente al XIII secolo, quando fu realizzato dal casato Rusca, signoria di Como, che vi si rifugiò durante l'occupazione milanese, su una roccia che domina la parte più antica della città. La prima menzione risale però al 1313, quando ne fu segnalata indirettamente l'esistenza. All'epoca, però, del castello esistevano solo il mastio a forma di trapezio, due cortili e alcune abitazioni[4]. Nel XIV secolo furono realizzati i merli ghibellini, che subirono un ulteriore ampliamento fra il 1462 e il 1490, quando furono realizzate nuove mura con torri tonde o poligonali con l'apertura rivolta verso l'interno. Nel corso dello stesso intervento furono realizzati il rivellino, un secondo fossato e un camminamento di ronda nel quale si aprono alcune caditoie.

A ridosso del fossato più antico si trovano un parapetto e una torre a forma di pentagono che segna l'inizio delle mura[5], che lo circondano a sud, a nord-ovest e nella parte che lo separa dal borgo.

Nel XVII secolo alle strutture esistenti venne aggiunto un oratorio intitolato a San Michele, che nel 1934 fu ristrutturato da Giuseppe Weith. Nel XX secolo, del resto, il castello subì importanti interventi: fu completato il mastio originario e fra il 1902 e il 1910 fu consolidato da una commissione guidata da Eugen Probst. L'ultimo intervento risale infine al 1974, quando fu realizzata una struttura sospesa in acciaio per ospitare il Museo civico.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di C. Salvioni, Bellinzona 1894, 39-45.
  • Virgilio Gilardoni, Inventario delle cose d'arte e di antichità. Il distretto di Bellinzona, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1955.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 3-6-7.
  • Giuseppe Chiesi, Bellinzona ducale. Ceto dirigente e politica finanziaria nel Quattrocento, Bellinzona 1988.
  • Giuseppe Chiesi, Verio Pini, Bellinzona nella storia e nell'arte, Bellinzona 1991.
  • AA.VV, Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 22-23.
  • Werner Meyer, Patricia Cavadini-Bielander, I castelli di Bellinzona, Società di storia dell'arte in Svizzera, Bern 2010.
  • Paolo Ostinelli, Bellinzona. Castelli (Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro), in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini. Itinerari», Officina Libraria, Milano 2010.

Voci correlateModifica

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