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Celidonio Errante (Polizzi Generosa, 11 febbraio 1780Palermo, 24 dicembre 1850) è stato un filologo e traduttore italiano.

BiografiaModifica

Appartenente agli Errante di Polizzi Generosa, si laureò in Legge presso l’Università degli Studi di Catania.

Coltivò una grande passione per la letteratura greca e latina. Pubblicò nel 1822, a Palermo, una traduzione inedita, con a fronte il testo greco in edizione critica, dei Frammenti di Dicearco da Messina “Vita della Grecia” (Βίος Ἑλλάδος). Successivamente tradusse alcune opere di Cebete e Senofonte. Nel 1844 pubblicò a Catania un “Saggio intorno all’equità e all’ufficio del giudice nelle materie penali”.[1]

Il 25 febbraio 1832 divenne socio dell’Accademia Nazionale Scienze, Lettere e Arti del regno delle Due Sicilie. Nel 1840 fu presidente del Tribunale Civile della provincia di Girgenti e dal 1841 giudice presso la Gran Corte Civile di Catania. Nel 1848-1849 fu consigliere della Corte Suprema di Giustizia di Palermo.[2]

Era padre del senatore Vincenzo Errante. [3][1]

OpereModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

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